Rieti, 22 febbraio 2026. Ore 16.00. Sipario al Cinema Moderno.
Si conclude così la prima edizione del Rieti International Film Festival, primo festival internazionale di cortometraggi nel capoluogo reatino.
Un esordio, sì. Ma con numeri da festival già rodato.
Oltre 225 cortometraggi internazionali ricevuti.
Quarantanove opere selezionate.
Sei anteprime mondiali.
Diciotto anteprime nazionali.
Quattro giornate di proiezioni a ingresso gratuito.
Il Festival, diretto dal regista e produttore Nicolas Morganti Patrignani, nasce con il sostegno del Ministero della Cultura, SIAE, Comune e Provincia di Rieti e numerosi partner istituzionali e culturali. Un impianto solido. Una direzione chiara. Una vocazione internazionale dichiarata fin dall’inizio.
E la risposta, almeno in questa prima edizione, c’è stata.
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Le sei sezioni e il Premio del Pubblico
Le opere portate al Rieti International Film Festival sono state suddivise in sei categorie:
finzione italiana under 35, finzione italiana over 35, finzione internazionale, animazione, corti realizzati con intelligenza artificiale e videoclip musicali.
Il pubblico ha avuto voce. E voto.
I vincitori del Premio del Pubblico sono:
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Cane di Mannara di Baldassare Caradonna (Under 35)
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Samsa di Gianpiero Bruno (Over 35)
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A Young Sofiane di Fabien Ara (Internazionali)
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In Gaza Pietasz di Diego Monfredini (Animazione)
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Red Dot di Gyumin Kim (AI)
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Last Dance with Mary Jane – Snoop Dog feat. Tom Petty & Jelly Roll, regia di Dave Meyers (Videoclip)
Un dato interessante: il pubblico ha premiato opere molto diverse tra loro per provenienza, linguaggio e stile. Segno che la selezione non ha lavorato per compartimenti stagni, ma per pluralità.
I premi della Giuria: Astronauta domina
La Giuria ufficiale del Rieti International Film Festival, composta da nomi di peso come Daniele Ciprì, Marco Spoletini, Massimo Cantini Parrini e Daria D’Antonio, ha assegnato undici premi tecnici.
A emergere con forza è Astronauta di Giorgio Giampà, che conquista:
Un riconoscimento tecnico che diventa riconoscimento complessivo per il Rieti International Film Festival.
Tra gli altri premi:
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Miglior Regia a Martín Seeger per The Canon
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Miglior Fotografia a Baadarane di Samah El Kadi
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Miglior Scenografia a Joy Jelly
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Migliori Costumi a Samsa
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Miglior Attrice Protagonista a Marie-Pierre Nouveau per A Young Sofiane
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Miglior Attore Protagonista a Gianluca Basiricò per Cane di Mannara
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Miglior Attore Non Protagonista a Vincenzo Di Rosa per Lighèia
Una distribuzione che evidenzia varietà geografica e coerenza qualitativa.
I premi principali: le opere vincitrici di sezione
Ad aggiudicarsi i premi principali del Rieti International Film Festival sono stati:
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Cane di Mannara – Baldassare Caradonna (Italiani Under 35)
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Astronauta – Giorgio Giampà (Italiani Over 35)
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Baadarane – Samah El Kadi (Internazionali)
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The Half – Jorge Morais Valle (Animazione)
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The Prompt – Francesco Frisari (Intelligenza Artificiale)
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Last Dance with Mary Jane – Snoop Dogg, regia di Dave Meyers (Videoclip)
La presenza di una sezione dedicata all’intelligenza artificiale non è un dettaglio ornamentale. È una dichiarazione programmatica. Il corto, oggi, è laboratorio. E il RIFF sembra volerlo dire senza giri di parole.
Un bilancio che guarda avanti
La cerimonia si è chiusa con la riproiezione dei cortometraggi premiati. Un gesto semplice. Ma simbolico.
Il RIFF termina la sua prima edizione con un bilancio positivo.
Partecipazione. Qualità. Accessibilità.
Rieti non si è limitata a ospitare un festival. Ha testato una possibilità.
Se questa era la prima edizione, la seconda sarà la prova della maturità. Ma i numeri, per ora, parlano chiaro.
E parlano la lingua del cinema breve.