Euro Balkan Film Festival
Il cinema balcanico riscrive la memoria a Roma
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4 mesi agoon
L’Euro Balkan Film Festival 2025, giunto alla sua ottava edizione, accende i riflettori su un’Europa non ufficiale, ma profondamente viva. Dal 30 ottobre al 6 novembre, Roma diventa il crocevia di storie provenienti da dodici paesi balcanici, un ponte di narrazioni che trasformano la memoria in visione futura. L’evento rende omaggio alla “Generazione Dayton,” cineasti nati durante o dopo le guerre, che usano la macchina da presa per superare le fratture storiche. Il festival non è solo una rassegna, ma un atto di resistenza culturale, che celebra il cinema d’autore come strumento essenziale di riconciliazione e conoscenza. La città di Sarajevo, con le sue cicatrici e la sua vitalità multietnica, funge da emblema di questa complessa possibilità di convivenza.
L’anteprima e il ritorno alle radici bosniache
L’apertura dell’Euro Balkan Film Festival è fissata per il 28 ottobre allo Spin Time, un luogo che è ormai un simbolo della cultura indipendente romana. L’anteprima propone un vero film-manifesto: si tratta di Dom, l’emozionante documentario diretto da Massimiliano Battistella. La pellicola narra il toccante viaggio di Mirela, una donna bosniaca che trovò rifugio in Italia nel 1992, fuggendo durante l’assedio di Sarajevo. Evacuata quando era solo una bambina dall’orfanotrofio Dom Bjelave, si trova oggi su questa sponda dell’Adriatico, ma decide di tornare a Sarajevo. Il suo obiettivo è riconciliarsi con il passato, cercando le tracce della madre e della sua identità ferita, attraverso gli incontri con gli amici d’infanzia. Il film intreccia magistralmente la memoria individuale con la grande storia collettiva, ed è arricchito dalle musiche del compositore Nedim Zlatar. La proiezione sarà seguita da un intenso confronto sulla memoria diasporica e sul ruolo del cinema, alla presenza del regista, del direttore Mario Bova e, naturalmente, della protagonista Mirela Hodo.
L’autore al centro e il focus sulla Romania
La settimana intensa di proiezioni e dibattiti, cuore pulsante del festival, si svolge in diverse e significative sedi romane, spaziando dalla storica Casa del Cinema al dinamico Nuovo Cinema Aquila. Il festival inaugura ufficialmente il 30 ottobre con un fondamentale “Workshop degli Autori,” curato dall’esperto Maurizio Sciarra. Il tema è centrale e urgente: l’evento mira a rivendicare con forza la centralità dell’autore nell’era delle piattaforme streaming e nell’avanzata dell’intelligenza artificiale, posizionando il cinema balcanico come un essenziale laboratorio di resistenza culturale. Il 2 novembre, grande spazio e attenzione vengono dedicati alla Romania, riconosciuta oggi come uno dei centri più vitali e innovativi del cinema europeo attuale. Per l’occasione, saranno presentati capolavori imprescindibili: Kontinental ’25 di Radu Jude, maestro della provocazione intelligente e vincitore dell’Orso d’Oro, e The New Year That Never Came di Bogdan Mureșanu, film acclamato e premiato a Venezia 2024.
Srebrenica e la forza etica della Ttstimonianza
I giorni 3 e 4 novembre rappresentano il cuore etico e politico del festival, dedicati al trentennale del genocidio di Srebrenica e degli Accordi di Dayton. Ado Hasanović, sopravvissuto, presenta I diari di mio padre, un atto di testimonianza verso le 8.372 vittime del luglio 1995. Questo momento culminante sottolinea il dovere morale del racconto per le nuove generazioni. Inoltre, il festival assegna il prestigioso Premio Ismail Kadaré per la cooperazione culturale euro-balcanica a Miljenko Jergović. Lo scrittore croato-bosniaco, definito “il Márquez europeo,” è celebrato come un ponte vivente, per la sua capacità di unire lingue e memorie della ex-Jugoslavia senza cedere a semplificazioni nazionalistiche.
Kusturica ospite d’onore e coproduzioni in concorso
La programmazione spazia tra lungometraggi, documentari e cortometraggi di giovani talenti. Tra i film in concorso, spiccano sei importanti coproduzioni italo-balcaniche, toccando temi di memoria bellica, patriarcato e migrazione, dimostrando la vocazione transnazionale del festival. Il 5 novembre, sarà proiettato Fiume o Morte! di Igor Bezinović, vincitore del Tiger Award al Rotterdam Film Festival, un’opera radicale sull’occupazione italiana di Fiume che obbliga a ripensare il concetto di identità nazionale. L’ottava edizione si conclude il 6 novembre con l’omaggio a Emir Kusturica. Il leggendario regista partecipa a un panel e segue la proiezione del suo film d’esordio, Ti ricordi di Dolly Bell?, Leone d’Oro a Venezia 1981.
La giuria e i premi
L’ottava edizione del festival si conclude il 6 novembre con la solenne cerimonia di chiusura e premiazione. Saranno consegnati i prestigiosi riconoscimenti per Miglior Film, Regista, Attore, Attrice e Cortometraggio, oltre al Premio Cineuropa e ai Premi Giovani. A garantire l’autorevolezza delle scelte è una giuria di alto profilo, presieduta dallo scrittore marocchino di fama internazionale Tahar Ben Jelloun. L’Euro Balkan Film Festival, nato da un’idea del suo fondatore e direttore Mario Bova, si conferma un appuntamento ormai imprescindibile nel panorama culturale romano ed europeo. La manifestazione riesce ogni anno a tessere le voci di undici paesi balcanici, includendo anche il Kosovo, e dedica una particolare e sentita attenzione alle narrazioni complesse delle diaspore balcaniche, spesso invisibili. Il cinema, in questo contesto, emerge non solo come forma d’arte, ma come lo strumento più potente e necessario per costruire quel “ponte” di comprensione e dialogo tra i popoli e le loro memorie spesso lacerate.