CiakPolska Film Festival

’25 Years of Innocence’: un duro dramma carcerario ancora attuale

Il resoconto di quanto accadde a Tomasz Komenda, arrestato e incarcerato ingiustamente

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Passato alla XIII edizione del Ciakpolska, kermesse che propone alcune delle migliori produzioni del cinema polacco, 25 Years of Innocence di Jan Holoubek, sebbene realizzato cinque anni fa, riesce ancora a suscitare riflessioni sulla giustizia e i dubbi che la circonfondono.

Prodotto dalla polacca TVN (canale tv generalista della Polonia) e dal Polish Film Institute, questo esordio registico nel lungometraggio di Holoubek è basato sulla vera storia di Tomasz Komenda, imprigionato per un brutale omicidio e rimasto in carcere per moltissimi anni, sebbene innocente.

25 Years of Innocence per Tomasz Komenda

Tomasz Komenda (Piotr Trojan) è un giovane ragazzo come tanti, quando la sua normale routine viene brutalmente interrotta: arrestato e condannato ingiustamente a 25 anni di carcere con l’accusa di aver violentato e ucciso un’adolescente, nei lunghi anni di reclusione fu picchiato, minacciato e umiliato.

Un resoconto duro, forse a volte troppo

In questo quinquennio Jan Holoubek ha realizzato maggiormente – e con successo – opere per la tv. Solidi prodotti d’intrattenimento spettacolare, ma anche attenti verso l’umanità dei personaggi, questi schiacciati in catastrofi naturali o umane.

Ciò è riscontrabile già nel suo esordio nel lungometraggio, ossia 25 Years of Innocence, che legando “spettacolo” e introspezione emotiva e psicologica, riracconta la tragica vicenda del giovane Komenda. Improvvisa tragicità che ci viene sbattuta subito in faccia, con il feroce arresto del ragazzo nella tranquillità familiare. Per mettere visivamente in rilievo come quello che seguirà sarà di forte impatto.

Vivide immagini – e suoni/rumori – che così fanno risuonare la violenza di tutto quel fattaccio. Ma al contempo, instillare inizialmente il dubbio nello spettatore che forse Komenda sia il colpevole e quindi meritevole di quel trattamento. Uno stupro, soprattutto verso un minore, è sempre accolto con rabbia e disgusto dal popolo, che vuole vendetta e finanche la pena di morte.

25 Years of Innocence, dal titolo in ogni modo programmatico, è un film che si incasella facilmente nel proficuo genere carcerario e/o in quello dei film giudiziari. Tutto l’iter dei cliché (arresto, processo, carcerazione, soprusi) è rispettato alla regola, come in un film americano che si rispetti. Però… con più virulenza.

È proprio questa durezza – o crudezza – benché si riallacci alla cronaca reale, che vorrebbe ammantare il film di sfumature documentaristiche. A volte sorge il dubbio che Jan Holoubek, che ha scritto la sceneggiatura assieme a Andrzej Golda, non abbia ecceduto. Non per semplice compiacimento, ma per cercare a tutti i costi una messinscena reale benché il film sia palesemente soltanto finzione.

E ciò si nota per lo squilibrio con il sub-plot inerente all’indagine poliziesca. Come se fosse stata inserita nella trama soltanto per raccontare didascalicamente al pubblico come è andata la vicenda. 25 Years of Innocence rimane comunque un solido film, che si poggia anche sull’ottima interpretazione di Piotr Trojan.

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