Festival del cinema di Porretta Terme

Festival del Cinema di Porretta Terme: la 24esima edizione

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Dal 6 al 13 dicembre il Festival del Cinema di Porretta Terme vivrà la sua 24ª edizione. A sostenere il Festival sono: la Regione Emilia-Romagna (attraverso l’Emilia-Romagna Film Commission), il MiC e il Comune Alto Reno Terme. Affiancati da: la Cineteca di Bologna, il CSC e le principali realtà culturali della zona. Tra gli sponsor: Helvetia, Coop Reno, BCC Felsinea, Piquadro, Gaggia, Trenitalia Tper e ViviAppennino. La manifestazione gode inoltre del patrocinio della Città Metropolitana e dell’Unione Appennino Bolognese.

Un festival dalla storia importante 

L’Associazione Porretta Cinema, che porta avanti l’iniziativa da oltre vent’anni, rinnova l’impegno di ampliare l’offerta culturale dell’Alta Valle del Reno. Proseguendo idealmente il percorso tracciato dalla Mostra del Cinema Libero di Porretta. Negli anni Sessanta questo appuntamento divenne un riferimento per il cinema d’autore e per il dibattito politico e culturale. Qui vennero presentati, senza censure, titoli come La classe operaia va in paradiso (Elio Petri) e Ultimo tango a Parigi (Bernardo Bertolucci), accompagnati dai protagonisti. Oggi quello spirito sopravvive nella volontà del festival di mantenere vivo il dialogo tra pubblico e autori in un contesto informale e accessibile.

La valle dei sorrisi e Unicorni 

La selezione della nuova edizione si concentra su opere italiane del 2025. Tra i protagonisti La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli e Unicorni di Michela Andreozzi. La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli introduce uno scenario isolato e apparentemente luminoso, dove un rituale oscuro coinvolge un adolescente capace di assorbire il dolore altrui. Un’opera diretta e misteriosa, guidata dal protagonista Michele Riondino e da un cast corale.

Con Unicorni, Michela Andreozzi adotta un registro più intimo raccontando le fragilità di una famiglia progressista alle prese con il desiderio del figlio di vestirsi da Sirenetta per la recita scolastica. Edoardo Pesce e Valentina Lodovini interpretano due genitori costretti a confrontarsi con le proprie contraddizioni e a sostenere il bambino in un percorso che mette in discussione stereotipi e aspettative condivise.

La vita da grandi, Le città di pianura e Una cosa vicina

La vita da grandi di Greta Scarano sposta l’attenzione sul rapporto tra fratelli: Irene torna a Rimini per aiutare Omar, suo fratello maggiore, determinato a inseguire i propri sogni. È un racconto sull’età adulta, sostenuto dall’interpretazione di Matilda De Angelis.
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Con Le città di pianura di Francesco Sossai, invece, la notte nella pianura veneta diventa occasione di un’inaspettata amicizia tra un giovane studente di architettura e due cinquantenni alla deriva. Il film, con Filippo Scotti e Sergio Romano, unisce disillusione, ironia e desiderio di reinventarsi.

In Una cosa vicina, Loris G. Nese rilegge una famiglia segnata da lutti e violenza attraverso lo sguardo di un protagonista adulto che usa il cinema come unico strumento per ricostruire la propria identità. Nel film compaiono Francesco e Mario Di Leva.

Un western italiano contemporaneo: Testa o croce?

A chiudere la panoramica italiana è Testa o croce? di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis, che dopo Re Granchio tornano a un immaginario epico e popolare ambientato ai primi del Novecento. Nadia Tereszkiewicz, Alessandro Borghi, John C. Reilly e Peter Lanzani danno vita alla storia dell’arrivo del Wild West Show di Buffalo Bill a Roma e alla fuga romantica e maledetta di Rosa e Santino.

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