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Il ritorno controcorrente del GialappaShow

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Dal 30 marzo su Sky e TV8 arriva la nuova stagione del GialappaShow, il programma comedy della Gialappa’s Band con Giorgio Gherarducci e Marco Santin prodotto da Banijay Italia. Alla conduzione torna il Mago Forest e tutta la banda di comici che ha reso celebri le ultime edizioni Brenda Lodigiani, Giulia Vecchio, Michela Giraud, Valentina Barbieri, Ubaldo Pantani, Marcello Cesena e Simona Garbarino, Giovanni Vernia, Alessandro Betti, Stefano Rapone, Edoardo Ferrario, Gigi e Ross, Carlo Amleto, Toni Bonji e Alfredo Colina. Questa settima stagione segna anche l’agognato ritorno di Maccio Capatonda.

Dalle radio libere al culto televisivo

La storia della Gialappa’s Band ha radici lontane, nasce infatti a metà degli anni ’80 negli studi di Radio Popolare, all’interno del programma “Bar Sport”. Qui Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto iniziano a rivoluzionare il racconto calcistico arricchendolo con uno stile irriverente e dissacrante.

Il vero cambiamento arriva nel 1990 con Mai dire Gol, che trasforma la domenica degli italiani in un rito comico collettivo. Il calcio diventa un pretesto per fare satira, smontare i format televisivi e dare vita a una vera e propria “factory” di talenti comici, come Fabio De Luigi, Paola Cortellesi, Aldo Giovanni e Giacomo. Da lì nasceranno numerosi spin-off e un linguaggio televisivo ancora oggi apprezzato dal grande pubblico.

Una comicità tra parodia e nonsense

I Gialappi ci tengono a precisare la specificità della loro cifra stilistica:

«Noi facciamo parodie, non facciamo un’imitazione. Ci muoviamo tra parodia di una persona reale e personaggi originali. Sono un po’ diverse le imitazioni e le parodie. È un po’ più difficile fare il personaggio originale, perché non sai mai se funziona oppure no. Per la parodia di solito si trovano le cose da prendere in giro. Il personaggio che esiste già… in teoria, è più in discesa. Però non sempre si riesce perché in alcuni casi la realtà supera la fantasia. Poi capita che le battute più divertenti siano quelle improvvisate».

I loro sketch oscillano tra realtà e assurdo, spingendo i personaggi oltre il limite del credibile. La loro comicità rifiuta l’impostazione più narrativa e autobiografica della stand-up contemporanea, privilegiando invece il gioco collettivo, il ritmo televisivo e l’effetto sorpresa. È una comicità “bassa” solo in apparenza, che in realtà colpisce per precisione e capacità di leggere i tic della società e dei media.

«Diciamo che c’è una piccola difficoltà nel trovare nuovi comici, perché adesso va molto la stand-up comedy, che si sposa poco con il nostro modo di fare comicità, che è più banale deve far dire al pubblico “ma che cosa stanno dicendo?”. E con la stand-up comedy questo  difficilmente è possibile. Gli unici stand-up comedians che abbiamo sono Stefano Rapone, che dice cose assurde, perché non parla di se stesso, non parla delle cose che gli succedono. Ed Edoardo Ferrario, che non è solo uno stand-up comedian, ma è un grandissimo parodista, inventore di personaggi».

Fondamentale è anche il lavoro di squadra: autori e interpreti collaborano alla costruzione delle maschere, in un processo creativo condiviso che resta uno dei punti di forza del format.

Il ritorno con GialappaShow

La nuova edizione del GialappaShow si apre all’insegna della co-conduzione: ad affiancare il Mago Forest nella prima puntata sarà Jovanotti, seguito nelle settimane successive da Luca Argentero, Matilda De Angelis, Serena Brancale e Jake La Furia.

Tra le novità più attese spicca il ritorno di Maccio Capatonda con Storie Male, parodia dei programmi true crime. Grande spazio anche alle nuove parodie televisive – come quella di Pechino Express – e personaggi inediti: cantautrici “impegnate” sopra le righe, guru motivazionali surreali e imitazioni deformate fino al grottesco. Non mancheranno incursioni di celebrities in sketch cult come Sensualità a Corte, fino a format corali come Terapia di gruppo, che giocano sull’interazione tra i vari comici, cifra distintiva del programma. Le interpreti femminili guidano molte trasformazioni, con nuovi personaggi e imitazioni sempre più spinte. Accanto ai nuovi contenuti, tornano i personaggi più amati, tra cui il Gineprio di Ubaldo Pantani e Annalaisa di Brenda Lodigiani.

Una libertà comica sempre attuale

In un panorama televisivo spesso più controllato, la Gialappa’s continua a rivendicare una libertà espressiva quasi controcorrente. La loro è una comicità che rifiuta l’autocensura e che invita gli artisti a spingersi oltre, mantenendo uno sguardo critico sulla contemporaneità.

A distanza di quarant’anni dagli esordi, il loro linguaggio resta riconoscibile e, soprattutto, necessario: perché ridere dei meccanismi della televisione e della società, oggi come allora, è ancora uno dei modi più efficaci per comprenderli.

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