Full of Grace

‘Ti respiro’ l’amore come assenza che brucia

Published

on

Presentato al Giffoni Film Festival 2025, Ti respiro è il cortometraggio diretto da Lorenzo Giovenga e Carlo Rodomonti, due registi che dimostrano una notevole sensibilità nel raccontare l’intimità emotiva attraverso immagini essenziali e un ritmo contemplativo. Al centro del racconto, Jenny De Nucci regala una prova intensa e trattenuta, diventando il fulcro emotivo di un’opera che parla di amore, perdita e memoria.

Un amore che non c’è, ma si sente

Mila (Jenny De Nucci), attrice e influencer di successo, viene messa alla prova da un terribile lutto. Per elaborare il dolore sparisce dalla scena pubblica, si chiude nella sua casa pronta a tagliare i ponti con il pubblico dei social e il mondo esterno. L’unico contatto sono le pizze a domicilio: l’equilibrio già fragile della protagonista comincia a vacillare quando trova nei cartoni dei messaggi a lei indirizzati.

La narrazione procede per frammenti emotivi, più che per azioni, restituendo allo spettatore la percezione di un dolore intimo, quasi trattenuto.

Quando l’immagine sostituisce le parole

Giovenga e Rodomonti scelgono una regia sobria, fatta di tempi dilatati e inquadrature che insistono sugli spazi vuoti e sui dettagli corporei. Il linguaggio visivo è coerente con il tema dell’assenza: ciò che conta non è ciò che accade, ma ciò che manca. La macchina da presa osserva senza invadere, lasciando che siano i respiri, gli sguardi e le pause a raccontare la storia.

Un volto che racconta dolore

Jenny De Nucci offre una performance intensa e controllata, basata più sulla sottrazione che sull’esplosione emotiva. Il suo volto diventa il vero campo di battaglia del corto: ogni minima variazione espressiva comunica un conflitto interiore profondo. L’attrice riesce a rendere credibile e universale un dolore privato, trasformandolo in un’esperienza condivisibile per lo spettatore.

Respirare l’assenza

Ti respiro riflette sul lutto emotivo, sulla difficoltà di lasciar andare e sul modo in cui l’amore può continuare a vivere anche quando non ha più una forma concreta. L’atmosfera è sospesa, malinconica, attraversata da una tensione costante tra desiderio e rassegnazione. Il titolo stesso diventa una chiave di lettura poetica: respirare qualcuno significa tenerlo dentro di sé, anche quando non c’è più.

Un corto che resta addosso

Con Ti respiro, Lorenzo Giovenga e Carlo Rodomonti firmano un cortometraggio delicato e coerente, che trova nella semplicità narrativa e nella forza interpretativa della sua protagonista il suo punto di maggiore efficacia. Un’opera che non cerca il colpo di scena, ma scava in profondità, lasciando allo spettatore un’emozione persistente, come un respiro che continua anche dopo la fine del film.

Exit mobile version