Bill Lawrence decide di rimettere mano alla sua creazione dopo aver chiuso con l’ottava stagione, che era l’effettivo finale della serie, e riporta sullo schermo i volti storici della serie: J.D interpretato da Zach Braff, Turk da Donald Faison, Elliot da Sarah Chalke e l’intramontabile e unico Dottor Cox di John C. McGinley.
Scrubs: Tra omaggio e novità il ritorno di una delle serie più amate nella storia della televisione, ora su Disney+
Scrubs 17 anni dopo, un ritorno vivo e sentito
Come si può far ripartire uno show che ha fatto la storia della televisione in un’epoca in cui le serie approdano sulle piattaforme streaming e vengono cancellate con disarmante rapidità? È una domanda che probabilmente Bill Lawrence si sarà posto a lungo insieme al resto della troupe, prima di arrivare a una risposta tanto semplice quanto efficace:
fare ciò che si è sempre fatto, aggiungendo però qualcosa in più.
Questo sembra essere stato il vero mantra della nuova stagione di Scrubs. Niente sviolinate nostalgiche né compiacimenti pedanti: si riparte in medias res, con l’immaginazione folle e incontenibile di J.D. e una rapida spiegazione di ciò che è accaduto nei diciassette anni trascorsi.
La nuova stagione non punta (quasi) sulla nostalgia, ma sulla volontà di tornare a raccontare quelle storie che avevano fatto innamorare il pubblico nel 2001, mostrando come si siano evolute e come i personaggi si muovano oggi in un contesto profondamente diverso.
La preoccupazione principale per un fan riguardava il passaggio dalla televisione tradizionale allo streaming. Eppure questo cambiamento non penalizza lo show: al contrario, diventa l’occasione per integrare nella narrazione una nuova generazione di specializzandi e tematiche più vicine al presente. Si parla di politically correct, influencer, sponsorizzazioni e dinamiche contemporanee. Elementi che, sorprendentemente, non stonano.
Un equilibrio ritrovato
Anzi, questa stagione riesce dove la nona aveva fallito: se allora si tentava di sostituire il cast storico con nuove leve, finendo per incrinare l’identità della serie, qui le due generazioni convivono e si completano. Il passaggio di testimone avviene in modo organico, mostrando l’evoluzione di ruoli e responsabilità senza tradire le fondamenta dello show.
La comicità di Scrubs non è invecchiata, così come non è invecchiato il suo lato dramedy, capace di insinuarsi lentamente nella narrazione fino a esplodere in momenti emotivamente potentissimi, sostenuti da interpretazioni corali di grande livello.
Scrubs
A tutto questo si aggiunge uno degli elementi da sempre più riusciti della serie: il ritmo. In poco più di venti o trenta minuti, ogni episodio riesce a raccontare moltissimo, lasciando lo spettatore con il desiderio di scoprire cosa accadrà nella puntata successiva.
Sia chiaro: la nostalgia è presente, ma anche su questo la serie dimostra intelligenza e autoironia. Nel trailer, ad esempio, il celebre “Eagle” di J.D. e Turk, simbolo della loro amicizia scanzonata, diventa più complicato da eseguire: non hanno più venticinque anni. Eppure, rivederlo suscita ancora una tenerezza autentica e un amicizia vera che va oltre il media televisivo.
Il ritorno di Scrubs è ciò che di meglio ci si poteva aspettare: Comicità, Ironia e tanta consapevolezza.
Un ritorno che piacerà ai fan storici della serie e a chi si approccia per la prima volta.