Doriana Gatta ha intervistato il regista Francesco Leprino in occasione dell’anteprima al RIFF – Rome Independent Film Festival del suo nuovo documentario Dialoghi della terra dei ghiacci presentato recentemente al Nuovo Cinema Aquila di Roma.
Prodotto dallo stesso Leprino per Al Gran Sole in collaborazione con il Consolato dell’Islanda e il Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati, il documentario propone un viaggio che unisce letteratura, poesia e paesaggio in un confronto silenzioso con la natura selvaggia dell’Islanda.
Trama di Dialoghi della terra dei ghiacci
Questa pellicola non è semplice cinema documentaristico: è un’opera che intreccia immagini spettacolari, riferimenti letterari e suggestioni poetiche per raccontare il rapporto profondo tra l’essere umano e l’ambiente naturale.
Al centro del racconto c’è l’Islanda, osservata dall’alto come un pianeta primordiale. Ghiacciai, terre vulcaniche, silenzi estremi e paesaggi quasi incontaminati diventano metafora di un mondo antico, ancora distante dalla presenza umana.
Il documentario mette a confronto due sensibilità lontane nel tempo ma unite da una stessa tensione interiore: Giacomo Leopardi con il celebre Dialogo della Natura e di un Islandese (1824) e il poeta e scrittore islandese contemporaneo Jón Kalman Stefánsson.
Attraverso i loro testi, l’opera costruisce un dialogo ideale in cui la natura non è madre benevola, ma forza primigenia, indifferente e immensa. Una natura che osserva l’uomo senza compassione, ricordandogli la propria piccolezza.
Pur ricco di immagini mozzafiato, Dialoghi della terra dei ghiacci non si limita a mostrare lo splendore dell’Islanda. Al contrario, invita lo spettatore a ripensare il rapporto tra uomo e ambiente, interrogarsi sul mito del “ritorno alla natura”, misurarsi con una realtà che è insieme bellezza e durezza.