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‘…che Dio perdona a tutti’ – Ironia, dolci e Papa Francesco
Satira sociale e politica
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4 settimane agoon
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Luca BovePif, al secolo Pierfrancesco Diliberto dirige il suo quarto film, …che Dio perdona a tutti, scritto insieme a Michele Astori e interpretato da Giusy Buscemi, Francesco Scianna, Carlos Hipòlito, Maurizio Marchetti e Domenico Centamore. È una produzione di Our Film, PiperFilm, in associazione con Kavac Film, in collaborazione con Netflix. Al cinema dal 2 aprile.
Una commedia sentimentale, tra dolci, vocazione religiosa e civica.
… che Dio perdona a tutti: Arturo, Flora e Dio
Arturo è un agente immobiliare quasi infallibile nel suo lavoro, molto meno nella vita sentimentale. Vive da solo, è piuttosto sfiduciato, coltiva un’unica e incrollabile passione: i dolci. La sua vita si illumina quando incontra quella che è, senza dubbio, la sua anima gemella. Flora è perfetta: bella, divertente, gentile, brillante…ed è anche pasticciera. Tra loro nasce un amore immediato e travolgente.
A dividerli, però, c’è una presenza invisibile, ma potentissima: Dio. Flora è una cattolica fervente, Arturo, invece, ha smesso di credere da bambino. Pur di non perdere la donna della sua vita, sceglie di fingersi credente e intraprende un percorso sentimentale e spirituale che lo porterà a confrontarsi con la fede e la verità. Questa volta, però, non è solo, con lui un complice davvero inatteso: il Papa. [sinossi ufficiale]
Dalla pagina allo schermo
Come il Michele Apicella in Bianca di Nanni Moretti, anche Arturo di ..che Dio perdona a tutti è ossessionato dai dolci. Molto più di una passione, una ragione di vita, un filtro attraverso il quale passano i successi e i fallimenti di un agente immobiliare in cerca dell’anima gemella.
Per questo suo nuovo film, Pif rispolvera l’omonimo romanzo, scritto nel 2018, edito da Feltrinelli che ha ottenuto un ottimo successo, con oltre 200 000 copie vendute. Dalla pagina allo schermo, per omaggiare la figura di Papa Francesco, con una commedia sentimentale brillante e passionale.
La sostanziale novità, che differenzia il film dal romanzo, è l’introduzione del personaggio del Papa che, seppur non viene mai nominato, è un chiaro riferimento al Pontefice argentino, amato per la sua profonda umanità e l’ironia pungente. Qualità che sono state apprezzate dai fedeli e da chi di solito, come lo stesso Pif che si definisce agnostico, è lontano dalla Chiesa. Papa Francesco, dunque, diventa uno dei principali personaggi di questa simpatica commedia sentimentale, con una buona dose di satira sociale e politica, come i precedenti film dell’autore palermitano.
La fede per convenienza
La Chiesa e la fede sono totalmente estranei alla vita di Arturo (Pif), per lui sono sufficienti il suo lavoro da agente immobiliare e la passione dei dolci, con una rubrica sui social, a cui dedica anima e passione e, infine, l’immancabile partitella a calcetto con gli amici.
Ma poi l’incontro fatele: Flora (Giusy Buscemi), donna bellissima ed eccellente pasticciera, a differenza di Arturo, fervente cattolica. Si sa, per amore si fa tutto e allora perché non fingersi colmi di una profonda fede? È proprio quello che fa Arturo, sperando di conquistare il cuore della bella Flora.
È il miglior momento del film. Come nella miglior commedia, l’equivoco scatena una serie di situazioni esilaranti e l’organizzazione di una singolare via crucis diventa l’occasione ideale per esibire le migliori qualità comiche della scrittura filmica del regista, attore e autore, coadiuvato dal fidato Michele Astori, co-sceneggiatore di Pif dai tempi di La mafia Uccide solo d’estate. Un gioco spassoso su luoghi comuni e stereotipi di una società che spesso e volentieri si nasconde dietro la fede religiosa per mascherare i vizi in virtù, e quando ciò è proprio impossibile, c’è sempre il perdono, il jolly di ogni cattolico per convenienza.
La passione dei dolci
E poi ci sono i dolci, la sola e unica fede per Arturo. Cannoli, frutti canditi, cassate e sciù, un trionfo di sapori e profumi, sottolineato da una regia dinamica e passionale, quasi sensuale, come la schiena della bellissima e brillante Flora, che diventa un magnifico vassoio per dolci.
Quello dei dolci è un dato autobiografico che irrompe nel film, un omaggio che Pif fa alla sua amata Sicilia, che attraverso il cibo testimonia una cultura e una storia secolare. Un tributo che respinge la reclame turistica, mostrandosi con una forza quasi viscerale e istintiva. E poi, tramite i dolci si manifesta la figura di Papa Francesco.
Dopo una scorpacciata di sciù, il Papa (Carlos Hipòlito) si manifesta nella vita di Arturo, per diventare il suo confessore. I due si raccontano, giocano, scherzano e si prendono in giro, tirando in ballo i grandi interrogativi della vita e dell’esistenza di Dio. Momenti spassosi di riflessione divertita, a volte, forse amara, dove Arturo decide, questa volta sul serio, di applicare i principi cristiani nella vita quotidiana.
… che Dio perdona a tutti: una simpatica satira sociale e politica
Quella di Arturo è una conversione a un cristianesimo civico, il suo è un abbracciare la Chiesa vera, quella tra la gente comune e, soprattutto tra i deboli. Arturo svela le magagne di chi è intorno a lui, senza mai tradire però Tommaso, interpretato da Francesco Scianna, il suo migliore amico, cattolico, ovviamente, ma con l’amante.
Subendo il fascino di Papa Francesco, Pif, con …che Dio perdona a tutti, conferma la sua spiccata qualità nel mostrare il mondo intorno a lui avvolto in una luce a tratti favolistica. La passione civica dell’autore è ben palpabile, il bersaglio è sempre una certa classe politica pronta a ribadire la propria appartenenza ai valori cristiani, per poi comportarsi in tutt’altro modo, (vedi questione accoglienza).
Il genere della commedia sentimentale dunque diventa un pretesto per giungere a una ironica e spassosa satira sociale, affrontando un arduo confronto con una figura così ostica, come è quella di un Pontefice. L’eccessiva prossimità agli eventi storici legati a Papa Francesco non facilita di certo il compito, e purtroppo l’economia narrativa del film altera l’andamento della vicenda, compensato, fortunatamente, da un eccellente cast e una buona regia.
*immagini rilasciate dall’ufficio stampa