Con The Singers, il regista Sam Davis firma un’opera capace di collegare passato e presente attraverso il linguaggio universale della musica. Il cortometraggio nasce dall’adattamento di un racconto di Ivan Turgenev, scritto nel 1850, e viene trasportato in un contesto contemporaneo: un bar frequentato da uomini segnati dalla vita, che trovano nel canto improvvisato una forma di liberazione emotiva.
Distribuito da Netflix, il film si inserisce in una più ampia riscoperta degli autori russi dell’Ottocento, già evidente in recenti adattamenti teatrali e cinematografici, come in Vanya, con protagonista Andrew Scott. Davis, con uno stile intimo e realistico, trasforma una storia letteraria in un racconto visivo capace di parlare al pubblico di oggi.
Produzione, cast e stile registico
Sam Davis si era già fatto notare come produttore del documentario Nai Nai & Wài Pó e come direttore della fotografia del film Dìdi. In questo nuovo progetto, il regista sceglie di lavorare con interpreti non professionisti, scoperti sui social network, valorizzando voci autentiche e personalità reali.
Il film è girato in 35mm, con le esibizioni musicali registrate dal vivo, senza ricorrere al playback. Questa scelta tecnica rafforza il senso di immediatezza e verità emotiva. I dialoghi, in gran parte improvvisati, permettono ai protagonisti di raccontare le proprie esperienze personali, creando un legame diretto tra finzione e realtà.
In un’intervista rilasciata a Variety, Davis ha spiegato di voler mettere in luce geni nascosti in bella vista. Il film è stato presentato in importanti festival come South by Southwest e il Tribeca Film Festival, ottenendo un’ampia visibilità internazionale.
Valore simbolico
Dalla sua première, The Singers ha raccolto numerosi premi e riconoscimenti, imponendosi come uno dei cortometraggi più apprezzati degli ultimi anni. A confermarne il grande impatto è sicuramente la candidatura all’Oscar come Miglior Cortometraggio Live Action.
Oltre al successo nei festival, il film è stato inserito nei circuiti cinematografici dedicati ai corti, anche grazie alla distribuzione di Roadside Attractions.
The Singers si distingue soprattutto per il modo in cui affronta la solitudine e il bisogno di espressione emotiva in una società spesso poco incline all’ascolto. Il bar diventa uno spazio simbolico, in cui la musica funziona da ponte tra individui isolati. In questo senso, il film non è soltanto un adattamento letterario, ma un ritratto sensibile del nostro tempo.
Fonte: IndieWire