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Golden Globe 2026: ‘Adolescence’ e ‘The Studio’ pronti alla scalata

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L’attesa per la serata dell’11 gennaio al Beverly Hilton cresce vertiginosamente, con i riflettori puntati sulla sfida per la miglior serie drammatica. La terza stagione di The White Lotus guida la classifica delle nomination totali, ben sei, ma il calo di consensi agli Emmy suggerisce una probabile sconfitta. Al contrario, la lotta per il podio si restringe a un testa a testa tra il medical drama The Pitt e il ritorno sci-fi di Scissione. Mentre HBO punta tutto sulla popolarità di Noah Wyle, favorito come miglior attore, Apple TV+ risponde con l’estetica distopica della sua serie di punta. La giuria della stampa estera, composta da circa quattrocento membri, sembra preferire l’innovazione di Scissione rispetto alla formula classica ospedaliera. Tuttavia, nelle categorie femminili, Rhea Seehorn potrebbe scavalcare la veterana Keri Russell grazie al successo di Pluribus, imponendosi come la vera rivelazione dell’anno televisivo appena concluso.

‘The Studio’ e il dominio della satira hollywoodiana

Nel comparto delle serie comiche, il panorama appare decisamente meno frammentato, con un unico grande protagonista pronto a fagocitare la concorrenza internazionale. The Studio, il nuovo fiore all’occhiello di Apple TV+, si presenta ai Golden Globe forte di un record incredibile di tredici statuette vinte agli Emmy. La narrazione satirica firmata da Seth Rogen sulle peripezie di uno studio cinematografico fittizio ha stregato i giurati, rendendo quasi certa la vittoria come miglior comedy. Rogen viaggia spedito verso il trofeo come miglior attore, lasciando poche speranze ad Adam Brody e ai veterani di Only Murders in the Building. Quest’ultima, nonostante le venti candidature storiche raccolte finora, rischia clamorosamente di restare ancora a mani vuote. In compenso, la sfida per la miglior attrice resta vivace: Jean Smart punta al terzo titolo per Hacks, ma deve guardarsi bene dal fascino pop di Kristen Bell e dalla costante presenza di Selena Gomez.

Adolescence: la marcia trionfale della miniserie evento

Se esiste un titolo capace di unire in modo unanime pubblico e critica, quello è senza dubbio Adolescence. Il dramma britannico targato Netflix, incentrato su un terribile caso di femminicidio commesso da un tredicenne, ha trasformato la stagione 2025 in un monologo creativo. Già vincitore di otto Emmy, il racconto di Stephen Graham si prepara a un plebiscito anche ai Golden Globe. Graham è il favorito assoluto come miglior attore, nonostante la concorrenza agguerrita di Charlie Hunnam e Matthew Rhys. La categoria delle attrici è invece l’unica davvero aperta a ogni scenario: Michelle Williams sembra in leggero vantaggio per Dying for Sex, ma Claire Danes e Sarah Snook restano in agguato con interpretazioni thriller di altissimo livello. Il successo di Adolescence dovrebbe estendersi anche ai premi per i non protagonisti, dove il giovanissimo Owen Cooper e l’intensa Erin Doherty sono pronti a sbaragliare la folta concorrenza dei comprimari.

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