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‘Les Orphelins’: il nuovo thriller francese su Netflix

Les Orphelins, thriller intenso e adrenalinico che scava nelle ferite dell’abbandono e della giustizia, ora disponibile su Netflix.

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Les Orphelins è un thriller d’azione francese che ha già fatto parlare di sé per il ritmo serrato e per la forte componente emotiva. Dopo l’uscita nelle sale francesi nell’estate 2025, il film arriva ora in streaming su Netflix, pronto a raggiungere un pubblico internazionale. Un’opera che mescola poliziesco, dramma e riflessione sociale, confermando l’attenzione crescente verso il cinema francese contemporaneo.

Diretto da Oliver Schneider, già noto come regista attento alla fisicità e alla composizione delle scene d’azione, Les Orphelins unisce spettacolarità e tensione psicologica. Un racconto dalla durata di circa 95 minuti che non lascia tregua allo spettatore, introducendo una dimensione più intima e sentimentale che lo distingue da molti altri titoli del genere.

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Due destini opposti

Al centro della storia ci sono Gabriel e Idriss, amici d’infanzia cresciuti nello stesso orfanotrofio ma separati dalle scelte della vita adulta. Gabriel è diventato commissario dell’IGPN, l’organo che indaga sugli abusi interni alla polizia francese. Idriss ha preso una strada completamente diversa, avvicinandosi al mondo della criminalità. Questa frattura iniziale rappresenta il cuore tematico del film. Due uomini legati da un passato comune ma divisi da valori e responsabilità opposte.

Il loro equilibrio precario viene sconvolto dalla morte di una donna che entrambi hanno amato in gioventù. L’incidente stradale che la coinvolge appare fin da subito sospetto, aprendo a un’indagine che riporta a galla vecchie ferite e tensioni mai risolte. La figlia della donna, Leïla, diciassettenne determinata e coraggiosa, decide di cercare la verità, finendo nel mirino di una rete criminale potente e senza scrupoli. Gabriel e Idriss sono così costretti a collaborare, nonostante la diffidenza reciproca.

Azione e sentimento

Uno dei punti di forza di Les Orphelins è l’equilibrio tra azione e dramma. Le sequenze d’inseguimento e gli scontri fisici sono coreografati con precisione e realismo, frutto dell’esperienza di Schneider nel mondo degli stunt. Tuttavia, il film non si limita a offrire adrenalina, bensì, ogni scena d’azione è sempre collegata a una motivazione emotiva precisa, rendendo la tensione più intensa e coinvolgente.

Parallelamente, la sceneggiatura approfondisce il rapporto tra i due protagonisti, mettendo in luce il peso del passato e la difficoltà di sfuggire alle proprie origini. L’orfanotrofio non è solo un dettaglio biografico, ma una metafora di abbandono e ricerca di appartenenza. Entrambi i personaggi cercano, a modo loro, una forma di riscatto. Gabriel attraverso la legge, Idriss attraverso un codice personale che, pur deviato, conserva tracce di lealtà.

Interpretazioni fenomenali

Alban Lenoir e Dali Benssalah sono i protagonisti del film. Lenoir dà vita a un Gabriel tormentato, combattuto tra dovere professionale e legami affettivi. Benssalah, dal canto suo, costruisce un Idriss carismatico e ambiguo, capace di alternare durezza e vulnerabilità. La loro chimica sullo schermo rende credibile il conflitto e al tempo stesso il legame profondo che unisce i due personaggi.

Anche Leïla, interpretata dalla giovane Sonia Faidi, aggiunge una dimensione fondamentale alla narrazione. Non è una semplice vittima da salvare, ma una ragazza determinata a capire cosa sia realmente accaduto a sua madre. La sua presenza spinge i due uomini a confrontarsi con le proprie responsabilità tenendo sempre a mente il significato delle parole protezione, famiglia e sacrificio.

Un thriller che parla di identità

Oltre alla trama investigativa, Les Orphelins affronta temi universali come l’identità, la memoria e il senso di appartenenza. Crescere senza una famiglia tradizionale ha segnato profondamente i protagonisti, influenzando le loro scelte e la percezione di sé. Il film suggerisce che il passato non può essere cancellato, ma può essere reinterpretato attraverso le azioni presenti. Il film unisce sequenze tese e nervose senza mai perdere di vista il nucleo tematico dell’opera, l’identità ferita e il bisogno di appartenenza.

Se a tratti la sceneggiatura sembra frammentaria in qualche intoppo, è nella relazione ambigua tra i due protagonisti che il film trova la sua vera forza. Uno scontro ideologico e sentimentale, che trasforma l’indagine in un confronto morale. Più che un semplice racconto di vendetta e corruzione, Les Orphelins si impone come una riflessione sul destino e sulle scelte che ci definiscono, confermando la vitalità del thriller francese nel contesto internazionale.

Un’opera che merita attenzione anche fuori dai confini francesi, con il suo mix di tensione, emozione e riflessione sociale. Les Orphelins si propone come uno dei thriller europei più interessanti degli ultimi tempi. Non è soltanto una storia di inseguimenti e complotti, ma un racconto sulla difficoltà di restare fedeli a se stessi in un mondo dominato da compromessi e zone d’ombra.

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