Alessio Lauria dirige il giovane attore e comico Nathan Kiboba in questa nuova serie comedy vincitrice del Premio Solinas Experimenta Serie 2023, disponibile su Rai Play . Liberamente ispirato alla vita del suo protagonista, Nathan K. è un racconto realistico, in cui emergono le insidie che si celano nella vita di un giovane lavoratore e stand-up comedian originario del Congo residente in Italia.
Al suo fianco, un cast di attori e comici emergenti: Chloe Vescovi nei panni di Diana, futuro avvocato di cui Nathan si invaghisce; Maurizio Bousso interpreta Damiano, migliore amico di Nathan; e Sebastiano Fumagalli nel ruolo di Mikele, un ragazzo giovane, simpatico e di successo, nonché rivale in amore del protagonista.
Quando la stand-up diventa racconto
Nathan, originario del Congo, è un giovane lavoratore che vive a Milano, dove coltiva il sogno di diventare un comico. In Italia, ha imparato a costruire la propria comicità a partire dalla sua esperienza personale, utilizzando l’ironia per ribaltare i luoghi comuni legati all’immigrazione. La sua permanenza è, tuttavia, ostacolata dalla burocrazia e dalla conseguente difficoltà di rinnovo del permesso di soggiorno (necessario per poter lavorare).
La stand-up comedy diventa un modo per ironizzare e per evadere dalla dura realtà di un lavoratore straniero in Italia. Nathan sarebbe disposto a tutto, persino a sposare una sconosciuta, pur di restare. Sarà l’incontro con una ragazza a sconvolgere i suoi piani e a rendere la sua vita più complicata di quanto già non lo fosse.
Nathan K. affronta il problema principale che affligge tanti giovani stranieri residenti in Italia: il rinnovo del permesso di soggiorno. La soluzione migliore per tutti sarebbe quella di un matrimonio combinato, fino a quando Nathan non incontra Diana, giovane, bella e con cui condivide le stesse origini. Verrà fuori che Diana è già impegnata con il carismatico Mikele, un ragazzo di successo pronto a conquistare Milano. Roso dalla gelosia e dall’invidia nei suoi confronti, Nathan, con l’aiuto del suo caro amico Damiano, organizza un piccolo scherzo, mettendo a rischio la sua possibilità di conquistare Diana. Riuscirà nel suo intento senza mandare tutto all’aria?
Il valore di un racconto autentico
Il realismo e l’autenticità emergono come elementi centrali di questa serie. La scelta di una sceneggiatura semplice e di una regia poco elaborata si rivelano essere il punto di forza di questo racconto, che conquista il pubblico e lo diverte.
Il regista, Alessio Lauria, definisce Nathan K. “una serie comedy senza battute scritte, che punta a far ridere raccontando il lato più divertente delle situazioni reali”. Sceglie una messa in scena essenziale, che evita movimenti di macchina eccessivi o tecniche ricercate, lasciando che siano i personaggi e le situazioni a guidare la narrazione.
Gli ambienti urbani di Milano vengono mostrati nella loro quotidianità più semplice, in cui bar, strade, appartamenti e locali notturni diventano spazi di passaggio e di confronto, mai idealizzati. Milano assume un ruolo importante, diventando quasi un “personaggio silenzioso” che accompagna le vicende del protagonista. La città che lo ha accolto viene raccontata nella sua dimensione più ordinaria e talvolta opprimente, fatta di burocrazia, precarietà e rivalità. Una realtà molto distante dall’idea a cui spesso il pubblico è abituato.
In questo contesto il protagonista tenta di costruirsi un futuro, muovendosi tra sogni artistici e necessità pratiche. La rappresentazione urbana della serie riesce a restituire un’immagine credibile dell’Italia contemporanea, in cui il desiderio di affermazione si scontra quotidianamente con ostacoli strutturali e sociali. Ed è grazie alla stand-up comedy che Nathan riesce a riappropriarsi della propria voce, in una città che spesso sembra non ascoltarlo.
Una voce nuova nel panorama italiano
Nathan K. rinuncia alla struttura seriale tradizionale per promuovere momenti e dialoghi che sembrano nascere spontaneamente, frutto dell’ironia e della semplicità che caratterizza gli attori stessi. La comicità diventa uno strumento per osservare la realtà con lucidità e autoironia, ottenendo un equilibrio perfetto tra la leggerezza e la riflessione.
L’esperienza personale di Nathan diventa la voce di un popolo che condivide la sua stessa visione del mondo, e cerca di affrontarlo con lo stesso sorriso con cui lui affronta la burocrazia italiana.
Lo stile narrativo di questa serie riflette pienamente l’identità del suo protagonista e il contesto da cui proviene. La stand-up comedy emerge come un vero e proprio linguaggio espressivo, capace di rompere la quarta parete e di creare una connessione diretta con lo spettatore. Le esibizioni non sono mai semplici momenti comici, ma spazi di confessione e di confronto, in cui il pubblico è chiamato a riconoscere dinamiche sociali spesso ignorate. In questo senso, la comicità si trasforma in uno strumento politico nel suo significato più autentico: raccontare il reale attraverso l’esperienza individuale, senza filtri e senza mediazioni.
Oltre la comedy tradizionale
Nel complesso, Nathan K. si distingue nel panorama seriale italiano per la capacità di comunicare dei temi così complessi in un modo semplice, ma efficace. In questo incontro tra comicità e realtà, la serie riesce a restituire un ritratto sincero dell’Italia di oggi, fatto di contraddizioni e ostacoli.
La risata non è mai fine a sé stessa, ma diventa un mezzo per esplorare il disagio e renderlo condivisibile. Attraverso lo sguardo del suo protagonista, questa serie dimostra come la comicità possa farsi strumento di un racconto sociale, capace di illuminare zone spesso trascurate del presente.
Nathan K. non pretende di rappresentare tutti, ma riesce a parlare a molti, innescando una riflessione dal sapore dolceamaro.