Festival Cinema Africano, Asia e America Latina

‘La reserva’. Lottare con coraggio contro gli abusi ambientali

Una coraggiosa guardiaparco lotta contro i disboscamenti abusivi di una riserva ambientale

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La reserva di Pablo Pèrez Lombardini è stato proiettato al 35° Festival del Cinema d’Africa e America latina, vincendo il Premio della Giuria Universitaria, assegnato da studenti degli atenei milanesi.

Girato in un raffinato bianco e nero, è la storia di una guardia forestale impegnata nella difesa di un ambiente ecologicamente fragile come quello di una foresta

Il film si apre con le immagini in bianco e nero di alcune fototrappole che catturano il passaggio di numerosi animali selvatici in una foresta. Immagini affascinanti che introducono alle inquadrature successive, anch’esse girate in un raffinato bianco e nero, nelle quali vediamo Julia Vasquez (Carolina Guzman) una guardia forestale monitorare lo stato della fauna della foresta.

Julia è una donna coraggiosa, vive con la madre e una figlia adottiva in un villaggio posto nella riserva di Monte Virgén, nel Chiapas, abitato da piccoli coltivatori indigeni di caffè. È una convinta ambientalista e, pertanto, rimane sconvolta il giorno in cui ode il rumore insistente di alcune motoseghe in funzione.

Purtroppo, il suo tentativo di mobilitare la popolazione del villaggio naufraga di fronte alla incapacità degli abitanti di pensare al futuro e ai problemi che causerebbe la scomparsa della foresta, assillati come sono dalle difficoltà economiche in cui versa la comunità a causa dello scarso raccolto di caffè provocato dai cambiamenti climatici. In più, il governo non la ascolta e Gerson (Abel Aguilar Morales) l’unico amico che la segua nelle sue battaglie, è stato ferocemente picchiato dai boscaioli.

Julia si trova così da sola a dover lottare contro forze più grandi di lei, minacciata dalla criminalità organizzata che ha forti interessi nel distruggere la riserva.

Un film recitato da attori non professionisti che permettono di ottenere una atmosfera di profondo realismo

La reserva è un film che nasce dalle ricerche che il regista ha condotto in prima persona e dalle quali ha scoperto che il Messico è il primo paese al mondo per assassinii di ambientalisti.

Basandosi sulle testimonianze delle popolazioni indigene che vivono nel Chiapas, Lombardini ha voluto così portare sullo schermo la lotta di questi “martiri” per l’ambiente, affidandosi ad attori non professionisti reclutati sul posto – la stessa interprete principale, Carolina Guzman, è una vera guardia forestale – che, grazie alla loro recitazione, restituiscono al film un’atmosfera di profondo realismo.

La reserva è sostanzialmente suddivisa in tre parti, nelle quali osserviamo dapprima il tentativo della guardia forestale di lottare contro i disboscamenti, colpevolmente ignorata dai suoi compaesani incapaci di pensare al futuro e alle conseguenze che tale devastazione porterà nelle loro vite. Successivamente, con alcune ellissi temporali vediamo Julia sconfitta, in città costretta a lavorare come cassiera di un supermercato e, infine, in un finale drammatico, il ritorno alla sua terra, che, però, le è ormai diventata ostile.

La reserva è un film ad alto impegno civile che ci mette impietosamente di fronte alle responsabilità che tutti noi abbiamo nel salvaguardare la nostra madre terra.

Gli articoli di Marcello Perucca

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