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Take Talk #1, il cinema indipendente a Padova

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Coltivare i propri sogni è fondamentale. Quello che può sembrare il più classico dei discorsi melensi e buonisti è in realtà, probabilmente, il trucco principale per una vita vissuta bene.

È importante avere dei sogni perché è seguendoli che ci possiamo muovere verso la versione migliore di noi stessi. Ma se non ci dovessero essere gli spazi e le possibilità di perseguire questi sogni? Beh, allora c’è chi si arrende. E c’è chi, volenteroso, si ritrova costretto ad andarsene via. Ma c’è anche chi, quegli spazi e quelle possibilità, decide di crearseli, per sé stesso e per gli altri.

È proprio questo l’obiettivo di Stefano Bolognini, Nicola Finotti e Matteo Giorato, tre giovani ragazzi veneti che hanno deciso di costruire uno spazio di condivisione di esperienze e di visioni, dedicato al fare cinema in maniera indipendente, sotto il nome di Take 049.

Take Talk #1, uno spazio per condividere le proprie realtà

Il primo evento di quella che si spera essere una lunga lista porta il nome di Take Talk #1. Non una semplice serata di proiezioni di cortometraggi indipendenti. bensì, una giornata ricca di masterclass e di Q&A con gli autori che presentavano le proprie opere. L’evento, organizzato dai ragazzi di Take 049 in collaborazione con il progetto YOLO di Fòrema, si è tenuto in data sabato 22 novembre, dalle 17 a mezzanotte. La location era la Sala Fronte del Porto del Cinema Porto Astra, un pilastro nel mondo del cinema e dello spettacolo di Padova.

Ad aprire le danze con le masterclass sono stati Eddy Mack Tour, nome d’arte di Edoardo Carraro, ed Elia Zaramella. Il duo di giovani registi si è specializzato nel video-making, integrando elementi di videoarte che arrivano dai loro studi e dai loro interessi. I due lavorano soprattutto nell’ambito della moda, anche con importanti brand del settore, e del videoclip musicale. Recentemente, per esempio, hanno realizzato il lyric video di un singolo di Big Fish, dal titolo Lato B, in collaborazione con Mecna e Guè.

Ma la cosa davvero curiosa è la loro storia, che in un certo senso è rappresentativa degli scopi di Take 049. I due hanno avuto percorsi diversi, ma paradossalmente molto simili, caratterizzati da ricerca e sperimentazione, che li hanno portati a sbagliare, ma senza mai arrendersi. Abitavano vicini da tutta una vita, ma l’hanno scoperto solo qualche anno fa per caso, e da lì hanno unito le loro forze per seguire una passione comune. Forse, il prossimo team di videomaker di successo si formerà proprio grazie a questo Take Talk, ma solo il tempo ce lo potrà dire con certezza.

Alla scoperta dell’industria del cinema indipendente

A prendere la parola è stato poi Marco Caberlotto, produttore cinematografico presso Kublai Film, di cui è tra i soci responsabili. Questa piccola compagnia, con sede a Venezia, è stata fondata nel 2005 ed è specializzata nella produzione e nella distribuzione di film e documentari. Nel corso degli anni, Kublai Film è riuscita a imporsi grazie a fruttuose collaborazioni, sia nazionali che internazionali, e a titoli quali Tiziano. L’impero del colore e Tintoretto. L’artista che uccise la pittura. Caberlotto ha discusso delle difficoltà di fare cinema indipendente in Italia, in particolare di come trovare fondi e canali di distribuzione, ma ha anche ribadito come occasioni del genere siano importanti per alimentare il dibattito e per puntare la luce su certe problematiche e sulle loro possibili soluzioni.

A chiudere le masterclass ci ha pensato Lucia Pornaro, progettista del settore culturale e audiovisivo presso ZaLab. Questo progetto, nato a Padova nel 2006, si contraddistingue per una forte componente di azione sociale, che spinge la loro attività di produzione a creare e a supportare documentari con tematiche di forte impatto legate al territorio e non solo. Così come Kublai Film, anche ZaLab si è spesso interfacciata con le difficoltà distributive tipiche dei canali mainstream. La loro soluzione? Crearsi la propria strada e aprire un nuovo canale. ZaLab View è infatti la piattaforma streaming pensata per un cinema del reale di stampo sociale, solidale e ambientale. Un luogo dove dare spazio anche a quei progetti, lontani dal circuito mainstream, che uno spazio, normalmente, non riuscirebbero a trovarlo.

Take 049 e l’importanza della comunità indipendente

Alle masterclass è poi seguito un aperitivo, forse il momento più importante della serata (e questo non solo perché la proposta di un aperitivo gratuito fa sempre gola). I ragazzi di Take 049 hanno infatti esplicitamente pensato a questo aperitivo come a uno spazio di networking. Giovani e volenterosi sognatori, alla ricerca di un’opportunità o con un progetto in testa, che si relazionano con persone con le stesse passioni e con obbiettivi comuni. Perché, alla fin fine, il grado zero del cinema è proprio questo: è dialogo, è comunità, è desiderio di mettersi in gioco con gli altri. E questo piccolo collettivo veneto, questa cosa, l’ha capita molto bene.

La serata con le proiezioni di Take Talk #1

Un altro succoso momento dell’evento di Take 049 è stato quello della proiezione di quattro cortometraggi indipendenti, con Q&A agli autori. Il primo corto è stato Ultima spiaggia, scritto e diretto dal padovano Cesare Bisantis. Con delicatezza ed eleganza, Bisantis, richiamando il cinema di Chantal Akerman, esplora la complessità delle emozioni e la fragilità dell’essere umano. I due protagonisti, chiusi in una vecchia villa cristallizzata nel tempo (come suggeriscono l’estetica vintage e la fissità delle inquadrature), sono personaggi persi nel loro dolore, che si trovano quasi per caso, accettando un insolito gioco delle parti per tentare insieme una catartica fuga dalla sofferenza. Affrontando temi come la depressione e il vero significato dei rapporti familiari, Ultima spiaggia segna il perfetto debutto di una serata ricca di grandi piccole storie.

A seguire, Elia Zaramella torna sul palco per presentare il suo docu-film Areté, il toccante racconto dell’artista paraguayana Lucy Yegros. Con la sua videocamera, Zaramella svela uno stile di vita molto diverso da quello frenetico del modello capitalista. Quello di Lucy è infatti uno stile di vita fondato sulla calma e sulla pace, sulla contemplazione del mondo e sul contatto con la natura. In questo contesto idilliaco, la vecchia Lucy ripercorre la propria vita, anticonformista e indipendente, e la propria storia artistica, ricordando il suo grande amore e riflettendo sull’inevitabilità della morte. Arrivati a fine visione, risulta impossibile non essersi affezionati a questa simpatica donna, anziana fuori, ma ancora giovane e rampante dentro.

Le voci e le storie degli autori indipendenti

Si prosegue poi con Il Nido, scritto e diretto da Daniele Fugarese, la dimostrazione che, anche con pochi soldi, ma con tanta creatività, si può fare un cinema diverso. Il Nido è infatti un piccolo racconto di formazione a tinte fantasy, che può ricordare film come Il racconto dei racconti, in cui il comparto tecnico non può che lasciare a bocca aperta. Fugarese crea infatti un immaginario che mescola sapientemente le atmosfere delle fiabe dei fratelli Grimm con un’estetica anni ’80, golden age del cinema fantasy. Il tutto, in funzione dell’esplorazione di temi quali il desiderio di indipendenza, l’oppressione genitoriale e la paura dell’abbandono.

Conclude l’evento di Take 049 il corto Innamorati, del regista romano Cosimo Maj, una tagliente commedia nera che non ha paura di osare su temi tabù. Maj ci trasporta nel mondo del degrado e della microcriminalità di Roma, ambienti tanto cari al compianto Claudio Caligari, citato dal regista come onte d’ispirazione. Una Roma che si dipinge di tinte noir, grazie a una curata fotografia in bianco e nero e a riprese a mano che si avvicinano e che tallonano i due ragazzi protagonisti. Personaggi che diventano dei veicoli per raccontare le fragilità e gli aspetti più tossici di un certo tipo di mascolinità, quella dove domina la legge del più forte e la cultura del possesso. È quasi impossibile non rimanere coinvolti dalla sceneggiatura di questo corto, tanto dai dialoghi quanto dagli assurdi eventi, che raggiungono il culmine in un finale che dal disagio pesca una sua forma di poeticità.

Take 049 e la forza del cinema indipendente

La speranza è che Take Talk #1 sia solo il primo di una lunga serie di eventi organizzati da Take 049, in cui il cinema indipendente possa essere messo al centro del discorso e in cui possa trovare il suo spazio. Ma soprattutto, la speranza è che su queste basi si possa anche creare una ricca comunità di appassionati e sognatori. Significative, da questo punto di vista, sono anche le chiacchiere e le risate scambiate con il collettivo, con gli autori e con il pubblico in un bar dopo l’evento. Perché l’idea di cinema che Stefano, Nicola e Matteo vogliono promuovere è proprio questa. Un cinema che nasce in una serata tra amici, magari con pochi mezzi, ma con molte idee, tanta voglia di fare e il desiderio di dare voce a se stessi.

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