C-MOVIE Film Festival

Torna C-MOVIE a Rimini: cinema, corpi, convivenze

La prima giornata del C-MOVIE Film Festival

Published

on

C-MOVIE festival, organizzato da Kitchenfilm e diretto dalla regista e distributrice Emanuela Piovano, anche quest’anno conferma la propria vocazione: indagare il presente attraverso il linguaggio del cinema e le storie che attraversano il corpo, l’identità e le relazioni. Un percorso che, sin dalla nascita della manifestazione, ha posto particolare attenzione allo sguardo femminile e alle forme del cinema d’autore contemporaneo.

Il filo conduttore dell’edizione 2026 è l’autobiografia. Non è un caso che il tema si sviluppi all’interno di un festival che risiede a Rimini, la città di Federico Fellini, proprio il regista che, infatti, ha fatto dell’autobiografia materia viva per le sue opere cinematografiche. Ma in che maniera ci si racconta? C-MOVIE cerca di esplorare le varie forme dell’autobiografia –  che non è semplice racconto dell’io, ma una forma di testimonianza capace di interrogare il rapporto tra esperienza personale e responsabilità collettiva. Il cinema autobiografico diventa così uno spazio politico e poetico insieme, dove memoria individuale, storia e trasformazioni della società si uniscono.

Tra gli ospiti di quest’anno spicca la presenza della scrittrice Lidia Ravera, voce centrale della narrativa italiana contemporanea, da sempre impegnata nel racconto generazionale e autobiografico. La sua partecipazione contribuisce ad ampliare il dialogo tra cinema e letteratura.

Il programma, distribuito nell’arco di tre giornate, prevede proiezioni, incontri e momenti di dibattito con autori e protagonisti del cinema italiano e internazionale. Un calendario pensato non solo come rassegna cinematografica, ma anche come occasione di riflessione collettiva sui temi della contemporaneità.

Con la sua terza edizione, C-MOVIE consolida così la propria presenza nel panorama dei festival italiani dedicati al cinema d’autore, confermando Rimini come uno dei luoghi più attivi nel dialogo tra immagini, pensiero e narrazione.

Gli incontri e le proiezioni della prima giornata

La giornata inaugurale si è aperta proprio con un confronto sulla memoria generazionale. Protagonisti dell’incontro sono stati la scrittrice Lidia Ravera, il critico e giornalista, nonché esperto di fumetti, Luca Raffaelli e il giovane fumettista Alec Trenta, che hanno insieme ripercorso l’eredità di Porci con le ali. Più che una semplice rievocazione di un testo simbolo degli anni Settanta, l’incontro si è concentrato su cosa resta oggi di quella stagione di libertà, desiderio e conflitto politico. La discussione ha messo in luce come l’autobiografia, anche quando nasce da un contesto generazionale preciso, continui a parlare al presente proprio perché attraversata da tensioni universali: il corpo, la formazione, la scoperta di sé.

La serata è stata arricchita dalla proiezione di The Tiger’s Coat, raro film muto di Roy Clements, restaurato recentemente dalla Cineteca del Friuli. Protagonista è Tina Modotti, prima della sua consacrazione come fotografa e figura politica. Rivederla sullo schermo ha significato anche riflettere su una presenza femminile che attraversa cinema, arte e militanza, incarnando una forma di autobiografia vissuta tra continenti e rivoluzioni.

La serata si è poi conclusa con uno sguardo sul cinema contemporaneo grazie alla proiezione di Shape of Momo, primo lungometraggio diretto dalla regista Tribeny Rai e presentato dallo sceneggiatore Kislay. Il film, distribuito da Kitchenfilm, è un intimo e potente ritratto ritratto di tre generazioni di donne ambientato in un villaggio nel cuore dell’India.

Tra memoria e nuove narrazioni indipendenti, l’apertura del C-MOVIE ha così tracciato la rotta: una manifestazione culturale che attraversa il reale, mettendo in gioco corpi, biografie e immaginari. Nei prossimi giorni il festival continuerà a muoversi in questa direzione, indagando come l’autobiografia diventi pratica artistica e, insieme, gesto politico.

 

Exit mobile version