Al suo quarto lungometraggio da regista, Fernando Franco, con Subsuelo, traspone l’omonimo romanzo dello scrittore argentino Marcelo Lujàn, realizzando un’appassionante e disturbante noir sul senso di apnea che può creare un ambiente familiare tossico, nel cui segreto si consumano indicibili (ma continuamente filmati) abusi.
La vita di due fratelli gemelli, Eva e Fabiàn, possessivo e geloso della vita sentimentale e sessuale della sorella, è segnata da un tragico incidente d’auto, di cui la prima è responsabile. Da allora nasce un rapporto perverso, con Fabiàn che opprime la gemella con sensi di colpa e ricatti. Fernando Franco è abilissimo nel descrivere, con profonda e spietata raffinatezza da entomologo, gli effetti sul corpo e la psiche di un evento traumatico, che genera un’insana relazione familiare tra vittima e persecutore, fatta di desideri repressi, torbide manipolazioni, inconfessabili segreti di ragazzi iperconnessi, ossessionati da foto e video.
Subsuelo è un film inquietante, che ha l’audacia d’inoltrarsi nei meandri oscuri delle apparenze e le violenze dietro la sempre ipocritamente osannata istituzione familiare, che diventa uno spazio continuamente in procinto di scivolare verso l’orrore psicopatologico, una specie di prigione dai sepolcri imbiancati, in cui si può arrivare a normalizzare, tacendo, un’esistenza insostenibile di soprusi. Scomodi territori della visione, che Fernando Franco trasforma in un luminoso thriller, seguendo le orme di Michael Haneke e Claude Chabrol, sulla scia del maestro Alfred Hitchcock.
Subsuelo costruisce la sua tensione attraverso i silenzi, quel che non si può dire, i messaggi cancellati sul cellulare, un’alternanza di piani sequenza, montaggi più concitati e diversi formati video. Notevole la fotografia di Santiago Racaj, che asseconda il contrasto fra la solarità estiva della villa in cui si svolge la vicenda e la notte che ottenebra i pensieri dei protagonisti, con morbose pulsioni emotive e sessuali. Efficaci le interpretazioni dei due attori protagonisti, il gelido e ambiguo Fabiàn di Diego Arisa e la tormentata Eva di JuliaMartínes, scivolosamente acerba e attraente.
Subsuelo è un film che s’insinua nella mente, affascinando con il lato osceno, che deve rimanere nascosto, appunto fuori scena, di sinistre relazioni familiari, confermando l’ottimo stato di salute del (poco distribuito) cinema spagnolo.