Dopo aver assistito a quattro episodi ricchi di colori e soffici animaletti di stoffa – gli amatissimi Pokémon – animati in stop-motion nella nuova serie Netflix prodotta da Dwarf Studios, La concierge Pokémon, questo settembre è arrivata la seconda parte, sempre di quattro episodi. L’avventura di Haru presso un rilassante resort verrà infatti presto scossa da nuove facce, nuovi Pokémon e incontri inaspettati.
La trama
Haru è una giovane donna che ha deciso di lasciare la sua vecchia e sfortunata vita per dedicarsi al lavoro di concierge presso un resort su un’isola tropicale. La serie esplora il contatto tra Haru e i Pokémon, creature fantastiche di ogni tipologia e forma, e i loro allenatori che arrivano in qualità di ospiti sull’isola per una vacanza. Il suo obiettivo è far sentire i Pokémon a proprio agio, e per fare ciò deve trovare l’approccio giusto con cui avvicinarsi a queste particolari creature amichevoli.
Un messaggio importante
Come visto nei primi quattro episodi, Haru, la giovane protagonista alle prese con il suo nuovo lavoro, ha fatto la conoscenza di diversi nuovi Pokémon. Uno di questi è Psyduck, una papera gialla dai potenti mal di testa che lo inducono a sfogare i propri poteri psichici. Dopo aver stretto amicizia con lui e gli altri dipendenti del resort – Alisa e Tyler – Haru si è dimostrata una concierge provetto, rendendo la signora Watanabe, il suo capo, orgogliosa di averla nella sua equipe.
Tuttavia, è proprio con l’arrivo dello zio di Tyler, il signor Dan, che la serie prende una piega profonda e ci presenta tema con un importante messaggio di sensibilizzazione: l’abbandono di un animale. I momenti toccanti sono trattati con delicatezza e non solo insegnano a prendere consapevolezza delle proprie azioni, ma anche il perdono e l’aiuto reciproco nei momenti di difficoltà.
Le scelte che possiamo compiere
Nel suo nuovo lavoro, Haru si presta ad avvicinarsi ai Pokémon, conoscerli da vicino e aiutarli nei loro piccoli problemi, farli smettere di litigare e ridere in compagnia. In questo senso, Haru incarna una figura di modello comportamentale che si divincola dalle norme della società. Il resort Pokémon è, infatti, un luogo dove sentirsi liberi e lasciarsi andare. Ciononostante, la morale che la serie continua a portare avanti è quella di essere sé stessi. La ragazza, anche senza conoscere granché delle usanze del suo nuovo posto di lavoro e dei modi per avvicinarsi alle creature che abitano sull’isola, con il suo cuore d’oro riesce a fare breccia e a conquistare la loro fiducia.
Anche se la figura di Haru è vista continuamente impegnarsi per raggiungere il suo obiettivo, non mancano dubbi e insicurezze: la serie offre infatti momenti d’introspezione che permettono allo spettatore di visualizzare, in chiave ironica o sarcastica, i pensieri di Haru. Spesso la giovane è incerta se quello che sta facendo sia giusto o meno, se sia conforme o sbagliato a ciò che lei dovrebbe rappresentare come lavoratrice. E alla fine, il mondo circostante l’aiuta a sciogliersi e ad aprirsi, a sorridere e stringere legami profondi che difficilmente verranno dimenticati. In una serie che sicuramente verrà vista da molti bambini, questo messaggio infonde coraggio e sicurezza per poter decidere da sé cosa è meglio fare e cosa può farci sentire realizzati.
Una serie divertente e leggera
I temi, l’animazione e i colori sono elementi molto apprezzabili da un bambino, ma anche seguita da un adulto, La concierge Pokémon può portare a momenti di riflessione e insegnamento. Non pretende di essere una serie profondamente drammatica, mescolando piccole cose per creare un filo narrativo semplice che si fa seguire facilmente: si potrebbe definire infatti una serie leggera, anche per via della durata, ma che contribuisce moltissimo sia all’immaginario fantastico dell’universo Pokémon ben conosciuto dai fan, sia a offrire una nuova esperienza d’animazione per coloro che vogliono solo godersi dei bei momenti con dei personaggi simpatici e colorati.