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‘Igor – L’eroe romantico del calcio’, la via e la carriera del campione

Parliamo del documentario che ripercorre la carriera del calciatore Igor Protti

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Il 27 marzo è stato presentato al BiFest di Bari Igor – L’eroe romantico del calcio, diretto da Luca Dal Canto. Il film ripercorre la vita e la carriera di Igor Protti,  l’unico calciatore italiano ad essere stato capocannoniere in tutti e tre i campionati professionistici del nostro Paese: Serie A, Serie B e Serie C.

Igor – L’eroe romantico del calcio

Il documentario inizia raccontandoci dell’addio al calcio di Protti; i protagonisti raccontano della forte emozione e commozione del momento. Poi si riparte dall’inizio e il film ci racconta della Rimini di Protti, dei suoi primi passi nel mondo del calcio, passando per Livorno, Messina, Bari, Roma e Napoli, fino a tornare alla fine della sua carriera, nuovamente a Livorno. All’interno del film, vediamo intervistati, tra i vari, alcuni volti noti del panorama calcistico italiano, come Giorgio Chiellini o Walter Mazzarri. Vediamo ovviamente Protti stesso che non solo fa un resoconto dei suoi anni da calciatore professionista, ma si apre – anche se con poche battute – raccontando della morte del padre, della grande gioia provata per la nascita del primo figlio o dei ricordi di infanzia.

Il racconto del calciatore

Il film costruisce una narrazione forte e d’impatto anche emotivo alternando testimonianze a filmati d’archivio o immagini di giornali, in un modo molto funzionale al tipo di racconto.

Al regista, inoltre, va senz’altro riconosciuto il fatto di aver raccontato una storia nuova di cui sappiamo molto poco. C’è da apprezzare l’intenzione di mostrare anche un personaggio non convenzionale nel mondo del calcio e decisamente lontano dai riflettori. Nel cinema si è parlato tanto dei grandi campioni: da Maradona a Pelé, passando per Vialli, Riva, Messi, Ibrahimovic e altri. Quasi mai però si parla di quei bomber di provincia che hanno fatto sognare le tifoserie allo stesso modo dei grandi nomi e che sono stati esempi dentro e fuori dal campo. Inoltre, nel film, sono molto interessanti i cenni di confronto tra il mondo del calcio di oggi e quello del passato, oltre ai riferimenti all’eroe epico della drammaturgia classica.

Il documentario sportivo

Ci troviamo di fronte ad un film piacevole, emozionante e ben costruito, che ci racconta una storia nuova e avvincente. Il modo in cui è costruito il film, il tipo di testimonianze raccolte nelle interviste, il focus quasi totale sulla figura del calciatore, lasciano poco spazio all’uomo. Sarebbe stato interessante approfondire, nelle interviste fatte a Protti, la storia della sua non convocazione in Nazionale per esempio, o il suo rapporto con il padre, con i figli, o con i compagni di squadra, le difficoltà vere e profonde, che un calciatore come lui ha dovuto affrontare nell’arco della sua carriera.

Protti e il rapporto con la città

In ogni caso, è da apprezzare il modo in cui il film ci racconta il rapporto umano tra Igor Protti e le diverse città in cui ha vissuto e in cui ha giocato. Viene mostrato sullo schermo il legame di affetto sincero tra il calciatore e la gente del posto, da Livorno, Napoli, Bari o Messina. Gli scambi di battute tra Protti e le persone del luogo offrono uno scenario inedito e interessante.

Un documentario classico e un esempio produttivo

Un soggetto inedito dunque con una costruzione generale del film che lo rende godibile e avvincente. Un film indipendente, prodotto da un’associazione culturale che non ha nulla da invidiare a produzioni maggiori .

 

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