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‘Fino alla fine del mondo’ Director’s Cut dal 9 dicembre al cinema

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CG Entertainment è orgogliosa di portare al pubblico italiano – dopo Il Cielo sopra Berlino, Così lontano, così vicino!, Buena Vista Social Club e Paris, Texas – un altro capolavoro di Wim Wenders restaurato in 4K: Fino alla fine del mondo – Director’s Cut. L’opera sarà distribuita in sala dal 9 dicembre.

Per celebrare l’uscita del film CG Entertainment ha realizzato un nuovo trailer italiano, approvato dalla Wim Wenders Foundation e accompagnato dai brani A Ghost Story e Dead Labour tratti dall’album Through metaphors, assonance but mostly by differences dei Goro Hanada.

La Director’s Cut come atto di liberazione

“In principio era la parola. E se alla fine rimanesse solo l’immagine?” Eugene

La Director’s Cut di Fino alla fine del mondo si presenta come un’opera monumentale, che travalica i limiti della fantascienza tradizionale per farsi specchio inquietante della nostra contemporaneità. La visione di Wenders è profetica. In un’epoca in cui il culto dell’immagine ha invaso ogni aspetto della vita quotidiana e il virtuale ha progressivamente eroso le relazioni autentiche, il film si impone con una forza disarmante, anticipando questioni che sono diventate il fulcro del dibattito sociale e culturale contemporaneo.

Frustrato dalla versione imposta dai suoi distributori, Wim Wenders ha creato la Director’s Cut due anni dopo l’uscita del film nelle sale. Con una lunghezza di oltre quattro ore, questa versione risponde alle sue intenzioni e all’epicità della storia. Fino alla fine del mondo è “il road movie definitivo”, un viaggio intorno al globo, che si snoda lungo un itinerario geografico e spirituale, che attraversa continenti e coscienze, un’odissea moderna che riecheggia il mito antico di Omero.

Fino alla fine del mondo‘: le immagini che permettono il ricordo

Per permettere alla moglie cieca (Jeanne Moreau) di vedere, il Dr. Farber (Max von Sydow) sviluppa una tecnica innovativa che consente di trasferire le immagini registrate nel cervello di persone vedenti direttamente nel sistema visivo di chi è non vedente. Suo figlio Sam (William Hurt), desideroso di aiutare la madre, intraprende un viaggio intorno al mondo per ripercorrere e registrare le tappe significative della sua vita, in modo da potergliele mostrare. Margot (Solveig Dommartin), una donna francese innamorata di Sam, decide di seguirlo. Tuttavia, è a sua volta seguita dallo scrittore Eugene (Sam Neill), che si dedica a documentare le sue avventure.

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