Glocal Film Festival
Glocal Film Festival 2025 Celebrati i talenti dell’edizione 2025
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2 settimane agoon
Si è conclusa questa sera a Torino la 24esima edizione del Glocal Film Festival, organizzato dall’Associazione Piemonte Movie con la direzione artistica di Alice Filippi e Alessandro Gaido. Nel corso della cerimonia di chiusura, al Polo artistico “Le Rosine”, le Giurie tecniche hanno proclamato i vincitori delle varie sezioni competitive.
Questa la motivazione della Giuria: “Per la capacità di riportare in vita -con autenticità, calore e lucidità storica- un luogo simbolo della controcultura piemontese, della scena musicale italiana ed internazionale, il film si distingue come un’opera che sa trasformare la memoria locale in un racconto universale. Attraverso materiali d’archivio preziosi, spesso imperfetti e per questo ancora più vibranti, il film restituisce il sapore genuino di un’epoca in cui la musica era incontro, sperimentazione, famiglia allargata. La voce fuori campo del figlio dei fondatori, intima e partecipe, guida lo spettatore all’interno della “grotta” che fu rifugio creativo, palcoscenico spontaneo e crocevia di artisti destinati a diventare culto. Il documentario ricostruisce con delicatezza e rigore la storia di un locale piccolo, periferico eppure centrale nel sentire di una generazione: un luogo capace di intrecciare folklore locale e cultura internazionale, radici e visione, memoria e futuro.
Per aver saputo celebrare la forza della comunità, il valore degli spazi culturali indipendenti e l’energia irripetibile della musica dal vivo”.
Tra i documentari in forma breve, invece, si è aggiudicato il Premio Torèt Doc Short (500 euro) l’opera Bonneville Brothers di Tommaso Magnano, presentata in anteprima nazionale, che ripercorre la straordinaria avventura di due fratelli di Chivasso nelle lande dello Utah.
Per la Giuria il merito è di “averci reso testimoni di un’impresa audace ed eccezionale: quella di due fratelli che inseguono il sogno della velocità e lo realizzano con le loro mani, grazie al loro ingegno e al loro coraggio. Non sentiamo le loro parole o i loro pensieri ma percepiamo le loro emozioni. I paesaggi sconfinati del deserto salato dello Utah insieme allo stile del film riescono ad allargare la portata della storia individuale conferendo a questo road movie in bianco e nero un tono quasi epico”.
È stata anche assegnata una menzione speciale a La videoteca di Maximilien Dejoie: “Per la capacità di trasformare un piccolo spazio di provincia in una riflessione sulla memoria e sul cinema, “La Videoteca”, attraverso immagini adattate all’epoca di volta in volta affrontata, invita lo spettatore a riflettere su cosa significhi oggi “vedere” e “ricordare”.
Infine per Spazio Piemonte, la sezione competitiva dedicata alle opere di fiction sotto i 20 minuti di durata realizzate in regione o da crew piemontesi, il Premio Torèt – Miglior Cortometraggio (1.500 euro) è andato a Conchiglia di Mario Grigolon, Matilde D’Ottavio, Federica Murolo e Sofia Stoynova. Il corto, prima opera d’animazione prodotta dal Centro Sperimentale di Cinematografia a vincere un’edizione del Glocal, racconta la storia di un timido ragazzino dal “profetico” nome Giona, che si lascia avvolgere dalle profondità marine e dalle sensazioni che prima lo spaventavano. Il premio è stato assegnato con la seguente motivazione: “Per la maturità, il coraggio e l’intelligenza di aver utilizzato l’animazione per raccontare, ad adulti e non, un tema come la sessualità, indagando in maniera delicata l’intimità con il proprio corpo senza censura. Per la sinergia tangibile di un lavoro collettivo che è stato in grado di raccontare una storia con uno sguardo unico e fortemente poetico”.
Menzione speciale, in questa categoria, a Dream Car Wash di Edoardo Brighenti: “Un film completo con uno sguardo registico chiaro, complesso, capace di amalgamare l’universo interiore della protagonista e la durezza della realtà circostante. Una grande maturità nell’utilizzo degli elementi filmici e un’intelligenza emotiva nel mantenere uno sguardo fraterno e complice nella realizzazione di un sogno”.
A votare i documentari -sia lunghi che corti- sono stati la regista Sara Fgaier, vincitrice del Premio Rolex per le Arti e di un Nastro d’Argento; Andrea Icardi, giornalista, regista e docente di produzione audiovisiva; Luisa Porrino, regista, autrice e produttrice. Per quanto riguarda Spazio Piemonte, invece, la Giuria era composta da Giuseppe Garau, regista e sceneggiatore vincitore del Gran Premio della Giuria allo Slamdance 2024; Cristina Renda, attrice di Teatro e Cinema nonché esercente cinematografica, e Patrizia Roletti, direttrice artistica di Nazra Palestine Short Film Festival.
Anche le spettatrici e gli spettatori del Glocal 2025 hanno potuto votare i propri titoli preferiti, assegnando il Premio del Pubblico, uno per sezione, con riconoscimenti offerti dall’Azienda Vitivinicola Santa Clelia di Mazzè (Torino). Questi i film vincitori per ciascuna categoria:
- Panoramica Doc: Anime violate, di Matteo Balsamo
- Doc Short: Non per metodo ma per intuito, di Francesco Ferraris
- Spazio Piemonte: Restare, di Fabio Bobbio
Si sono inoltre svolte le premiazioni dell’undicesima edizione di Professione Documentario, percorso di promozione e formazione sul Cinema del reale che quest’anno ha coinvolto oltre 700 studenti e studentesse da 11 istituti superiori di tutto il Piemonte e a cui è spettato il compito di indicare il film vincitore. Ad aggiudicarsi il Premio (500 euro) è stato Das Rad. Viaggio di una bicicletta di Ambra Tonini, ricostruzione documentale e intima del rapporto tra la famiglia dell’autrice e quella di Edmund, il bambino tedesco con cui il nonno della regista riparò la bicicletta utilizzata per fuggire dalla Germania nel 1945.
La cerimonia di premiazione è stata anche occasione per assegnare il Premio Prospettiva Glocal 2025 a Emilio Scarpa, co-protagonista di Sulla terra leggeri, esordio alla regia di Sara Fgaier realizzato anche grazie al TorinoFilmLab e presentato al Locarno Film Festival: “esordiente, con un lavoro apprezzato dalla critica internazionale, Emilio Scarpa è un giovane talento (anche) del nostro Teatro, torinese di adozione e ai primi promettenti passi della sua carriera”.
Il riconoscimento nasce per dare uno sguardo sul futuro ed è stato assegnato, nelle passate edizioni, a Beatrice Arnera, Marina Occhionero, Daniela Scattolin, Jozef Gjura e Carlotta Gamba.
Il Festival si è quindi chiuso al Cinema Massimo, dove si è tenuta gran parte delle proiezioni di questa settimana, con la presentazione de Il bar del cult, regia di Mirko Zullo da un’idea di Rocco De Vito. Una pellicola che racconta genesi, apoteosi e decadenza della commedia all’italiana, soprattutto di quella erotica. Un viaggio nel Cinema, ma anche nei costumi e nella società italiana, con tante interviste ai personaggi che hanno creato quel mondo, tra cui gli attori Andrea Roncato e Urs Althaus, che hanno preso parte alla serata. La pellicola andrà poi in tour nelle sale di molti dei Presìdi Cinematografici Locali della rete Piemonte Movie sul territorio regionale.
Il Glocal Film Festival 2025 si è svolto a Torino dall’11 al 15 novembre, con proiezioni ed eventi al Cinema Massimo e in altre sedi, presentando complessivamente 51 film tra lungometraggi, documentari e cortometraggi, di cui 25 in concorso. Tra le pellicole fuori concorso si sono distinti i restauri di Esterina e Reazione a catena (Ecologia del delitto), le proiezioni di DOM e di Sulla terra leggeri, e gli omaggi a Gianfranco Barberi e Fredo Valla.
«Siamo molto soddisfatti di come si sia sviluppata questa edizione, inaugurata con la consegna del Premio Bosca – Viaggio in Piemonte a un personaggio del calibro di Alberto Barbera, amico del nostro Festival fin dalle sue primissime edizioni –dichiarano i direttori artistici Alice Filippi e Alessandro Gaido– Abbiamo voluto denominarla “Passaggi”, in primis per il cambio di data che ci ha portati in autunno, nell’ambito del lungo Mese del Cinema torinese. Ma anche perché, per noi come per il mondo che ci circonda, questo è un periodo di transizioni e di cambiamenti e restiamo convinti che il Cinema e la Cultura debbano fornire una chiave di interpretazione del presente e una visione dei futuri possibili, senza mai dimenticare le nostre origini e i legami più veri, profondi e umani. Il successo del focus Palestina-Gaza, a partire dalle centinaia di ragazzi delle scuole portati in sala, rappresenta la sintesi più efficace di questa nostra visione».
Proseguono intanto la mostra dedicata ai 25 anni di Piemonte Movie all’Unione Culturale Franco Antonicelli (Palazzo Carignano), con ingresso libero e orario di apertura 15-19 tutti i giorni fino al 30 novembre; nonché gli appuntamenti “off” del Glocal in tutto il Piemonte con protagonista il film Italo Calvino nelle città di Davide Ferrario e Marco Belpoliti in tour regionale e con la proiezione di Requiem di Gianfranco Barberi in programma lunedì 17 novembre al Cinema delle Valli di Villar Perosa (TO).
Il Glocal Film Festival 2025 è stato organizzato dall’Associazione Piemonte Movie e dal Cinema delle Valli, con il contributo di Regione Piemonte e Fondazione CRT e con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino, del Comune di Torino e del Comune di Villar Perosa.
Ha visto la preziosa collaborazione con Film Commission Torino Piemonte, TFI, Museo Nazionale del Cinema, Cineteca Nazionale – CSC, Agis-Anec Piemonte e Valle d’Aosta e Rai Teche. Main Partner: Bosca. Partner culturali Unione Culturale Franco Antonicelli, Polo delle Rosine e Distretto Cinema. Media Partner: Rai TGR, Cinemaitaliano.info, Agenda del Cinema, Taxi Drivers e Strade Perdute. Con il sostegno di Rosmini International Campus, Cinelab, ODS, Conservatorio Giuseppe Verdi, Liceo Cavour, Santa Clelia, Pantaleon, Machiavelli, Tre da Tre e Piatino. Con la partecipazione di Nazra Palestine Short Film Festival, Contemporanea International Film Festival, Associazione Torinese Tram Storici, Coorpi, Cinema Baretti, Streeen e Ij Pasté ‘d Carignan.
LE MACABRE ROCK CLUB – LA FAMIGLIA DEL ROCK ITALIANO
Italia, 2025, 70′, Col
Regia, soggetto: Luca Busso
Sceneggiatura: Luca Busso, Giuseppe Napoli
Fotografia: Beppe Gallo
Montaggio: Marco Ferrara
Musica: Repertorio
Suono: Marco Montano, Pietro Jona (suono), Marco Furlani (montaggio audio)
Produzione: Nightswim
Location piemontesi: Bra (CN)
Nel 2008 chiuse per sempre Le Macabre, storico rock club di Bra, considerato il CBGB’s italiano. Nato negli anni ‘80, divenne un punto di riferimento per la scena musicale nazionale, nonostante sorgesse in una cittadina di provincia. Sul suo palco si esibirono centinaia di band e artisti, tra cui Diaframma, Africa Unite, Subsonica, Massimo Volume, Vinicio Capossela, C.C.C.P. e persino Nico dei Velvet Underground. Per più di una generazione di giovani fu un luogo mitico, un crocevia di musica ed esperienze.
La sua storia coincide con quella della famiglia Busso, che lo gestiva, ma anche con quella di musicisti e pubblico che in quegli anni credevano in un nuovo linguaggio musicale. Lontano dall’ombra dei cantautori degli anni Settanta, Le Macabre rappresentò la nascita e l’affermazione del rock italiano. Attraverso i ricordi di chi lo ha vissuto, emerge il ritratto di un’epoca di energia, ribellione e voglia di cambiamento, che trovò in quel piccolo club un palcoscenico indimenticabile.
Luca Busso
Autore e regista piemontese. È stato direttore artistico del club Le Macabre e del festival Corto in Bra. Ha realizzato cortometraggi quali Anni di Latta, presentato alla Berlinale, al TIFF e al Cortinametraggio oltre a documentari per la tv come Uno due hop! in concorso all’IDFA. Lavora attualmente come autore televisivo, realizzando programmi tv tra cui Il Collegio, MasterChef e Pechino Express.
Filmografia:
Uno due hop! (cm, 2023), Devics in Roma (video concerto, 2001), Anni di Latta (cm, 2000).
BONNEVILLE BROTHERS
Usa/Ita, 2023, 8′, B/N
Regia, soggetto e sceneggiatura: Tommaso Magnano
Fotografia: Tommaso Montaldo, Tommaso Magnano
Montaggio: Diego Berré
Musica: Antonio Cavicchioni
Suono: Francesco Rabaglia (Audio mix)
Produzione: Ramingo Produzioni
Location: Salt Lake Flats (USA)
L’ultimo sogno, l’ultimo viaggio e l’ultimo disco di due vecchi fratelli italiani.
Tommaso Magnano
Tommaso Magnano è un produttore creativo e regista di Torino. Ha realizzato cortometraggi indipendenti premiati a festival nazionali e internazionali. Ramingo Produzioni è un collettivo di arti audiovisive, che crea produzioni originali indagando l’arte e la società contemporanea nelle sue derive.
Filmografia
Vado pazzo per le vacche (cm, 2011), Fool of Life (doc, 2014), L’inganno dell’arte (doc, 2017), Demons from Afar (doc/exp, 2022), Bonneville Brothers (doc, 2023).
CONCHIGLIA
Italia, 2025, 8’, Col.
Regista: Mario Grigolon, Matilde D’Ottavio, Federica Murolo, Sophia Stoynova
Soggetto, sceneggiatura: Mario Grigolon
Fotografia: Sofia Stoynova
Interpreti: Francesco Giorda
Montaggio: Mario Grigolon, Matilde D’Ottavio
Suono, musiche: Amos Cappuccio (originali)
Produzione: Centro Sperimentale di Cinematografia (sede Piemonte Animazione), Scuola Nazionale di Cinema
Giona, un ragazzino timido, non si diverte affatto sulla spiaggia affollata, come fanno i suoi amici. Ma quando incuriosito indossa il “sospensorio” che ha trovato fra gli scogli, si lascia andare al mare di sensazioni che prima lo spaventavano.
Mario Grigolon, Matilde D’Ottavio, Federica Murolo, Sophia Stoynova
Tutti hanno frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia a Torino nel triennio 2021-2024 presentando come saggio di diploma il corto d’animazione Conchiglia.
Filmografia
Conchiglia (cm, 2025)
DAS RAD – VIAGGIO DI UNA BICICLETTA
Italia/Francia/Germania, 2024, 54’, col.
Regia, soggetto, sceneggiatura: Ambra Tonini
Montaggio: Grégoire de Castelbaijac
Immagini, suono: Raphael Pfertzel e Ambra Tonini
Disegni: Moreno Tonini
Produttrice: Valérie Dupin
Produzione: Les productions du Lagon con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, Officina Koiné, CNC, regione Paca e Lyon
Come si tramanda veramente una storia? Nel 1945 Angelo, un prigioniero italiano, costruisce una bicicletta con un ragazzino tedesco, poi la ruba e fugge in Germania. Nel 1960, Moreno osserva una famiglia di tedeschi che, ogni estate, va a trovare suo padre, Angelo, nel loro remoto villaggio italiano. Nel 2019, Ambra decide di riparare una bicicletta con suo padre, Moreno, e si domanda: il rimpianto può essere trasmesso nel nostro patrimonio genetico? Das Rad, la bicicletta, ha richiesto 8 anni di lavorazione e progettazione. È la ricostruzione documentale e intima che la regista ha fatto del rapporto fra la sua famiglia e quella di Edmund, il bambino tedesco con cui il nonno Angelo riparò la bicicletta utilizzata per fuggire dalla Germania nel 1945.
Ambra Tonini
Nata a Mantova, vive e lavora a Parigi. Insegna cinematografia all’istituto CLCF di Parigi e collabora con HEK-Historias, una rete di documentari socialmente impegnati in Colombia, Kenya e Bangladesh.
Das Rad è il suo primo lungometraggio documentario, con cui ha vinto lo Streeen! Award al Torino Underground Cinefest nel 2024. Il film è stato presentato anche alla SCAM-maison d’auteurs, a Parigi, e diffuso ad Aprile 2025 sulla rete televisiva Lyon Capitale
Filmografia
The Big Picture (cm, 2010), A Fragile Geometry (cm, 2015), Bianca’s Eyes (cm, 2015), Das Rad – Viaggio di una bicicletta (doc, 2024)