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Il Doha Film Festival si apre con un potente omaggio a Hind Rajab

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Il Doha Film Festival, appena inaugurato, si è aperto giovedì con un momento profondamente toccante: il pubblico si è riunito per la première MENA di The Voice of Hind Rajab, il film urgente e straziante di Kaouther Ben Hania su Gaza.

La proiezione è stata introdotta da Wissam Hamada, la madre di Hind Rajab, sei anni, la cui ultima telefonata registrata è al centro del documentario.

Una storia nata da una tragedia reale

Il film ricostruisce le terrificanti ultime ore di vita di Hind, il 29 gennaio 2024, quando il veicolo su cui viaggiava con i parenti fu colpito da un proiettile israeliano mentre tentava di fuggire dal sud di Gaza. Solo Hind sopravvisse all’attacco iniziale, chiedendo ripetutamente aiuto tramite la linea telefonica della Mezzaluna Rossa Palestinese.

La sua voce, registrata durante le disperate conversazioni, costituisce la spina dorsale emotiva del film: una bambina sola, terrorizzata, che implora di essere salvata.

Il messaggio di una madre

Di fronte a una folla silenziosa a Doha, Hamada ha condiviso il peso del suo dolore:

“Hind se n’è andata, ma la sua voce mi sveglia ogni alba”, ha detto al pubblico, parlando delle ultime ore di sua figlia e della sua missione personale di portare avanti le voci dei bambini di Gaza.

Hamada è stata evacuata da Gaza a settembre dopo lunghe trattative ed è salita sul palco con la regista Kaouther Ben Hania e i membri del cast Saja Kilani, Motaz Malhees, Clara Khoury e Amer Hlehel, insieme a veri membri dello staff della Mezzaluna Rossa, i cui sforzi per salvare Hind sono raccontati nel film.

Una riunione al festival

Ben Hania ha ringraziato Doha per aver riunito la comunità allargata del film per la prima volta dalla produzione.

Con il sostegno di sostenitori come Brad Pitt, Joaquin Phoenix, Rooney Mara, Alfonso Cuarón e Jonathan Glazer, il film ha debuttato alla Mostra del Cinema di Venezia, ricevendo una standing ovation di 23 minuti, un record.

Hamada ha scelto di non rimanere in sala per la proiezione, ammettendo che potrebbe non riuscire mai ad assistere alla ricostruzione degli eventi che hanno circondato la morte della piccola.

Un viaggio globale in vista

The Voice of Hind Rajab è il film tunisino candidato ufficialmente agli Oscar e, dopo Doha, sarà proiettato a Marrakech e al Red Sea Film Festival in Arabia Saudita, continuando a portare l’attenzione internazionale sulla storia di Hind.

Fino al 28 novembre, il festival proietterà 97 film provenienti da 62 paesi, tra cui quattro anteprime mondiali e 49 anteprime regionali.

Il nuovo evento rappresenta un’importante espansione della programmazione del Doha Film Institute, un’evoluzione dell’Ajyal Film Festival, un festival incentrato sulle famiglie che si è svolto per oltre un decennio.

Una pietra miliare per il Doha Film Institute

La direttrice del festival e CEO del DFI, Fatma Hassan Alremaihi, ha sottolineato l’importanza del momento:

“Questo è un anno importante: 15 anni di fede in una visione che ora è diventata realtà. Il DFI è la promessa che ogni voce conta e che l’arte avrà sempre una casa in Qatar”.

Premio all’eccellenza artistica

La serata di apertura ha incluso anche la consegna del primo premio del Doha Film Festival Creative Excellence Award all’attore siriano Jamal Soliman e alla star franco-iraniana Golshifteh Farahani, per celebrare il loro contributo al cinema globale.

Il festival prosegue venerdì con le anteprime MENA di Blue Heron, My Father and Qaddafi e The Christophers, presentati di persona dal regista Steven Soderbergh e dall’attrice Michaela Coel.

Altri ospiti internazionali attesi nei prossimi giorni includono Ramy Youssef, Mo Amer, Engin Altan Düzyatan, Jassim Al Nabhan, Dorra Zarrouk, Saint Levant, il regista Jim Sheridan e il fotografo Misan Harriman.

Fonte: Deadline

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