Bergamo Film Meeting

‘Les braises’: uno sguardo lucido e intimista tra lotte sociali e famiglia

Les braises stringe la lenta sulle tematiche politiche al Bergamo Film Meeting

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Les braises (Albaze) di Thomas Kruithof è stato presentato al 44º Bergamo Film Meeting. Autore già apprezzato per La promessa – Il prezzo del potere, con Isabelle Huppert, opera che fu presentata nella sezione Orizzonti del 78º Festival di Venezia.

Teso dramma politico su sindacati e rapporti di potere, Les braises stringe la lenta sulle tematiche politiche, ma con venature intimiste, quelle che articolano un nucleo familiare.

Les braises 

Karine (Virginie Efira) e Jimmy (Arieh Worthalter) sono una coppia affiatata, con due figli, ancora profondamente innamorati dopo vent’anni insieme. Lei lavora in fabbrica; lui, camionista, si impegna senza sosta per far crescere la sua piccola attività.

Quando nasce il movimento dei Gilet Gialli, Karine è travolta dall’energia collettiva, dalla rabbia e dalla speranza di cambiamento. Ma con il suo crescente coinvolgimento, la stabilità della coppia inizia a vacillare.

Un vivido e accorto sguardo sul presente lavorativo e sentimentale

In Francia il tema del lavoro, della disoccupazione, della perdita del mestiere, dei sindacati e della politica assente e schiavizzante, è molto sentito e delicato. C’è un nutrito numero di pellicole francesi che hanno affrontato, con lucidità e immediatezza l’argomento, come ad esempio La legge del mercato di Stéphane Brizé. Quel film affrontava quello che accadeva fino al 2016, di come molti lavoratori si trovassero sempre in bilico, nel rischio di perdere il lavoro. Les braises è ambientato nel 2018, durante gli scioperi dell’autunno: i famosi Gilets jaunes.

Il titolo evocativo indica tanto l’incandescenza della situazione quanto quello che ne resta al di fuori; vuole affrontare le difficoltà sociali e lavorative attraverso le vicende di una famiglia normale, sineddoche di moltissime altre, non soltanto francesi.

Queste lotte, necessarie, creano però una frattura nella famiglia. Karine, già sotto pressione a lavoro, ci si getta con passione, mentre il marito è contrario a questa partecipazione. Le braci evocate sono incandescenti nella coscienza politica di Karine, mentre per Jimmy non sono che fiamme da spegnere come ceneri, per non distruggere tutto.

E qui scatta lo scontro, tra l’idea individualista di Jimmy e la visione collettiva di Karine, in grado di osservare al di là del nucleo familiare. Il regista Thomas Kruithof ci dice che per avere uno sguardo reale sulla società è necessario che questa la si affronti anche in termini più intimisti, e lo fa attraverso una rappresentazione realistica anche per merito di Virginie Efira e Arieh Worthalter, che sanno raffigurare perfettamente una comune coppia che passa dall’amore all’inquietudine.

Il ritratto di una realtà complessa

Sceneggiato da Thomas Kruithof e da Jean-Baptiste Delafon, Les braises pone quindi come precipuo intento quello di affrontare il tema dell’impegno politico dei cittadini comuni, rivolgendo una particolare attenzione alla complessità delle ragioni che si configurano nel campo di un nucleo familiare; della condivisioni di vedute tra un uomo e una donna.

Nella pellicola francese non evadono il ruolo della polizia, concentrata nel contenere le proteste di piazza, e quello dei “violenti” in manifestazioni che sarebbero altrimenti pacifiche, a testimonianza del fatto che l’indagine è volta a riproporre una realtà sfaccettata.

Come nella migliore tradizione del cinema francese, Les braises è un film di attori, centrato sui personaggi e sui loro volti, per definirne con esattezza le psicologie, ma che – fortunatamente –  cura anche altri aspetti. Dialoghi ricchi e realistici, una fotografia sufficientemente livida e una musica che accompagna senza eccedere.

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