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‘Bis Repetita’, la commedia scolastica che sa sorridere e riflettere

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Su RaiPlay è approdata una piccola sorpresa del cinema francese: Bis Repetita, commedia diretta da Émilie Noblet al suo primo lungometraggio, che porta di nuovo la scuola sul grande schermo, ma con una leggerezza che non scade mai nell’aria fritta. Qui la prof di latino non è un’eroina né una macchietta: è una donna colta ma stanca, ironica suo malgrado, incapace di credere sia in sé che nei suoi studenti. E proprio per questo incredibilmente riconoscibile. Il film, prodotto da Why Not Productions insieme a partner francesi e italiani, gioca con i ritmi della commedia per scivolare poi verso un tono più intimo, quasi sospeso, in cui il sorriso convive con una sottile amarezza. Nel cast spunta anche Francesco Montanari, che si diverte – con grande misura – a indossare i panni dell’antagonista: un “cattivo” credibile, niente affatto caricaturale, che dà al film una sfumatura inaspettata

Guarda la commedia francese Bis Repetita in streaming su RaiPlay

Di cosa parla Bis Repetita

La storia ruota attorno a Delphine (Louise Bourgoin), professoressa di latino ormai disillusa, e al giovane Rodolphe (Xavier Lacaille), idealista e appassionato della propria materia. Quando Delphine si ritrova a gestire una classe difficile, i piccoli inganni, le fragilità e le dinamiche tra studenti e insegnanti cominciano a intrecciarsi, creando situazioni ironiche ma anche toccanti.

Tra esercizi di latino, malintesi e dialoghi divertenti, il film esplora il rapporto tra entusiasmo e cinismo, responsabilità e leggerezza, mostrando come anche nelle piccole tensioni quotidiane possano nascondersi momenti di umanità e di scoperta reciproca.

Il latino come filo narrativo

Uno degli aspetti più originali di Bis Repetita è l’uso del latino. Non una lingua morta da esercitare, ma un pretesto narrativo che crea occasioni di dialogo, conflitto e ironia. Rodolphe cerca di trasmettere passione e rigore, mentre Delphine osserva il mondo con distacco e ironia: il contrasto tra entusiasmo e cinismo genera molte delle scene più riuscite del film.

In alcune sequenze, un esercizio di traduzione diventa il detonatore di battute sottotono e piccoli scontri tra studenti, facendo emergere personalità e fragilità. Qui Noblet dimostra di sapere dosare il tono: non cerca la risata ad ogni costo, ma crea momenti di sorriso naturale che restituiscono il ritmo della vita scolastica.

Personaggi tra cliché e autenticità

Se Delphine e Rodolphe incarnano archetipi noti – la prof cinica e l’insegnante idealista – il loro trattamento resta fresco grazie alla scrittura calibrata e alle interpretazioni naturali. È difficile non pensare alla Cameron Diaz di Bad Teacher (2011), ma la versione francese è più morbida, quasi malinconica: il cinismo non diventa cattiveria, l’entusiasmo non diventa caricatura.

Gli studenti sono caratterizzati con cura: ciascuno ha il suo tratto distintivo e momenti di crescita. Alcuni ricadono nei cliché tipici delle commedie scolastiche, ma Noblet li utilizza come sfondo per far emergere l’umanità dei protagonisti.

Francesco Montanari: il cattivo credibile

La presenza dell’attore italiano Francesco Montanari (La volta buona, La settima onda) aggiunge al film una nota internazionale. Il suo personaggio non è il cattivo sopra le righe della tradizione comica, ma un supervisore severo e pragmatico.

Montanari gioca con misura, dando al film un antagonista credibile che accentua i conflitti senza appesantire la narrazione. È uno dei dettagli che fa percepire la cura della produzione nell’equilibrio tra comicità e realismo.

Regia e stile: osservare senza sovrastare

Émilie Noblet adotta uno stile essenziale: la macchina da presa resta in secondo piano, la fotografia valorizza ambienti quotidiani e momenti di viaggio (tra cui una breve parentesi a Napoli) e la musica accompagna senza guidare. L’osservazione dei gesti, delle pause e dei silenzi crea un film che respira e lascia respirare i personaggi.

Il ritmo è calibrato: le scene comiche si alternano a momenti di introspezione, la malinconia affiora senza appesantire, e la leggerezza della scrittura rende il film godibile e piacevole da seguire.

Una commedia godibile e sottile

Bis Repetita non punta a far ridere a ogni scena né a sorprendere con colpi di scena spettacolari. È una commedia che si muove su un registro più delicato, capace di unire ironia sottile e malinconia leggera. La scrittura è solida, gli attori ben diretti, e la scelta di lasciare spazio all’improvvisazione rende alcune scene spontanee e divertenti senza apparire forzate.

Chi cerca una risata immediata potrebbe rimanere leggermente deluso, ma chi apprezza i dettagli, i piccoli momenti di umanità e la capacità di far emergere fragilità con delicatezza troverà in questo film un piccolo gioiello. La scuola, con le sue regole e contraddizioni, diventa il pretesto per raccontare fallimenti, seconde possibilità e la sottile ironia della vita.

Conclusione: tra leggerezza e malinconia

Bis Repetita si distingue nel panorama delle commedie francesi per il suo equilibrio: ironico senza essere superficiale, malinconico senza diventare pesante, realistico senza rinunciare alla leggerezza narrativa.

Grazie a un cast misurato, alla regia attenta di Noblet e a piccoli dettagli come l’antagonista di Montanari, il film riesce a conquistare lo spettatore. Non rivoluziona il genere, ma sa raccontare la scuola – e le persone che la attraversano – con delicatezza, calore e una sottile, piacevole malinconia.

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