Reviews

‘Solo’: il nuovo progetto di Es Nova in dialogo con Dziga Vertov

Published

on

Es Nova è un collettivo fondato nel 2015 da Nicola Rosti, Erica Agostini e Alice Drudi. Il gruppo vuole sperimentare attraverso la musica di ricerca, la sound art e le arti visive un dialogo in tempo reale, sia dal vivo che in studio di registrazione. Le influenze musicali spaziano dal minimalismo, alle avanguardie elettroacustiche, prendendo spunti dal jazz, dal rock progressive e dal blues. Le opere di Es Nova si sviluppano a partire da un tema, una parola, un’immagine: attraverso il processo di improvvisazione, infine, esse prendono forma.

Negli ultimi anni il collettivo ha orientato la propria ricerca verso esperienze profondamente connesse all’audiovisivo, creando performance, video art, installazioni e site-specific in gallerie, musei e luoghi del contemporaneo.

Solo è il loro nuovo progetto: tre brani improvvisati in tempo reale in dialogo con il documentario L’uomo con la macchina da presa, importante opera di Dziga Vertov del 1929.

‘L’uomo con la macchina da presa’ e il suo contesto d’origine

Il documentario di Vertov nasce nel contesto russo degli anni Venti, in cui i cineasti dell’avanguardia sovietica vedono nel cinema un’arte rivoluzionaria e popolare. L’obiettivo del regista è ribadire la superiorità del documentario rispetto al cinema narrativo di finzione, come strumento a servizio della verità. Il suo “cine-occhio” è una nuova forma sovversiva di cinema, che mira a formare una coscienza collettiva riprendendo la realtà “così com’è”.

L’uomo con la macchina da presa diviene omaggio e celebrazione delle potenzialità del linguaggio cinematografico, sfociando anche nel meta-cinema. Vertov riprende istanti di vita quotidiana nella città di Odessa, spesso inserendo il cineoperatore stesso all’interno dell’inquadratura.

Il sonoro per ricostruire l’archivio

Non è un omaggio, invece, il modo in cui il collettivo utilizza il documentario di Vertov. Il suo “cine-occhio” scompone il mondo, lo analizza e lo ricompone per rivelarne ritmi nascosti. Le tre improvvisazioni di Solo operano sullo stesso terreno: il sonoro non ha funzione di accompagnamento, ma interroga le immagini e le rielabora secondo nuovi significati e nuovi ritmi. I brani le attraversano come fa l’operatore mentre viene ripreso tra la folla con la sua cinepresa. La presenza di Vertov risuona nelle loro sperimentazioni e crea un interessante collegamento tra passato e presente.

Le immagini sono restaurate digitalmente e svincolate dal loro montaggio originale. Solo 1 ricorda quasi un filmino di famiglia. Le scene sono dipinte di viola, un richiamo alla memoria e alle vecchie fotografie. Solo 2 è fondato sulla ripetizione costante di poche scene colorate di blu, manipolate attraverso accelerazioni e rallentamenti. Solo 3 dà il suo contributo alla connessione tra cinema e movimento, riutilizzando le riprese – dipinte di verde – della sala cinematografica e della macchina da presa che sembra animarsi, accompagnate dalla frenesia della vita urbana.

Ad oggi, esiste la consapevolezza che la realtà rappresentata nel film – anche nel documentario – è comunque sempre oggetto di manipolazioni e scelte stilistiche e formali. Le immagini possono essere estrapolate dal loro contesto d’origine e ridefinite anche attraverso il suono, come dimostra il lavoro di Es Nova. I tre brani improvvisati dialogano con questi nuovi accostamenti di immagini e i risultati comunicano la frammentarietà delle memorie e nuove relazioni sonore e spaziali.

Dialogo tra immagini del passato e sonoro contemporaneo

L’incontro tra Es Nova e Vertov è quindi una ricerca parallela sul ritmo del mondo, su come la memoria si costruisce per frammenti tra ciò che appare e scompare. Condividono un’idea comune di movimento, di trasformazioni di istanti. Il materiale d’archivio viene riletto secondo nuovi ritmi, il sonoro diventa montaggio in tempo reale attraverso cui decostruire e ricostruire il materiale d’archivio.

Il risultato è un’originale rilettura delle immagini del documentario in un contesto contemporaneo, in un dialogo tra passato e presente favorito dall’improvvisazione della colonna sonora.

Exit mobile version