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‘Giochi’ di Simone Bozzelli: il cortometraggio che esplora desiderio e dinamiche familiari

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Nel panorama del nuovo cinema italiano, il nome di Simone Bozzelli si è imposto con una rapidità rara, sostenuto da una coerenza poetica che attraversa l’intera sua produzione breve. Questo percorso trova una nuova cornice di valorizzazione nell’approdo in esclusiva su Rarovideo Channel della collection “Il quarto desiderio”, cinque cortometraggi firmati dal regista abruzzese che ne ripercorrono l’evoluzione stilistica e tematica.

Tra questi, un posto centrale occupa Giochi, cortometraggio di matrice drammatica e psicologica, prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia e distribuito da The Open Reel. Presentato nella sezione Pardi di Domani del Locarno Film Festival e vincitore del premio per il Miglior Cortometraggio Italiano alla sezione Italiana. Corti del Torino Film Festival, il film si impone come uno dei tasselli più compiuti della prima fase creativa di Bozzelli.

Scopri la collection ‘Il quarto desiderio’ di Simone Bozzelli su Rarovideo Channel

Una trama intima e stratificata

Giochi si dipana attraverso due microcosmi paralleli, legati da una tensione emotiva e psicologica che permea ogni scena. Da un lato, il rapporto tra una madre e un figlio che non le parla; dall’altro, la relazione tra due giovani amici, al centro di un dialogo delicato e ambiguo incentrato su un dono e su un abito. In entrambe le linee narrative, Bozzelli esplora dinamiche asimmetriche di potere e desiderio: nei gesti, negli sguardi e nelle parole dei personaggi, si percepisce una continua oscillazione tra dominanza e vulnerabilità, curiosità e resistenza.

Il titolo, Giochi, riflette questa complessità: i “giochi” non sono mere attività ricreative, ma micro-rituali di controllo, seduzione e sperimentazione emotiva. Ogni interazione è una mossa strategica, ogni silenzio una battuta di tensione.

Corpo, spazio e musica

Una delle forze di Bozzelli sta nella capacità di rendere i corpi protagonisti quanto i dialoghi. La macchina da presa si avvicina ai volti, agli sguardi e ai dettagli fisici, trasformando gesti minimi in segni significativi di emozione e desiderio. Lo spazio scenico è altrettanto espressivo: stanze, corridoi e soglie diventano metafore di distanza e intimità, amplificando le tensioni tra i personaggi.

In questo contesto, la colonna sonora assume un ruolo chiave. La bambola di Patty Pravo, presente all’inizio e alla fine del corto, riflette la natura sbilanciata delle relazioni rappresentate, fungendo da filo emotivo che unisce le sequenze principali e ne sottolinea la tensione affettiva e la malinconia sottesa.

Interpretazioni degli attori

Il lavoro sugli attori in Giochi è accurato e contribuisce in modo determinante alla costruzione dei personaggi. Le performance sono sottili e calibrate: uno sguardo, un gesto o un piccolo cambiamento di postura trasmettono emozioni e relazioni senza eccessi retorici.

Nei due giovani, la dinamica legata al dono e al desiderio emerge con naturalezza, mentre il rapporto tra madre e figlio resta credibile grazie a pause e gesti misurati, che suggeriscono frustrazione e affetto. Bozzelli dirige con attenzione le micro-espressioni, ottenendo una resa emotiva convincente e coerente con la tensione psicologica del film, senza ricorrere a evidenze enfatiche.

Ritmo e narrazione

In Giochi, condensato in circa 19 minuti, la narrazione costruisce un dialogo implicito tra le due storie parallele, invitando lo spettatore a rintracciare connessioni formali e tematiche senza indicazioni esplicite. Ogni sequenza è calibrata per trasmettere tensione emotiva e dinamiche di desiderio e controllo: i dialoghi, micro-azioni, sguardi e movimenti costituiscono il tessuto narrativo principale, evitando lungaggini o digressioni.

Il corto sfrutta un’economia espressiva elegante, dove la successione delle scene crea un ritmo interno coerente, capace di intrecciare intensità emotiva e introspezione psicologica.

Tematiche e riflessione sociale

Giochi è un film sulla crescita, sulla scoperta di sé e sull’apprendimento delle regole implicite delle relazioni umane. Attraverso le dinamiche asimmetriche tra madre e figlio, così come tra i due amici, il corto indaga come desiderio, controllo e vulnerabilità siano intrecciati in ogni legame.

La famiglia e l’adolescenza diventano strumenti di riflessione su temi universali: identità, potere, comunicazione e affetto.

La collection Il quarto desiderio

Solo dopo aver esplorato Giochi nel dettaglio, appare chiaro il valore della collection “Il quarto desiderio” su Rarovideo Channel. I cinque cortometraggi firmati da Bozzelli offrono una visione completa del suo percorso artistico: ogni filmato funziona come un laboratorio, dove il regista affina stile, linguaggio e trattamento dei temi affettivi.

La raccolta permette di osservare la coerenza del suo lavoro, mettendo in evidenza come Giochi rappresenti un momento di maturità stilistica e narrativa all’interno di un percorso coerente e visionario.

Ricezione e festival

La selezione a Locarno e il premio a Torino non sono solo riconoscimenti simbolici: sono testimonianza dell’interesse critico e della stima verso un autore che, pur giovane, ha già definito una cifra stilistica riconoscibile.

Critici e festival hanno apprezzato la capacità di affrontare temi delicati – dalla sessualità alla complessità dei rapporti familiari – con un linguaggio visivo maturo e incisivo, capace di coniugare minimalismo, tensione emotiva e intensità psicologica.

Conclusione: il gioco come metafora esistenziale

In definitiva, Giochi mostra come il cinema breve possa condensare una riflessione profonda sulle relazioni e sull’identità. Il “gioco” non è solo un tema narrativo, ma metafora della vita stessa: oscillazione tra regole e trasgressioni, potere e vulnerabilità, desiderio e distanza.

Bozzelli dimostra che il linguaggio cinematografico può essere essenziale, intenso e poetico allo stesso tempo, facendo emergere con chiarezza la sua voce unica nel panorama contemporaneo. La combinazione tra musica, interpretazioni precise, spazio e corpo rende Giochi un cortometraggio che lascia una traccia indelebile nello spettatore e anticipa un futuro promettente per il regista.

‘Il Quarto Desiderio’: i corti di Simone Bozzelli su Rarovideo

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