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‘The Blair witch project collection’ in Gold edition

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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Si aggiunge alle Gold edition della collana Midnight Factory distribuita da Plaion pictures il cofanetto a doppio disco The Blair witch project collection. Cofanetto che offre in blu-ray le due pellicole che hanno generato un vero e proprio fenomeno horror tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI. Quindi, The Blair witch project – Il mistero della strega di Blair e Il libro segreto delle streghe – Blair witch 2. Due pellicole completamente diverse tra loro ma entrambi incentrate sul medesimo argomento: il mito della fantomatica megera suggerita dal titolo. Due pellicole cui, nel 2016, ha fatto oltretutto da sequel (ma direttamente alla prima) Blair witch di Adam Wingard. Racchiusi in custodia amaray inserita in slipcase cartonato, i due supporti in alta definizione sono affiancati da un booklet e da due card da collezione.

 

The Blair witch project – Il mistero della strega di Blair (1999)

Una didascalia ci avverte che nell’Ottobre 1994 tre studenti registi sono misteriosamente scomparsi in un bosco del Maryland mentre giravano un documentario. Poi che il materiale girato è stato ritrovato un anno più tardi, costituendo, appunto, il lungometraggio che stiamo visionando. Apprendiamo dunque che ciò che stavano documentando erano testimonianze relative alla leggenda della strega di Blair, responsabile di diversi infanticidi alla fine del Settecento. Sono infatti interviste alle persone del posto ad occupare i primissimi minuti di visione, in modo da delineare il soggetto al centro del racconto. Ma, pur trattandosi di riprese in soggettiva e caratterizzate da macchina da presa in continuo movimento, non sono affatto reali. Perché lo scopo dell’operazione messa in piedi da Daniel Myrick ed Eduardo Sánchez è stato da subito quello di spacciare la finzione per documentazioni filmate. E, pur preceduti nel 1998 dall’analogo The last broadcast di Stefan Avalos e Lance Weller, hanno fatto centro preparando il tutto a tavolino.

In quanto, ancora prima che il loro film vedesse la luce, diffusero sulla rete internet dei primordi notizie relative, appunto, al fattaccio inventato. Spacciandole chiaramente per vere.

Il risultato? Con una spesa di sessantamila dollari hanno guadagnato in tutto il mondo duecentocinquanta milioni. Un successo incredibile per un esempio in fotogrammi la cui idea di base, comunque, venne largamente anticipata nel 1980 dal Cannibal holocaust del nostro Ruggero Deodato. In quel caso, però, a provocare raccapriccio fu l’estrema violenza portata in scena, mentre qui l’orrore visivo viene lasciato totalmente fuori campo. Se escludiamo qualche accenno rappresentato da macabri ritrovamenti. Quindi, tra nervosismo continuamente generato e grida che non mancano di trasmettere inquietudine, l’attesa è tutta nei confronti del tragico epilogo. All’insegna di un classico istantaneo qui accompagnato da diversi contenuti speciali. Dai quarantatré minuti di documentario La maledizione della strega di Blair ai tre di featurette L’eredità della strega di Blair e ai due di filmati scoperti. Più quattro finali alternativi, il trailer e il commento audio dei registi insieme ai produttori Rob Cowie, Gregg Hale e Michael Mondello.

 

Il libro segreto delle streghe – Blair witch 2 (2000)

Il notevole consenso di pubblico e critica ricevuto dall’opera di Myrick e Sánchez provocò inevitabilmente il proliferare di imitazioni e parodie (addirittura hard). Da The Bogus witch project alla saga Paranormal activity, fino al dittico ESP – Fenomeni paranormali. Tanto che il cosiddetto filone del mockumentary ha finito per caratterizzare buona parte del cinema dell’orrore sfornato tra il 2000 e oggi. Filone da cui, però, si è distaccato del tutto proprio il sequel dell’apripista di Myrick e Sánchez, i quali vi figurano esclusivamente come produttori esecutivi. Sequel che, costato dodici milioni di dollari, soltanto nell’incipit richiama lo stile alla base di The Blair witch project – Il mistero della strega di Blair. Perché si riparte attraverso una didascalia che continua a cavalcare l’onda del fatto vero. Che tutti, però, in seguito all’uscita del film in sala, abbiamo poi saputo essere stato inventato di sana pianta. Il libro segreto delle streghe – Blair witch 2 prende quindi una direzione differente una volta superata una primissima parte che tira in ballo estratti di telegiornali.

Dopo, con la narrazione che si sposta sui binari dell’horror classico indirizzato ai teen-ager, abbiamo in scena due coppie e una ragazza dark.

Una combriccola di giovinastri approdati come molta altra gente nel posto divenuto famoso in seguito ai fatti visti nel lungometraggio precedente. Fatti su cui, appunto, fanatici della faccenda, i cinque sono intenzionati a far luce. Sotto la regia del Joe Berlinger poi autore di Ted Bundy – Fascino crminale, viene allora abbandonata la perenne soggettiva tipica del POV (Point Of View). Man mano che a commentare la circa ora e mezza provvede una colonna sonora metal comprendente Marilyn Manson e Rob Zombie. Una circa ora e mezza che, con un aborto spontaneo incluso nel mucchio, sguazza allegramente in mezzo ad incubi e terrificanti visioni. Sfoggiando, a differenza di The Blair witch project – Il mistero della strega di Blair, una certa spettacolarità infarcita di effetti speciali e perfino spruzzate di splatter. Per condurre ad un inaspettato finale a sorpresa. Il commento audio di Berlinger, scene selezionate con commento del compositore Carter Burwell e la breve featurette Il segreto di Esrever fanno da extra al supporto.

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