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Il ritorno di Indiana Jones è una possibilità: Disney al lavoro per il dopo-Harrison Ford?

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Il ritorno di Indiana Jones rimane una possibilità concreta, anche dopo l’uscita di scena definitiva di Harrison Ford. Disney e Lucasfilm continuano a considerare il personaggio come un asset centrale della propria identità cinematografica, nonostante le difficoltà incontrate con l’ultimo capitolo.

L’importanza di Indiana Jones

La volontà di rilanciare il franchise nasce da una forte consapevolezza: Indiana Jones rappresenta uno dei simboli storici di Lucasfilm, al di fuori dell’universo di Star Wars, e conserva ancora oggi un immenso valore culturale e commerciale a livello globale. Lo è al punto da aver ispirato anche alcuni videogames che sfruttano la figura del noto archeologo per arricchire il plot narrativo. Basti pensare ad alcune delle migliori slot machine online, come Book of Dead e Book of Ra.

Il film Il Quadrante del Destino, uscito nel 2023, ha però segnato una battuta d’arresto importante. La produzione è costata circa 329 milioni di dollari e, secondo le stime, ha generato una perdita netta di circa 134 milioni. Il risultato negativo ha inciso sulle strategie future, spingendo Disney a riflettere su come e quando intervenire. La risposta del pubblico e della critica è stata tiepida, e ha mostrato un calo di interesse rispetto ai capitoli precedenti. Il tutto anche a causa della situazione legata ad Harrison Ford che, superati gli 80 anni, ha ovviamente delle forti difficoltà nell’interpretare un ruolo molto “fisico”.

Lo stesso Ford ha dichiarato in modo chiaro che la sua avventura nei panni dell’archeologo è da ritenersi conclusa. Questa presa di posizione ha chiuso ogni ipotesi di continuità diretta con l’attore che ha definito il personaggio fin dal debutto del 1981. La scelta ha costretto Lucasfilm a valutare delle strade alternative, tra cui un possibile reboot, inteso come una ripartenza completa della saga con un nuovo attore e una nuova visione narrativa.

Si apre l’era del dopo-Harrison Ford?

Le ipotesi iniziali di costruire un futuro della saga intorno al personaggio interpretato da Phoebe Waller-Bridge sono state accantonate in tempi rapidi. L’idea di un passaggio di testimone diretto non ha convinto né il pubblico, né i vertici dello studio. Allo stesso modo, la possibilità di un recasting con Chris Pratt è stata ufficialmente esclusa, a dimostrazione della cautela con cui Disney intende muoversi su un terreno molto delicato.

Il confronto con il passato resta inevitabile. Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo, uscito nel 2008, aveva incassato oltre 790 milioni di dollari a livello mondiale. Quel risultato aveva confermato la forza del marchio, pur in presenza di numerose critiche. Il contesto attuale, però, è profondamente cambiato. Il pubblico si mostra oggi molto più critico verso i reboot, visti sempre più spesso come prodotti motivati solo da ragioni commerciali.

Lucasfilm ha quindi espresso l’intenzione di “lasciare riposare” il franchise prima di introdurre delle nuove idee. Questa pausa viene considerata necessaria per ridurre la saturazione e permettere una rielaborazione creativa più solida. Secondo alcune fonti di settore, il lavoro dietro le quinte è già iniziato, ma ad oggi non vi sono alcune notizie ufficiali da parte di Disney e dei diretti protagonisti.

 

 

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