Il regista Roger Kumble, dopo aver diretto Cruel Intensions, Puzzole alla riscossa, Uno splendido Disastro, torna nel mondo a lui caro dell’alta società, riuscendo a rompere la barriera immacolata delle apparenze. Le fragilità legate ai lutti familiari e le storie d’amore impossibili sono al centro del suo ultimo film Love me Love me.
La pellicola, distribuita daAmazon Prime Video e in piattaforma dal 13 febbraio, è un adattamento del romanzo omonimo scritto da Stefani S.. Il bestseller romance che ha conquistato il pubblico teen, diventa un film, ma non tutto di questa storia e di questa trasposizione ci convince.
La trama di Love me Love me
Love me Love segue la storia di June (Mia Jenkins), appena trasferitasi a Milano insieme alla madre per ricominciare dopo la morte di suo fratello. Alla St. Mary’s International School fa nuove amicizie, alcune più intense di altre. La storia prende davvero avvio quando si innamora del lottatore James (Pepe Barroso Silva), e al contempo viene lusingata dal corteggiamento romantico del beneducato Will (Luca Melucci). Si tratterà di un triangolo amoroso dai fragili contorni, o il cuore si troverà a fare una scelta tra i due ragazzi?
Un’occasione mancata
Roger Kumble, veterano delle storie d’amore nel suo cinema, dagli Anni ’90 ad oggi, affronta l’impresa letteraria di un bestseller mondiale, che già di per sé è un campo minato di stereotipi. Di conseguenza, anche il cinema che lo rilegge aveva il rischio di scivolare nei cliché: il bello e dannato, indagato con troppa superficialità, e la ragazza, ingenua e sensibile, che tenta di salvare il ragazzo influenzandolo o addirittura trasformandolo. La dinamica della donna eroina in amore ha il rischio di far passare un messaggio poco sano e alquanto anacronistico.
Il punto di forza: l’indifinitezza
Il punto di forza è l’indefinitezza della relazione tra i tre personaggi principali. L’ipotesi di un triangolo amoroso, che non vuole e non deve definirsi con chiarezza, nel film, è un elemento nuovo, che ben racconta quanto l’adolescenza sia un territorio straordinario di scoperte, personali e sentimentali. E’ tutta lì la ripresa del film, nella dinamica irrisolvibile dei due ragazzi tra cui June si sente divisa.
Il mondo nostalgico della romcom Anni 2000′
I ragazzi protagonisti sono giovani e talentuosi e veder ritornare il mondo leggero e spensierato del cinema di Roger Kumble è senz’altro un bene. Peccato sia un’occasione mancata. Love me Love me resta comunque un successo impressionante per l’editoria contemporanea, che ridefinisce i gusti del pubblico, e nel cinema, rappresenta il ritorno nostalgico alle classiche commedie Anni 2000′. Se si attuasse un più adeguato scavalcamento delle tipiche dinamiche sessuali e di genere, per inviare un messaggio più sano e profondo, anche le commedie, e il mondo di Kumble, potrebbero diventare un’occasione di riflessione.