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‘Segni della notte”: al via la 10ª edizione a Urbino

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Per la decima volta, il festival Segni della notte torna a Urbino, la città che storicamente e simbolicamente rappresenta l’intersezione tra arte e scienza. Fondato nel 2003, il festival ricerca e presenta film che affrontano temi, sfide e problemi cruciali dell’attualità, abbracciando tutti gli ambiti culturali. Il nostro obiettivo è quello di facilitare un dialogo basato sulla conoscenza e sulla tolleranza. Sono inclusi fenomeni e dimensioni sociali e fisiche, così come quelli tecnologici, filosofici ed esistenziali.

Molti film si basano su precise osservazioni che i registi desiderano portare all’attenzione del pubblico. A volte, nel farlo, rischiano la propria vita in un’epoca di crescente totalitarismo globale, accompagnato da tecnologie di controllo, censura e manipolazione delle notizie sempre più efficaci. Questi film rappresentano gli ultimi barlumi di speranza, il fondamento per il pensiero e l’azione indipendenti.

Inoltre, il festival offre una piattaforma per film che sperimentano diversi linguaggi cinematografici e rappresentazioni della realtà, con l’obiettivo di aprire prospettive alternative di fronte a “notizie” ufficiali standardizzate, suggestive e quindi manipolative.

Tra le altre città ospitanti del festival figurano Parigi, Berlino, Lisbona e Bangkok.

Sezioni competitive di Segni della notte

Cortometraggio (13-15 aprile)

Documentario (15-18 aprile)

Cortometraggio Italiano (18-19 aprile)

Cinema in Trasgressione (sperimentale) (18 aprile)

Il programma dettagliato è disponibile qui: http://www.segnidellanotte.com/2026/_time.htm

Quest’anno il Festival proprone anche programmi tematici con film provenienti da
Armenia (Martedì 14. Aprile ore 22), Libano e Palestina (Giovedì 16 Aprile ore 22). Ci saranno anche due programmi tematici dedicati ai seguenti argomenti: Creazione e consapevolezza di sé Eight of Wands di Cesare Bedogne (Italia).

 

Commento della giuria: “La macchina da presa, con la sua calma, precisione e sensibilità, crea un’esperienza visiva ed emotiva profonda. Questo film è caratterizzato da una sottigliezza eccezionale e da un senso del ritmo visivo della natura e della presenza umana. Inquadrature calme e composte con precisione costruiscono uno spazio poetico in cui ogni movimento dell’acqua, delle gocce o della luce, diventa portatore di uno stato interiore. Scene in bianco e nero e a colori si intrecciano in un delicato equilibrio, mentre i riflessi sull’acqua e sul vetro creano un senso di dualità: un mondo che esiste e scompare simultaneamente. “Tutto in questo film pulsa di una forza silenziosa, tra il reale e l’immaginario, tra il movimento e l’immobilità.”

Venerdì 17 aprile, ore 23:59

Il secondo tema affronta il controllo tecnologico globale e la possibilità che l’intelligenza artificiale sviluppi conoscenza e autoconsapevolezza. Il ricercatore Federico Faggin, ritratto in questo video, elabora una teoria su come l’IA possa sviluppare sapere e consapevolezza:

Federico Faggin – L’uomo che ha visto il futuro di Marcello Foa (Italia)
Sabato 18 aprile, ore 23:59

Il film d’apertura sarà:

Charity Case – La band che ha guadagnato un milione di dollari…e li ha donati tutti
di Alan Jackson – Stati Uniti. Come suggerisce il titolo, i membri della band, incredibilmente dediti al loro lavoro, hanno donato per anni tutti i loro guadagni a progetti sociali. Una storia di successo davvero affascinante. Lunedì 13 aprile, ore 22:00.

Come film di chiusura, esploreremo il tema di come una malattia emergente venga combattuta attraverso un’incredibile forza di volontà, tramite la danza: di Joanna Is Skywalking e Maja Britasdotter – Östberg (Svezia). Domenica 19 aprile, ore 18:00.

Nella sezione documentari, vorremmo segnalare: “Russians at War” di Anastasia Trofimova, probabilmente il film più attaccato degli ultimi tempi. Molti festival cinematografici internazionali hanno sconsigliato la proiezione di quest’opera, presentata in anteprima a Venezia, in seguito ad attacchi ideologici. Venerdì 17 aprile, ore 20:00.

“Shrinking Space” di Norma Nebot e Cristina Mora invece documenta come il lavoro umanitario delle organizzazioni non governative NGO in Palestina venga sistematicamente attaccato e come le persone coinvolte, così come le loro famiglie, siano minacciate. Venerdì 17 aprile, ore 22:00.
“La cospirazione di Tirana” di Manfredi Lucibello (Italia) analizza con umorismo le tattiche di manipolazione del mondo dell’arte contemporanea. Lunedi 13 Aprile, ore 18.

Il pubblico del festival potrà intraprendere un viaggio culturalmente stimolante, immergendosi in nelle realtà di oltre 50 paesi e vivendo esperienze che sarebbero impossibili senza questi film.

Tutti i programmi saranno proiettati a Urbino presso la Sala del Maniscalco. L’ingresso è gratuito!

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