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‘Ferrari – Fury and the Monster’ fa rivivere il mito del Cavallino e della 250 GTO

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Il leggendario marchio di Maranello torna protagonista sul grande schermo con Ferrari – Fury and the Monster, un documentario firmato dal regista Steve Hoover. Non si tratta solo di una cronaca sportiva, ma di un viaggio intimo e visivamente potente nelle radici di un impero nato dal sogno e dalla ribellione.

Ciò che lo rende un prodotto adatto anche ai non addetti ai lavori è il sottotesto filosofico. Il documentario contrappone l’umiltà e l’ossessione artigianale dei padri fondatori alla superficialità della società contemporanea. Emerge una riflessione profonda sul valore del denaro e del successo, visti non come fini a se stessi, ma come mezzi per raggiungere l’eccellenza e l’innovazione.

In Italia, la distribuzione è curata da Adler Entertainment e la data ufficiale per l’uscita nelle sale è fissata per il 2 marzo 2026.

L’ascesa di Enzo Ferrari e la nascita di The Monster

Hoover scava nelle ambizioni giovanili di Enzo Ferrari, ricordando come il “Commendatore”, prima di rivoluzionare il mondo dei motori, sognasse una carriera come cantante d’opera. La svolta narrativa del film si concentra sul momento del divorzio da Alfa Romeo. Ferrari, con un atto di sfida e una visione pionieristica, decise di fondare la propria fabbrica trascinando con sé i migliori talenti tecnici dell’epoca.

Il cuore pulsante della pellicola è il 1961, l’anno in cui un giovanissimo e neolaureato Mauro Forghieri riceve le chiavi del Reparto Tecnico. A soli 26 anni, Forghieri darà vita alla 250 GTO, soprannominata proprio “The Monster” per la sua potenza brutale e la sua bellezza aggressiva.

Il documentario analizza come questa vettura sia diventata un oggetto di culto assoluto, oggi tra i più costosi e ambiti al mondo. Attraverso le testimonianze di illustri proprietari e appassionati, come il batterista dei Pink Floyd Nick Mason, lo stilista Ralph Lauren e piloti leggendari, Hoover esplora il legame quasi mistico tra l’uomo e la macchina.

Il regista infine non dimentica l’aspetto umano delle corse, dedicando ampi spazi a filmati d’epoca e materiale d’archivio inedito. Due sezioni particolarmente toccanti celebrano Niki Lauda e Gilles Villeneuve, descritti come “poeti della Formula 1”, capaci di interpretare con il loro coraggio la filosofia estrema della Scuderia Ferrari.

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