Il pluripremiato regista Fatih Akin torna sul grande schermo con un’opera profondamente intima e visivamente potente: L’isola dei ricordi(titolo originale Amrum). Presentato in anteprima mondiale all’ultimo Festival di Cannes, il film arriverà nelle sale italiane il prossimo 12 marzo, distribuito da BIM.
Siamo nella primavera del 1945, sull’isola di Amrum. Mentre il mondo fuori brucia negli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale, il giovane Nanning cerca di mandare avanti la famiglia sostituendosi al padre al fronte. Tra maree pericolose e battute di caccia notturne, l’isola appare come un rifugio sospeso, un “paradiso fragile” dove però l’ideologia nazista continua a proiettare ombre sinistre.
Dove affondano le radici de L’isola dei ricordi
La pellicola nasce da un legame speciale tra Akin e il suo mentore, il grande regista e sceneggiatore Hark Bohm, recentemente scomparso. Il soggetto è basato proprio sui ricordi d’infanzia di Bohm nell’isola di Amrum, nel Mare del Nord. Per Akin, questo progetto ha rappresentato una vera e propria sfida estetica e morale.
Nel descrivere l’atmosfera del film, il regista ha citato riferimenti altissimi che guardano con amore all’Italia. Il neorealismo di Vittorio De Sica, con capolavori come Ladri di biciclette e Sciuscià, sono stati la bussola per narrare la lotta quotidiana per la sopravvivenza. Ma c’è spazio anche per le atmosfere inquietanti de La morte corre sul fiume di Charles Laughton e per lo spirito d’avventura malinconico di Stand by Me.
Il “nuovo Paul Newman”
La vera scommessa di Akin risiede nel protagonista: il dodicenne Jasper Billerbeck. Scoperto durante un casting in una scuola di vela, il giovanissimo esordiente ha incantato il regista per la sua intensità, tanto da fargli guadagnare paragoni illustri con icone come Paul Newman o Brad Pitt.
Accanto a lui, il film vanta un cast d’eccellenza che vede il ritorno della musa di Akin, Diane Kruger (già premiata a Cannes per Oltre la notte), insieme a Matthias Schweighöfer, Laura Tonke e Detlev Buck.