Sundance Film Festival

‘Nuisance Bear’ A Churchill gli orsi polari rischiano la prigione

Suggestivo e interessante, Nuisance Bear è tra i documentari in concorso al Sundance Film Festival 2026.

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In concorso nella sezione dei documentari al Sundance Film Festival 2026, Nuisance Bear immerge completamente gli spettatori in un mondo lontano e suggestivo quale quello offerto dalla provincia canadese del Manitoba. I giovani e talentuosi Gabriela Osio Vanden e Jack Weisman realizzano un documentario al tempo stesso affascinante e pieno di curiosità, dal quale si esce arricchiti in termini di cultura ma anche di emozioni. Merito, certo, delle location e di chi le popola – soprattutto orsi polari, belughe, foche e volpi artiche – ma anche delle storie e delle leggende che si tramandano di generazione in generazione.

Nuisance Bear ha origine con l’omonimo cortometraggio di Weisman, tra i candidati all’Oscar del 2021. Il progetto iniziale, di soli 14 minuti, viene così esteso, andando a raccontare ciò che accade in una piccola cittadina, di quasi mille abitanti, affettuosamente conosciuta come la “capitale mondiale dell’orso polare“.

Nuisance Bear | La trama

Churchill non è difficile imbattersi in qualche orso polare che attraversa la strada o rovista tra i bidoni della spazzatura. Ai bambini, nelle scuole, viene insegnato come fare attenzione e quale è il comportamento migliore da tenere, per far sì che la convivenza con questi giganti non abbia effetti nefasti. La pericolosità e l’imprevedibilià fanno parte della routine, soprattutto dinanzi a esemplari privati troppo presto della propria mamma, ma i cittadini di Churchill conoscono bene le “leggi” da rispettare. Non a caso, hanno creato addirittura una prigione per orsi.

Non è una storia di estinzione.

A chi si domandasse se realmente esistano, ebbene sì, e hanno una funzione ben specifica, seppur appaiono abbastanza brutali. Al di là di questo, tanti sono i visitatori che ogni anno raggiungono la sperduta e fredda località, per avere l’occasione di osservare da vicino, e nel loro habitat naturale, gli orsi polari. Ma c’è anche chi non vede l’ora che arrivi Halloween per dar loro la caccia…

Uomo e Natura possono convivere

Sviluppato in due parti, quasi speculari, ciascuna delle quali dedicata a un aspetto preciso della zona e dei suoi abitanti animali, Nuisance Bear si rivela uno di quei documentari capaci di intrattenere ed emozionare. Se il primo blocco narrativo racconta il modo di vivere praticamente occidentale, tra uffici, scuole, forze dell’ordine e turismo – per quanto si tratti di una città di meno di 1000 abitanti -, il secondo è incentrato sulla popolazione Inuit, ormai costretta a sottostare alle regole imposte dai cosiddetti outsider, ovvero i bianchi, che hanno colonizzato la loro terra, relegandoli sempre più ai margini.

Nessuna storia è semplice.

Ecco perché la caccia all’orso polare è consentita solo in alcuni periodi dell’anno. Quando questi arrivano, la comunità Inuit si riunisce e indice una sorta di lotteria, per selezionare chi avrà la possibilità di imbracciare il fucile e mettersi sulle tracce degli animali. Seguendo il documentario e ascoltando la voce del narratore, direttamente coinvolto nelle vicende, diventa via via più chiaro come cambino le prospettive in base ai modi di vivere. Il rapporto con la natura selvaggia rimane cruciale per entrambi i gruppi umani, sebbene abbiano idee divergenti in merito a molte questioni, ben espresse dal documentario che offre una visione a 360 gradi del contesto.

*Sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.

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