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‘Medalist’, il pattinaggio artistico si narra attraverso una doppia prospettiva

Inori, aspirante pattinatrice artistica, si affida al coach Tsukasa per raggiungere il suo sogno

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Prima di diventare una serie animata, Medalist è un manga spokon (genere editoriale giapponese che tratta delle storie sportive), nato dalla penna di Tsurumaikada ed edito da Kōdansha, che fa il suo debutto il 25 maggio 2020. Il successo delle pubblicazioni cartacee spinge la celebre casa editrice a lavorare a un adattamento animato.

Il pattinaggio artistico torna a raccontarsi con Medalist e i suoi due protagonisti Inori Yuitsuka e Tsukasa Akeuraji

Lo sforzo produttivo viene quindi affidato allo studio ENGI, uno studio che lavora in stretta collaborazione con Kōdansha. Così la prima stagione di Medalist viene trasmessa su Disney+ dal 4 gennaio 2025, per poi concludersi il 29 marzo 2025. Una seconda stagione è invece in corso di pubblicazione a partire dal 25 gennaio 2026.

La doppia prospettiva di Medalist

La protagonista della nostra storia è Inori Yuitsuka, una ragazzina di undici anni con un sogno ben preciso in mente: vuole diventare una pattinatrice artistica di fama mondiale. La piccola Inori è rimasta affascinata dalle prodezze della sorella maggiore, anche lei pattinatrice, e della star della nuova categoria junior: Hikaru Kamisaki. C’è solo un problema: Inori non ha mai preso lezioni di pattinaggio.

Sua madre, scossa dagli infortuni della sorella maggiore, è restia all’idea d’introdurre Inori in un mondo spietato come quello del pattinaggio artistico. A convincerla che Inori possa farcela è il co-protagonista e coach di Inori: Tsukasa Akeuraji, un ballerino semi-professionista che ha vissuto sulla sua pelle il rimpianto di aver cominciato a pattinare troppo tardi. Tsukasa si immedesima nella storia di Inori e decide di voler regalare a quella ragazzina, un futuro senza rimpianto inseguendo il suo sogno.

Animazioni di alto livello e design dei personaggi accattivante completano il quadro

Una storia di riscatto, narrata da due prospettive: quella di Inori, ancorata al presente, e quella di Tsukasa, con uno sguardo al passato. La sinergia tra i due personaggi è palpabile, Tsukasa si propone come una sorta di figura paterna, rassicurante e che sprona Inori a credere nella sua passione. Non mancano i siparietti comici, splendidamente riusciti, che fanno da perfetto intramezzo tra i momenti cruciali della serie.

Sotto l’aspetto visivo non si può recriminare niente all’adattamento di Medalist. Lo stile di disegno è riconoscibile anche grazie a un apprezzabile lavoro di design sui personaggi. Tutti caratterizzati e distinti, non per forza dei capolavori, ma tuttavia capaci di risultare definiti e non confusionari. Questo sia sotto l’aspetto estetico quanto sotto l’aspetto caratteriale e narrativo.

Le animazioni sono di ottima fattura, soprattutto nei momenti in cui devono splendere maggiormente: ossia le scene concitate delle esibizioni di pattinaggio. Sono infatti fluide e precise, come d’altronde lo è lo sport al centro dello show. Encomiabile anche la sporadica integrazione di animazioni 3D, che risulta ben integrata con il resto dell’ambiente. Un utilizzo saggio posto nei giusti momenti per ridurre i costi quando necessario.

Cosa traiamo da Medalist?

Medalist si pone come un ottimo prodotto, capace di emozionare e coinvolgere lo spettatore. Proprio perché la narrazione riguarda le storie di tutti noi, quando da bambini si sogna di partecipare alle Olimpiadi ed essere ammirati da tutti. Ma se parlassimo solo della storia sportiva di Medalist, staremmo troncando metà delle tematiche presenti nell’opera.

Rammarico, rimorso, frustrazione e riscatto: sono tutte emozioni presenti nei personaggi ideati da Tsurumaikada. Lo sport è anche un tramite per esplorare le emozioni di Inori, Tsukasa e tutti gli altri personaggi. Ognuno di loro riesce a dare il proprio apporto alla serie, completando un mosaico di sogni e filosofie riguardo il pattinaggio artistico.

Sebbene Medalist non si inventi una formula originale, riesce a seguire stupendamente i passi già tracciati da autori precedenti.

 

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