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Sulmona International Film Festival: Intervista a Marco Maiorano

Cinema e territorio tra gli appennini

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Dal 5 all’8 novembre si è tenuta la 43ª edizione del Sulmona International Film Festival con anteprime speciali già dall’1 e dal 4 novembre, nella suggestiva cornice del Cinema Pacifico.

Il Sulmona International Film Festival oggi

Da sempre, il SIFF si mostra attento all’attualità. Quest’anno più che mai, come emerge dalle parole di copertina: “if i die you must live to tell my story” del poeta palestinese Refaat Alareer.

I protagonisti del festival sono persone ai margini, osservate, studiate, contemplate nella loro naturalezza dell’essere. Questo è evidente soprattutto nei lungometraggi proiettati Come Gocce d’Acqua di Stefano Chiantini e La Casa degli Sguardi di Luca Zingaretti. In questa linea, nel 2023 è stato proiettato Patagonia di Simone Bozzelli. Un film che mostra personalità ai limiti e contemporaneamente valorizza il territorio abruzzese con ritratto estremamente suggestivo. Il festival bilancia sapientemente un genuino attaccamento alla terra con il tentativo di farsi contemporaneo nelle scelte tematiche.

Figura centrale del SIFF è Carlo Liberatore, direttore artistico, che ha guidato il festival con un orientamento creativo preciso. Gran parte dei corti di questa edizione affronta i temi di genere in modi non convenzionali.

La Casa degli Sguardi indaga il rapporto tra padre e figlio; Joaquín López Fernández, vincitore del premio Best Actor, interpreta un bambino alle prese con ruoli e aspettative di genere in Gallina, di Fernando ReinaldosA Domani, di Emanuele Vicorito, vincitore del premio SIFF Studenti, racconta la storia di un ragazzo detenuto che, confrontando il passato sgangherato con un assaggio di normalità e la conoscenza di una ragazza, interagisce con la propria libertà.

Altri corti trattano temi analoghi: Mary Mother of God di Johannes Fröhlich affronta la questione dell’aborto, Houston, We Have a Crush di Omer Ben-Shachar esplora rapporti parasociali nell’era digitale, e Gekas mostra un padre incapace di donare emozioni in relazione a un figlio che invece le necessita.

Queste tematiche, così attuali, possono sembrare fuori fuoco in una cittadina antica e con una popolazione così avanti con l’età. In realtà, sono più centrali di quanto appaia. Il compito dei festival, qui riuscito, va oltre l’intrattenimento: diventa un luogo di risveglio di coscienze e di persone.

Non è un segreto, inoltre, che il festival voglia parlare a più generazioni. Alle più grandi racconta i disagi dei giovani, mentre ai più giovani offre l’occasione di interagire attivamente con il cinema tramite SIFF Kids e SIFF Studenti.

La missione

L’importanza di un evento come il Sulmona International Film Festival risiede soprattutto nella rivitalizzazione di città “anziane” come Sulmona. Vedere la storica sala del Cinema Pacifico riempirsi per tre giorni consecutivi ha trasformato le proiezioni in un’esperienza estremamente immersiva. Ne abbiamo parlato con Marco Maiorano, presidente dell’associazione Sulmonacinema, che organizza il festival.

Sulmona ha perso vitalità negli ultimi anni, ma il festival la risveglia ogni volta. Quanto è consapevole il SIFF di questa missione rigenerativa e come la portate avanti?

Sulmona vive un certo declino sotto alcuni punti di vista, ma parallelamente, in modo quasi sorprendente, si registra una rinascita di attività culturali, associazioni e iniziative di ogni tipo. Il Sulmona International Film Festival si inserisce tra le manifestazioni annuali della città con diversi obiettivi.
Uno di questi è offrire al pubblico locale una programmazione di alta qualità, difficilmente reperibile altrove. Dal 2016 in poi ci concentriamo sui cortometraggi internazionali: ogni anno partecipano opere da circa 20-25 Paesi, e negli ultimi anni abbiamo raggiunto anche le mille opere iscritte, provenienti da 80-85 nazioni.
Un altro obiettivo è far conoscere e valorizzare i registi, promuovendo la scoperta di giovani talenti e la circolazione delle loro opere. Quest’anno abbiamo avuto registi spagnoli e tedeschi, e l’anno scorso un autore giapponese. Collaboriamo anche con la scuola di cinema di Pescara, la IFA, che porta circa 30 studenti al festival.

Il SIFF resta una vetrina più specifica, che coinvolge il mondo del cinema, dagli appassionati ai professionisti del settore. Le collaborazioni che stiamo sviluppando stanno dando frutti importanti: Sulmona è sempre più conosciuta e frequentata da chi opera nel cinema.

Celebrità

La presenza di Zingaretti ha avuto un forte impatto sulla comunità locale. Come state lavorando per coinvolgere autori internazionali? Puntate a un dialogo con la comunità locale?

Abbiamo avuto la fortuna di ospitare Zingaretti, che ha riempito la sala. Questo è positivo, ma mostra come spesso serva un nome noto per attrarre pubblico. Il giorno prima e quello dopo erano presenti due registi validi, ma con minore affluenza. Ci piacerebbe che il pubblico partecipasse non solo per il nome famoso, ma perché si fida del festival e della sua direzione artistica.

Vorremmo che il SIFF non fosse una semplice passerella per nomi noti, ma un luogo in cui contano i contenuti: vogliamo che i film vengano visti, discussi con gli autori e con il pubblico. Il nostro obiettivo è favorire il confronto tra i protagonisti e gli spettatori.
Sul fronte internazionale, stiamo cercando, con le risorse limitate a disposizione, di ampliare i contatti in ambito europeo e mondiale. È una sfida difficile, ma vogliamo portare più registi e interpreti possibile delle opere in concorso. Abbiamo due programmazioni parallele: i corti in concorso, che occupano circa il 90% del programma e i film serali, fuori concorso.

In futuro, se possibile, vorremmo tornare anche a un concorso per i lungometraggi, ma per ora è un progetto ancora in lavorazione.

Rapporto con l’Abruzzo

Il festival valorizza talenti e luoghi d’Abruzzo, anche con premi dedicati. Quanto è importante che il SIFF diventi una vetrina per la regione? E come dialoga con gli altri eventi cinematografici locali?

Abbiamo sempre lavorato sul territorio. Oltre a portare contenuti da fuori, ci piace anche valorizzare quelli locali. Coinvolgiamo i ragazzi della zona di Sulmona e delle scuole circostanti, molti dei quali entrano per la prima volta in una sala cinematografica. Per loro organizziamo proiezioni dedicate: animazioni per i più piccoli e corti di fiction o su temi d’attualità. Promuoviamo autori abruzzesi o che girano in Abruzzo. Cerchiamo di dare loro visibilità e occasioni di crescita.

Collaboriamo anche con altre realtà locali, come il Muntagninjazz, Meta Aps, attività musicali o legate ai libri. Siamo attivi sul territorio e oltre.
Abbiamo costruito una rete con altri festival dell’area adriatica: MoliseCinema di Casacalenda, Sudestival di Monopoli e Corto Dorico International Film Fest di Ancona. Insieme formiamo una rete di quattro festival che fanno circolare le opere vincitrici.

I contenuti

Le ultime edizioni mostrano una linea chiara: ambiente, coming of age, temi di genere, sguardi intimi. Qual è la visione curatoriale alla base? E in che direzione volete portare il SIFF nei prossimi anni?

I corti arrivano da tutto il mondo e trattano le tematiche più diverse. Noi selezioniamo i lavori che meglio affrontano determinati argomenti o che mostrano maggiore potenzialità.
La selezione è curata da un comitato composto da registi, attori, fotografi e operatori del settore. Poi il direttore artistico [ndr. Carlo Liberatore] elabora una sintesi finale.

Il nostro obiettivo tematico è rappresentare ciò che avviene nel mondo del cinema, in particolare nel cortometraggio. A volte emergono dei “fili rossi”, che valorizziamo con proiezioni fuori concorso o iniziative collaterali, offrendo al pubblico una chiave di lettura più ampia.

Generazioni

Le sezioni SIFF Studenti e Kids creano un ponte con le nuove generazioni. In una città da cui molti giovani partono, come si costruisce con loro un legame autentico tramite il festival?

Un legame autentico si costruisce nel tempo, durante tutto l’anno. Sappiamo che i soli tre o quattro giorni del festival non bastano, anche perché ogni anno lavoriamo con studenti diversi. È come ricominciare da capo ogni volta. I progetti con le scuole permettono di creare uno scambio tra organizzatori, esperti di cinema e studenti. Partecipiamo anche a bandi del Ministero, come Cinema e Immagine per la Scuola.

Oggi i contenuti audiovisivi sono ovunque, ma non tutti hanno gli strumenti per interpretarli. Noi forniamo basi di storia del cinema, narrazione e realizzazione di un prodotto audiovisivo.

L’ultimo progetto ha prodotto tre lavori legati tra loro, una webserie su temi vicini ai ragazzi, realizzata con scuole e associazioni. Li abbiamo coinvolti in laboratori di sceneggiatura e regia. I risultati sono stati presentati durante la serata di premiazione del festival. Questo tipo di esperienza è la più efficace per avvicinare i giovani alla visione consapevole di film, corti o serie, e al nostro festival.

Foto di Andrea Calvano

Rigenerazione

In che modo Sulmonacinema promuove la cultura cinematografica fuori dal festival e quali progetti audiovisivi porta avanti durante l’anno a Sulmona e in Abruzzo?

Sulmonacinema è sempre stata un’associazione che si occupa di cinema, ma non solo, e collabora con chi propone progetti. Da diversi anni organizziamo cinema all’aperto nelle piazze e nei cortili di Sulmona e dei paesi limitrofi.
Negli ultimi anni ci siamo fermati un po’ con il cinema all’aperto per dedicarci ad altri progetti, tra cui Roseto Opera Prima, giunto alla ventinovesima edizione, con un programma ricco di ospiti e incontri.
Quest’anno si è aggiunto il Calascio Film Fest, nato da un progetto del Comune di Calascio legato al cinema e alle tradizioni locali, con proiezioni, concerti, incontri e una scuola per sceneggiatori. Siamo quindi attivi su più fronti: il Sulmona International Film Festival resta il nostro evento principale, ma abbiamo anche Roseto Opera Prima e il Calascio Film Fest, legato ai temi della “cine-rigenerazione”.
Il nostro compito è proprio contribuire a quella rigenerazione attraverso le iniziative cinematografiche.

Passato, futuro

È in contesti come questo che si coglie la vera essenza del cinema. Ogni corto compone un mosaico che oscilla tra estinzione e rinascita, mostrando come il cinema sia ancora oggi progresso e, insieme, occasione di ritrovo, condivisione ed esplorazione del mondo contemporaneo.

Sempre più rare le sale e gli spettatori, eppure il festival riesce a risvegliare il comune sopito, a riportare alla luce le anime che lo abitano – esperti del settore o appassionati che siano – restituendo vitalità a una città che altrimenti rischierebbe di rimanere addormentata.

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