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Shakespeare anarchico su Mubi

Reinvenzioni dei drammi shakespeariani

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Cosa succede quando Shakespeare viene strappato al palcoscenico elisabettiano e catapultato nel Giappone feudale, in una fabbrica finlandese degli anni ’80 o persino nei paesaggi digitali di un videogioco come Grand Theft Auto? Succede che il Bardo diventa materia viva, plasmabile, sorprendente. In queste reinvenzioni iconoclaste, il teatro non è più un luogo fisico ma un’idea che si infiltra ovunque, trasformando mondi lontanissimi in nuove, imprevedibili scene.

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A dimostrare la forza inesauribile dei drammi shakespeariani sono tre film diversissimi tra loro, uniti però da uno sguardo audace e rivoluzionario sull’adattamento.

Il primo è Ran (1985) di Akira Kurosawa, monumentale rilettura di Re Lear ambientata nel Giappone del periodo Sengoku. Qui le lotte dinastiche del sovrano shakespeariano si trasformano in un’epopea visiva di rara potenza. Con le sue battaglie coreografate come dipinti in movimento, i costumi sgargianti e un uso magistrale del colore e del silenzio, Kurosawa non si limita ad adattare Shakespeare: lo rifonda in chiave orientale, creando una tragedia universale sul potere, la follia e la distruzione.

 

Dal sublime all’assurdamente quotidiano: Amleto si mette in affari (1987) di Aki Kaurismäki trasporta il principe di Danimarca nella Finlandia industriale degli anni ’80. Il malinconico erede diventa qui un giovane rampollo viziato a capo di un’azienda di famiglia. Girato in un bianco e nero modernista, il film è una satira gelida e irresistibile del capitalismo, dove l’esitazione esistenziale di Amleto si trasforma in cinismo imprenditoriale. Kaurismäki firma un’opera impassibile e anarchica, che demolisce ogni solennità senza tradire lo spirito tragico dell’originale.

Guarda Grand Theft Hamlet (2024) su MUBI

Infine, con Grand Theft Hamlet (2024) di Pinny Grylls e Sam Crane, Shakespeare approda nel caos digitale. Durante la pandemia di COVID-19, con i teatri chiusi e il futuro incerto, due attori decidono di mettere in scena Amleto all’interno del videogioco Grand Theft Auto Online. Tra sparatorie virtuali e paesaggi pixellati, il dramma prende forma in modo sorprendentemente autentico. Il film diventa così una riflessione metateatrale sul bisogno di arte e comunità, anche negli spazi più impensabili.

Tre visioni radicali, tre mondi lontanissimi. Eppure Shakespeare resiste, si trasforma, illumina il presente. Perché, in fondo, tutto il mondo è davvero un palcoscenico — anche quando il sipario non si vede.

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