SHORT FILM

‘Cose particolari durante le messe’: stupore e delicatezza.

Ironia, tradizione e piccoli dettagli che parlano a tutti

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Il cortometraggio Cose particolari durante le messe (2025), diretto da Emma Gasparini Papotti, prende uno dei riti più solenni e formalizzati della tradizione e lo osserva. Ma con uno sguardo d’eccezione: quello curioso di un gruppo di giovani scout. Così la liturgia viene trasformata in un piccolo catalogo di “particolari” divertenti e, a tratti,  commoventi. Il corto, alla fine, lascia la sensazione che i luoghi amati sappiano tenere insieme rispetto e sorriso, sacralità e quotidianità.

Distribuito da Cattive Distribuzioni.

‘Cose particolari durante le messe’: trama

È il giorno di Pasqua e ai lupetti di un gruppo scout viene chiesto di annotare su alcuni foglietti tutto ciò che li colpisce durante la messa. Chiunque abbia mai partecipato a una celebrazione non può che riconoscersi nelle loro osservazioni e, magari, ripensare a una propria “cosa particolare” rimasta impressa nella memoria. In questo contesto spicca Enrico, il meno divertito dall’esercizio. Non riesce a limitarsi all’osservazione, fa fatica a pensare a qualcosa di davvero particolare. Pensa alla musica e inizia a chiedersi se non sia arrivato il momento di “aggiornare” la celebrazione, portandola di qualche decennio più vicino al presente.

Tra sacro e quotidiano: un’ironia gentile 

Le due sceneggiatrici (Greta Brie, Emma Gasparini Papotti) di Cose particolari durante le messe giocano con intelligenza sull’equilibrio tra rispetto e ironia. Evitano la satira aggressiva e puntano invece su un umorismo dolce e leggero, fatto di sguardi, dettagli e situazioni in cui chiunque può riconoscersi. Le interpretazioni di Francesca Blasutig, Agata Minotti e Tommaso Ricucci funzionano proprio perché sembrano naturali, spontanee. La macchina da presa sembra semplicemente spiare la tristezza di Enrico e la sua capacità di trovare una soluzione. Lui è una sorta di Eroe che sa come il valore può aumentare con il rinnovamento.

È un progetto che nasce chiaramente da una spinta passionale e che viene sostenuto, in ogni sua fase, da una cura evidente e condivisa tra cast e troupe, restituendo sullo schermo un senso di coesione rara e preziosa.

Lo sguardo stupito

Il cortometraggio riesce, nei suoi 13 minuti, a trovare freschezza e vitalità in un contesto narrativo che avrebbe facilmente potuto sfar scivolare Cose particolari durante le messe nell’ovvietà o nella caricatura. Si evita con intelligenza il rischio dei cliché e scegliendo invece la strada della misura e dell’osservazione. Ne emerge un’opera che invita lo spettatore a guardare le tradizioni con occhi nuovi, a riscoprirle senza cinismo né indulgenza, ma con quella purezza dello sguardo che appartiene all’infanzia e alla curiosità autentica.

Cose particolari durante le messe ricorda, in definitiva, che anche nei riti più solenni e codificati si nasconde sempre la possibilità dello stupore e del rinnovamento: basta saper osservare, ascoltare e concedersi il tempo di cogliere quei piccoli dettagli che trasformano l’abitudine in esperienza.

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