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‘Appropriate Behavior’ e la ricerca del proprio spazio

Una doppia vita tra aspettative familiari e amori proibiti a Brooklyn

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Appropriate behavior, già nel titolo risiede una delle chiavi di lettura della pellicola, la ricerca di un “comportamento adatto”, adatto a sé stessi, adatto alle pressioni esterne, sociali, familiari, identitarie.  Ma la pellicola ci lascia con una questione sospesa, con lo sguardo della protagonista, con gli occhi che rompono lo schermo, esprime una domanda:

Esisterà mai un comportamento adatto? E, dopotutto, adatto a chi? Ma la risposta, come spesso accade, spetta allo spettatore.

Il film, una brillante commedia romantica dai toni freschi e diretti, è ora disponibile per la visione sulla piattaforma MUBI.

Appropriate behavior: il proprio spazio

Il film mette al centro la protagonista Shirin (interpretata dalla stessa regista, Desiree Akhavan) che si ritrova a dovere ricostruire la propria traiettoria a seguito di una rottura, una rottura sentimentale, lasciando alle spalle una relazione intima, dove sembrava aver trovato il proprio spazio, il proprio mondo, il proprio modo di essere, di essere se stessa e di essere amata.

Ma la vita riserva sempre nuovi risvolti.

E Shirin l’ha amaramente scoperto.

“Im gonna lie here and try to forget what it felt like to be loved”.

La spirale narrativa

E allora, in preda ad emozioni che la sovrastano, si addentra semi-consapevolmente in un sottile e silenzioso circolo vizioso, decorato da rapporti occasionali frivoli, un vagabondaggio continuo per una Brooklyn apparentemente interessante, ma fondamentalmente priva di profondità emotiva,  e una costante volontà di dimostrare qualcosa che non le appartiene.

Di dimostrarsi di potercela fare evitando di srotolare il gomitolo emotivo che l’attorciglia.

Ma, probabilmente, si sbaglia.

Le pressioni esterne

La protagonista si ritrova divisa tra una ricerca costante del proprio spazio, essere parte di una famiglia persiana ideale non le risulta sicuramente facile.

L’accettazione le sfugge da tutti i lati: la sua famiglia è ignara della sua reale identità sessuale, e la sua ex-fidanzata, Maxine, non riesce a capire il motivo per cui lei non glielo riveli. Queste due particolari pressioni fungono da motore narrativo interessante, andando ad intrecciare il passato ed il presente in modo organico, evitando di appesantire lo spettatore, ma, anzi, fornendo maggiori informazioni per lo sviluppo della trama.

E il centro della pellicola, in questo modo, diventa la gestione delle frizioni che incontrerà lungo il cammino.

La circolarità

E così, Appropriate behavior, risulta essere una brillante pellicola, dai toni freschi, giovanili, diretti, che conclude esattamente come apre: con la protagonista che viaggia, in viaggio, un viaggio che è diventato ormai metaforico, di crescita personale, dove, è chiaro, le fasi della vita sono solo tessere di un mosaico meraviglioso: la vita.

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