In un mondo dove sembra prevalere la logica dello scontro, il Trento Film Festival prova a dare il suo contributo al dialogo e al confronto non solo tra donne e uomini di diverse nazionalità e culture, ma anche tra generazioni, riflettendo sul significato profondo del passaggio di testimone. E lo fa, come sempre, utilizzando i linguaggi universali del cinema, della letteratura, della musica e dell’arte, per raccontare le Terre Alte del pianeta e l’intreccio indissolubile tra vette e comunità umane.
Dal 24 aprile al 3 maggio il capoluogo trentino è pronto dunque ad ospitare la 74ª edizione del Trento Film Festival, con i suoi 130 film e i 150 eventi in programma, ai quali si aggiungono oltre 100 appuntamenti del T4Future, la sezione dedicata alle nuove generazioni.
Tra ospiti d’onore, novità e grandi nomi
Come ogni anno, saranno tantissimi gli ospiti della rassegna, tra presentazioni letterarie – con MontagnaLibri che spegne quest’anno quaranta candeline – e serate evento, talk in piazza e attività all’aperto. La regista, sceneggiatrice e video-artista Giada Colagrande sarà protagonista della serata di apertura Queendoms unplugged, un viaggio sonoro nei culti femminili arcaici e nelle divinità nate dalla Dea Madre.
Occhi puntati sugli alpinisti “figli d’arte” Simon Messner e Aleš Česen, oltre che sulla campionessa mondiale di arrampicata sul ghiaccio Ines Papert, tutti e tre fra i protagonisti della serata Nuove generazioni, nuovi approcci, mentre in un’altra attesa serata alpinistica, Le vie dei sogni, si alterneranno sul palco, fra gli altri, Stefano Ragazzo e Silvia Loreggian, coppia vincente in parete e nella vita, ma anche François Cazzanelli, alpinista valdostano tra i più talentuosi della sua generazione.
In collaborazione con la Sede RAI di Trento, non poteva mancare infine un omaggio alla leggendaria impresa del ciclista Charly Gaul sul Monte Bondone, nel suo Settantesimo anniversario, con una serata evento che vedrà sul palco grandi campioni del ciclismo come Francesco Moser, Gilberto Simoni, Giorgio Furlan e Paolo Savoldelli.
Il programma cinematografico
Celebrare il cinema di montagna, la sua ricchezza e la sua complessità. Il 74º Trento Film Festival si propone ancora una volta un obiettivo alto come le vette inquadrate dalla sua metaforica macchina da presa. E il Concorso internazionale racchiude perfettamente questa volontà di descrivere e raccontare la complessità delle Terre Alte di tutto il mondo: diciannove i titoli che si contenderanno le Genziane d’oro e d’argento assegnate dalla Giuria internazionale, tredici lungometraggi e sei corti, con quindici nazionalità rappresentate: Stati Uniti, Regno Unito, Norvegia, Italia, Francia, Repubblica del Congo, Bulgaria, Bolivia, Iran, Canada, Argentina, Paesi Bassi, Cambogia, Portogallo e Georgia.
«Esistono tratti comuni tra i film? Forse sì, nella diversità delle storie e dei contesti si esalta la ricerca di modalità di narrazione non banali, che vadano oltre il cinema d’alpinismo standard, spostando l’attenzione in modo a tratti radicale: non più (solo) i contenuti ma le forme, più sperimentali in certi casi o classiche in altre ma mai didascaliche, mai solo divulgative. Come se la complessità della montagna meritasse finalmente una lingua visiva nuova, più consapevole, più aperta alla percezione nella sua totalità» spiega Mauro Gervasini, responsabile del programma cinematografico del Trento Film Festival.
Il Trento Film Festival affida la sua apertura all’anteprima internazionale di Per silenzio e vento di Marco Zuin – in uscita nelle sale prossimamente per Wanted -, un toccante documentario in grado di esplorare il legame spirituale tra l’uomo e l’ambiente montano, superando l’idea di alpinismo come conquista o gesto edonistico per tramutarsi in ascolto profondo, attraverso lo sguardo dello scrittore Matteo Righetto e il suo incontro con alpinisti, studiosi e chi la montagna la vive quotidianamente.
Una riflessione sul valore etico dell’alta quota in un’epoca di crisi ecologica e di pressione turistica.
Chiuderà la manifestazione un’altra attesa anteprima, Climbing for Life di Junji Sakamoto, l’incredibile storia di Junko Tabei, prima donna a conquistare l’Everest, nel 1975, che, nonostante la diagnosi di una malattia terminale, ha continuato fino all’ultimo a sfidare le montagne.
E ancora le donne trentine di diverse generazioni in lotta per la loro emancipazione in Fémenedi Elena Goatelli, presentato in Orizzonti vicini. Mondi diversi, prospettive lontane e vicine, e la densità delle esperienze come denominatore comune», conclude Gervasini, dando al pubblico appuntamento in sala, al Cinema Modena o al Supercinema Vittoria di Trento, per una 74ª edizione che saprà regalare ancora una volta emozioni d’alta quota.
Taxi Drivers Magazine è media partner del Trento Film Festival.