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‘L’Accident de piano’ la celebrità da influencer

La commedia assurda di Quentin Dupieux

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 Tra i film in concorso alla 20esima edizione della Festa del Cinema di Roma, nella sezione Progressive Cinema, L’Accident de piano, è l’ultimo lavoro del regista francese Quentin Dupieux. Il lungometraggio è interpretato da Adèle Exarchopoulos, Jérôme Commandeur, Sandrine Kiberlain e Karim Leklou.

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Una satira sociale irriverente, ironica e tragica.

L’accident de piano: la vita di un influencer

Affetta da insensibilità congenita al dolore, Magalie è diventata una star del web grazie ai video in cui si sottopone a esperienze estreme e pericolose. Ma nel suo passato c’è uno scheletro nell’armadio, legato a un incidente avvenuto con un pianoforte. Una giornalista che vorrebbe intervistarla scalfendo la sua corazza di misantropia e una coppia di fan decerebrati la porteranno al punto di rottura.[sinossi ufficiale]. 

L’incidente del piccione

Un pianoforte sospeso nel vuoto. Così inizia il nuovo film scritto e diretto da Quentin Dupieux, che torna dietro la macchina da presa dopo Le Deuxième Acte, film d’apertura di Cannes 2024.

Come nel precedente film, anche questa volta Dupieux decide di comporre le musiche e lo fa scegliendo il suono martellante di quel pianoforte apparso all’inizio. Nei primi minuti del film non si sente altro, mentre Magalie e il suo segretario personale Patrick sono in auto per raggiungere un chalet in alta montagna per una pausa a tempo indeterminato. Poi, tutto ad un tratto, un piccione si schianta sul parabrezza. Il suono del pianoforte cessa ed ecco esordire la protagonista, mentre sotterra il povero volatile:

In questa vita sei stato solo un piccione, spero che nella prossima avrai più fortuna”.

Quello del piccione è un episodio, un banale incidente che la dice lunga sull’intera vicenda. Un prezioso elemento, un indizio rivelatore e allo stesso tempo un metaforico specchio virtuale dal quale viene riflesso il senso dell’esistenza di Magalie, dei suoi fans e dei nostri tempi.

Il magguffin di Quentin Dupieux

Coerente con il proprio stile, ironico, spacciato e un pizzico surrealista, Quentin Dupieux, tra umorismo e scherno, costruisce un’amara satira sul mondo degli influencer, come la sua protagonista. Megalie, interpretata da una straordinaria Adèle Exarchopoulos, è una ricca e famosa influencer. Lo è diventata giovanissima, da quando all’età di 14 anni decide di diffondere in rete macabri video in cui tortura il suo corpo, sfruttando così la sua patologia genetica che la rende insensibile a qualsiasi dolore.

Video dopo video ha costruito un vero impero, ma ora sente il bisogno di una pausa, probabilmente definita, almeno così vorrebbe. Ma un brutto incidente di percorso – molto più grave di quello del piccione – rischia di cambiare i suoi programmi. Quale sia questo incidente, non importa ed è giusto non svelarlo per lasciare al pubblico il gusto di scoprirlo o meglio di apprezzare il certosino lavoro del regista – sceneggiatore che intorno ad esso costruisce un’accattivante atmosfera che rammenta il macguffin hitchockiano.

Eroina, carnefice e vittima

Quentin Dupieux, però, non si mette alla ricerca di un assassino, anche se poi nel corso del film, qualcuno perde le penne e non solo il piccione di prima. Il tono, però, è sempre dissacrante e ironico, perché il bersaglio principale di L’Accident de piano è la celebrità dei influencer, appunto dissacrante e soprattutto effimera.

Megalie è intrappolata tra il desiderio di abbandonare la celebrità e il ricatto di un’affascinante giornalista, che pretende l’esclusiva di un’intervista. È qui che meglio conosciamo la protagonista, sempre cinica, ironica e arrogante. In questa parte centrale del film la linea temporale non è più lineare e sulle risposte sarcastiche di Megalie, Quentin Dupieux costruisce un potente ed efficace flashback che ci porta a quel fatidico giorno in cui la famosa influencer decide di fare il suo esordio in rete, riprendendosi mentre si collega ai denti i fili della batteria dell’auto del padre. E poi quello in cui si dà delle martellate alle mani, si fa scorrere sulle gambe acqua bollente e così via… Le prove si fanno sempre più ardue, ma lei non sente dolore e allora perché smettere?

L’accident de piano: una satira sociale

Il suo corpo, però, si riempie di segni, cicatrici che restano lì impresse a ricordare che il tutto resta e lascia danni irreparabili. E dunque l’ironia, il sarcasmo della protagonista e della sua vicenda acquistano la funzione di un’arguta riflessione sul mondo degli influencer e non solo. Siamo tutti coinvolti nel gioco spietato di Megalie, che diventa eroina, carnefice e vittima di se stessa.

La sua insensibilità al dolore coincide con l’imperturbabile ecosistema della rete, il nuovo e spietato palcoscenico della celebrità. Magalie si sente a tutti gli effetti un’artista, ma lo è davvero? Il suo unico talento è una malattia che ha saputo trasformare in un infinito spettacolo effimero, ma tanto remunerativo. Quella di Magalie è un’esibizione del nulla che crea un castello, ma di sabbia, pronto a crollare e seppellire le vittime sotto le macerie.

La satira di Quentin Dupieux è crudele, non fa sconti a nessuno, prendendo di mira anche i fan degli influencer, come i due fratelli che pedinano continuamente Magalie, fino al punto di intrufolarsi in casa della loro beniamina. Il discorso poi si fa più ampio, quando il regista mostra un’anonima folla di ragazzini che, prima la osannano e poi spariscono come nulla fosse, senza clamore.

La tesi di L’Accident de piano, dunque, non è per niente confortante, ma assolutamente realistica. Il regista riesce a fissare, con tutti i suoi risvolti, un fenomeno culturale globale che, volente o no, coinvolge tutti. Il suo è un  discorso sociologico in toto, tradotto cinematograficamente attraverso il genere della commedia brillante e crudele allo stesso tempo. Un disegno organico, curato nei minimi particolari e sempre coerente, rifinito sotto ogni aspetto da Quentin Dupieux, regista, sceneggiatore, curatore della colonna sonora e montatore.

Infine, ma non certo per importanza, va ricordata la magistrale interpretazione di Adèle Exarchopoulos, Palma d’oro per La vita di Adele. La sua è una prova attoriale straordinaria in un ruolo difficilissimo, che riesce ad appropriarsi interamente, rendendo palpabile le innumerevoli sfaccettature di un personaggio tanto atipico, quanto comune, visto i tempi d’oggi!

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