Fairytale (conosciuto anche come The haunting of Helena) è un particolare horror ambientato in Italia, per la regia di Ascanio Margarini e Christian Bisceglia, disponibile su Rai Play ed uscito nel 2012. Sophia e sua figlia Helena si trasferiscono a Latina in una casa apparentemente accogliente di architettura fascista. Tra vicissitudini familiari e una tensione sempre crescente, la loro tranquillità viene presto compromessa quando alla piccola Helena cade un dente da latte e si appella alla fatina dei denti. La creatura nasconde una natura tutt’altro che fiabesca.
Il cast vede tra i protagonisti Harriet MacMasters-Green,Sabrina Jolie Perez, Jarreth J. Merz, Matt Patresi, Paolo Paoloni, Giuliano Montaldo, Susanna Cornacchia e Marco Basile.
La produzione e la sua intraprendenza merita senza dubbio attenzione: realizzare un horror di questo tipo in Italia è una scelta coraggiosa, che testimonia la volontà di sperimentare e di confrontarsi con un territorio cinematografico complesso.
FairytaleIl film
Il film offre qualche trovata interessante fin dalla prima scena e riesce a costruire un crescente clima inquietante, che lascia presagire sviluppi oscuri e drammatici. L’ambientazione è l’aspetto più interessante, non solo per i meravigliosi paesaggi dell’Agro Pontino, ma anche grazie all’intelligente trovata di rendere un oggetto come un armadio un personaggio rilevante della terrificante vicenda.
Nel complesso, tuttavia, la pellicola si sviluppa in maniera molto lineare. I dialoghi tetri aumentano il pathos, accelerando sempre di più il clima di tensione man mano che il film prosegue, ma le sequenze di terrore si avvicendano seguendo la struttura classica del genere. Anche gli effetti speciali e la colonna sonora restano su un registro tradizionale, sposandosi bene con l’ambiente e rimanendo funzionali al racconto.
Pur in assenza di nomi particolarmente noti al grande pubblico, l’idea di rivisitare in chiave horror la figura della fatina dei denti offriva margini interessanti di sviluppo, che forse avrebbero potuto essere esplorati con maggiore libertà e che avrebbero contribuito maggiormente all’interessante premessa di sperimentazione iniziale.
Il futuro
Fairytale si inserisce in un contesto cinematografico complesso, ma stimolante. Il confronto con i grandi classici del genere, da Suspiria (1977) di Dario Argento a …E tu vivrai nel terrore! – L’aldilà di Lucio Fulci (1981), fino alle produzioni internazionali, porta a diversi punti di incontro, dal costante sospetto che possa consumarsi il più crudo dei delitti, alla sensazione di scorgere la volontà dei registi di rifarsi all’epoca d’oro dei film dell’orrore in Italia, tracciando una linea di continuità che possa arrivare fino ai giorni nostri.
L’horror continua a reinventarsi, sfruttando nuove tecnologie e affrontando temi sempre più diversificati e visivamente accattivanti. In questo senso, film come Fairytale rappresentano tentativi significativi di tenere vivo un dialogo con il genere.
Fairytale (The Haunting of Helena) è un’opera ambiziosa, che cerca di affascinare e inquietare lo spettatore attraverso suggestioni visive e simboliche. Senza dubbio parliamo di un prodotto interessante di sperimentazione horror nel contesto cinematografico italiano.