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La direttrice della Berlinale Tricia Tuttle verso il licenziamento dopo le tensioni su Gaza

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Il Festival Internazionale del Cinema di Berlino sta attraversando una profonda crisi istituzionale. A soli pochi mesi dal suo insediamento, la direttrice artistica statunitense Tricia Tuttle si trova al centro di un acceso dibattito politico che potrebbe portarla alla rimozione immediata dall’incarico.

Sebbene manchi ancora una comunicazione ufficiale sul licenziamento, il Ministero della Cultura tedesco ha confermato per oggi 26 febbraio una riunione d’urgenza del KBB (Kulturveranstaltungen des Bundes in Berlin), l’ente che sovrintende i grandi eventi culturali della capitale. Al centro della discussione, il “futuro assetto del festival”. Una formula burocratica che, secondo gli osservatori, prelude a un drastico cambio della guardia.

Il nodo delle polemiche

Le accuse mosse alla gestione Tuttle riguardano la gestione politica della manifestazione in relazione al conflitto in Medio Oriente.

Durante la premiazione del film Chronicles from Siege, l’attivista e regista Abdallah Alkhatib ha pronunciato un discorso durissimo contro Israele e contro le posizioni del governo tedesco, scatenando l’indignazione di diverse componenti politiche.

Inoltre, una settimana prima della cerimonia, la stessa Tuttle era apparsa in alcuni scatti ufficiali insieme allo staff del film, che esibiva bandiere palestinesi e kefiah. Un gesto che, in un contesto di estrema sensibilità diplomatica come quello tedesco, è stato interpretato come una mancanza di neutralità istituzionale.

Secondo le indiscrezioni trapelate dal quotidiano Bild, la spinta verso la sostituzione di Tricia Tuttle arriverebbe direttamente dai vertici del governo. Il Cancelliere Friedrich Merz avrebbe esercitato forti pressioni sul Ministro della Cultura, Wolfram Weimar, affinché il festival torni a una linea più moderata e meno esposta a controversie geopolitiche che possano mettere in imbarazzo la diplomazia di Berlino.

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