Torino torna protagonista del cinema italiano con l’avvio delle riprese de I figli della scimmia, nuovo lungometraggio diretto da Tommaso Landucci, che firma la sceneggiatura insieme a Damiano Femfert. Le riprese, della durata di cinque settimane, coinvolgeranno numerose location del centro cittadino, valorizzando ancora una volta il tessuto urbano torinese come spazio narrativo e produttivo.
Negli ultimi anni il capoluogo piemontese si è confermato uno dei poli più attivi del cinema italiano, grazie a un sistema di sostegno che mette in dialogo istituzioni, fondi regionali e professionisti del settore.
Un cast tra cinema d’autore e interpreti affermati
Il film riunisce un cast eterogeneo che mescola volti noti e interpreti legati al cinema d’autore: Riccardo Scamarcio, Fausto Russo Alesi, Lidiya Liberman, Andrea Aggio, Tancredi Naldini, Cristina Odasso e Luigi Diberti. Una scelta che riflette l’intenzione di costruire un racconto intimo e complesso, affidato a interpreti capaci di restituire sfumature emotive e ambiguità relazionali.
Una produzione sostenuta e strutturata
I figli della scimmia è prodotto da Lungta Film, Mosaicon Film e Lebowski, in collaborazione con Rai Cinema. Il progetto ha ricevuto il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, il sostegno del FESR Piemonte 2021–2027 attraverso il bando Piemonte Film Tv Fund, oltre all’appoggio di Film Commission Torino Piemonte.
Un quadro produttivo che testimonia la solidità del progetto e la sua rilevanza all’interno delle politiche di sviluppo del cinema italiano contemporaneo.
Un percorso di sviluppo internazionale
Prima di arrivare sul set, il film ha attraversato un lungo e articolato percorso di sviluppo. La sceneggiatura è stata vincitrice del Premio Franco Solinas 2021, uno dei riconoscimenti più prestigiosi dedicati alla scrittura cinematografica in Italia. Successivamente il progetto è stato selezionato all’Alpi Film Lab del TorinoFilmLab, realtà di riferimento per la formazione e lo sviluppo di nuovi talenti.
Il film è passato anche dal MIA – CoProduction & Pitching Forum 2023, affermandosi in un contesto internazionale e conquistando il Grand Prize al Jerusalem Sam Spiegel Film Lab nello stesso anno, rafforzando così la sua visibilità oltre i confini nazionali.
La trama: famiglia, desiderio e identità
Al centro del racconto c’è Dario, padre di un bambino disabile a cui dedica ogni cura e attenzione. Parallelamente, sviluppa un legame sempre più profondo con il figlio adolescente di suo fratello. In questo rapporto Dario proietta il figlio che avrebbe voluto avere e il ruolo paterno che sente di non aver mai potuto incarnare pienamente.
Quello che si costruisce è un delicato gioco di proiezioni, desideri inespressi e identità alternative, destinato a incrinare gli equilibri familiari e a mettere in discussione i confini morali ed emotivi dei personaggi.
Un film atteso nel panorama italiano
Grazie al suo percorso di sviluppo, al sostegno istituzionale e a una storia dal forte impatto emotivo, I figli della scimmia si presenta come uno dei titoli italiani più interessanti in lavorazione. L’avvio delle riprese a Torino segna l’inizio di una fase decisiva per un progetto che ambisce a coniugare ricerca autoriale e attenzione al pubblico, inserendosi nel solco del cinema italiano contemporaneo più sensibile alle dinamiche familiari e sociali.