Videodrhome

‘Deodato box set’ in home video

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

Published

on

Plaion pictures continua ad espandere la propria collana Midnight Classics lanciando il Deodato box set a tiratura limitata. Un prestigioso cofanetto attraverso cui celebra ulteriormente la filmografia del compianto cineasta romano Ruggero Deodato. Ulteriormente perché non dimentichiamo che nella collana sono già presenti altri due cult firmati dall’autore di Camping del terrore. Ovvero Ultimo mondo cannibale e Cannibal holocaust, titoli che gli hanno fatto guadagnare la definizione di Monsieur Cannibal. Ma il cinema di Deodato non è solamente frattaglie e banchetti di carne umana, come testimoniarono soprattutto i suoi esordi completamente diversi dai film successivi. Esordi spazianti dalle pellicole in costume ai musicarelli con protagonista Little Tony. E questo cofanetto conferma proprio tutta la poliedricità e tutto l’eclettismo del cineasta, spesso erroneamente considerato maestro dell’horror. In quanto più che dell’horror Deodato è stato un maestro del raccapriccio, considerando la sua tendenza a rimanere sul piano del realismo evitando spesso tematiche fantastiche. Una tendenza mutuata da Roberto Rossellini e che il più delle volte ha contaminato con la violenza di Sergio Corbucci. Andiamo dunque ad analizzare il mediabook Midnight, costituito da otto dischi dispensatori di quattro fatiche deodatiane sia in 4K Ultra HD che su supporto blu-ray. Con cinque cartoline da collezione incluse nella confezione e oltre cinque ore di contenuti speciali.

 

Ondata di piacere (1975)

 Silvia Dionisio e Al Cliver (all’anagrafe Pier Luigi Conti) sono due innamorati girovaghi che accettano l’invito a bordo di uno yacht di una coppia sfasata. Ovvero l’industriale nevrastenico John Steiner e la sua compagna Elizabeth Turner. Da qui, con influenza proveniente probabilmente dal polanskiano Il coltello nell’acqua, ciò che segue è un thriller erotico a base di scambismo continuo tra i quattro. Con tanto di caldo momento saffico tra la Turner e la Dionisio, che in realtà non doveva essere nel film. Pare infatti che, essendo allora la dolce metà del regista, si fosse imposta come protagonista dicendogli che altrimenti non lo avrebbe girato. Prendendo dunque il posto della Francesca Muzio de La nipote, che era stata la prima scelta. Curioso, poi, è ciò che riguarda la genesi dell’operazione, perché tutto partì da un soggetto di Lamberto Bava e Gianlorenzo Battaglia.

Quest’ultimo in seguito affermatosi come direttore della fotografia.

Un soggetto intitolato Il delitto per il delitto e che si ispirava a L’angelo sterminatore di Luis Buñuel. Un soggetto che ha poi preso sullo schermo tutt’altra piega, privilegiando in particolar modo situazioni sexy piuttosto audaci per l’epoca. Fino ad un tragico epilogo dai risvolti quasi horror, al servizio di un insieme condito anche di affascinanti riprese subacquee. Con alcuni passaggi in lingua inglese perché è la versione integrale internazionale dell’opera quella proposta. Mentre quella italiana (più casta) di un’ora e ventisette minuti la si trova nella sezione extra del blu-ray, insieme a molto altro materiale. Dagli oltre quattro minuti di scene tagliate nel montaggio italiano ai venticinque di spot televisivi diretti dal regista, presenti sia con suo commento che senza. Più interviste allo stesso, al figlio attore Saverio, ad Al Cliver, a Steiner, a Bava e a Battaglia. Per concludere con due trailer (italiano e inglese).

 

Uomini si nasce poliziotti si muore (1976)

Ray Lovelock e Marc Porel sono due poliziotti di un reparto segretissimo della polizia italiana e il cui capo è Adolfo Celi. Figura simpatica, quest’ultima, atta a stemperare il tenore altamente violento del lungometraggio. Perché, a cominciare dallo scippo iniziale dagli esiti mortali, Uomini si nasce poliziotti si muore non ci va affatto leggero. E, per alleggerire la tensione, Deodato infarcisce anche la colonna sonora di ballate melodiche cantate dallo stesso Lovelock. Il quale, insieme a Porel, anticipa da un lato le coppie da buddy movie proto-Arma letale, dall’altro sfoggia un comportamento tutt’altro che politicamente corretto. I due, infatti, senza farsi alcuno scrupolo ricorrono a metodi decisamente brutali nell’eliminare delinquenti assortiti. Oltre a manifestare una certa erotomania portandosi a letto, uno dopo l’altro, Sofia Dionisio, qui figlia della sorella del boss cui danno la caccia.

Boss incarnato da un Renato Salvatori che si cimenta oltretutto in una sequenza ispirata a quella dell’orecchio mutilato vista in Django. Sequenza in cui cava a mani nude l’occhio ad un Bruno Corazzari tossicodipendente.

E, con apparizioni per Alvaro Vitali e Franco Citti, alla sua unica prova nel poliziottesco il buon Ruggero ne realizza uno dei più atipici. Insolito soprattutto per la pochissima distinzione che fa tra buoni e cattivi nei loro modi di fare. Aspetto sicuramente dovuto alla sceneggiatura di Fernando Di Leo, che prevedeva perfino implicazioni omosessuali tra i due protagonisti. Da antologia, poi, l’inseguimento iniziale in moto sulle strade del centro di Roma, che già lascia intuire il buon ritmo generale della pellicola. Accompagnata nel blu-ray da interviste a Deodato, Di Leo, Lovelock, il produttore esecutivo Armando Novelli, Gianluca Curti di Minerva pictures e il maestro d’armi Gilberto Galimberti. Senza contare due trailer (inglese e italiano) e venti minuti di spot televisivi con e senza commento di Deodato.

 

L’ultimo sapore dell’aria (1978)

Il film nacque con il titolo Diego, in riferimento al nome del giovane protagonista interpretato da Carlo Lupo. Giovane che, orfano del padre e cresciuto in una famiglia disfunzionale, fa un giorno l’incontro che gli può cambiare la vita. L’incontro con il Luigi Diberti istruttore in uno sporting club e che vede nel ragazzo una promessa del nuoto. Tutta la prima parte dell’insieme si concentra infatti sul loro rapporto progressivamente instaurato. Fino al momento in cui a Diego viene diagnosticato un tumore cerebrale che pare sia destinato a non lasciargli scampo. Perché è nel cosiddetto filone dei lacrima movie che rientra L’ultimo sapore dell’aria, sicuramente uno dei titoli deodatiani meno noti. Il filone che annovera i suoi massimi esempi in Incompreso di Luigi Comencini e L’ultima neve di primavera di Raimondo Del Balzo.

La differenza con i suoi predecessori, però, risiede senza alcun dubbio nell’affiancare al dramma la componente sportiva.

Un aspetto probabilmente dovuto all’enorme successo riscosso due anni prima da Sylvester Stallone con Rocky di John G. Avildsen. Ma il regista non sceglie di spingere facilmente alla commozione come era abitudine fare in produzioni del genere. E, anzi, si concentra su momenti come quello della competizione finale riprendendolo con la consueta grande tecnica. Dimostrando, supportato dal successo Feelings incluso nella colonna sonora, di non essere capace soltanto di dedicarsi ad un cinema estremo e sanguinario. La cui fase era iniziata per lui l’anno precedente con il sopra menzionato Ultimo mondo cannibale. Quindi non poco preziosa risulta questa riscoperta, il cui blu-ray dispensa anche diversi contenuti extra. Da un’intervista a Lamberto Bava ad una a Deodato, passando per diciassette minuti di spot televisivi realizzati dallo stesso. Spot presenti sia con il suo commento audio che senza.

 

La casa sperduta nel parco (1980)

Qui si comincia sulle strade di New York con una povera sventurata stuprata e strangolata da un folle che poi le ruba una collana. Lui è il David Hess de L’ultima casa a sinistra. Perché è chiaramente a quel cult anni Settanta di Wes Craven che si si ispira fin dal titolo La casa sperduta nel parco. Il David Hess che lavora in un parcheggio sotterraneo insieme ad un Giovanni Lombardo Radice non sano di mente. Parcheggio in cui risolve il guasto all’automobile del ricco Christian Borromeo e della sua fidanzata Annie Belle. I quali, per riconoscenza, invitano i due ad una festa in una villa fuori città. Villa in cui sono presenti anche altre due coppie e dove, ovviamente, la situazione rimane tutt’altro che tranquilla. Perché Hess prima tenta inutilmente di sedurre la Belle, poi apprende che Lombardo Radice è stato fregato dagli altri in una partita a poker. Cominciando, di conseguenza, a terrorizzare tutti con tanto di rasoio alla mano.

Fino all’epilogo a sorpresa di un thriller altamente erotico (con nudi femminili integrali) che Deodato gestisce facendo crescere la tensione di fotogramma in fotogramma.

Un thriller dall’impostazione teatrale testimoniata dall’ambientazione quasi del tutto all’interno della casa e che allegorizza, in fin dei conti, una rivalità tra classi sociali. Mentre la dolce Sweetly di Diana Corsini fa da contraltare nella colonna sonora alla brutalità dominante. E in questo caso abbiamo il commento audio del regista sia nel 4K Ultra HD che nel blu-ray. Quest’ultimo, però, offre la possibilità di vedere il film con aspect ratio 1:77 o 1:85, oltre a vari extra. Da quasi otto minuti di suoi spot televisivi visionabili con e senza commento a quattro cortometraggi. Più interviste a Deodato, a Giovanni Lombardo Radice, al direttore della fotografia Sergio D’Offizi e allo scenografo Massimo Antonello Geleng. Con la chicca rappresentata dal promo reel di Pamela, serie tv che all’inizio degli anni 2000 Deodato doveva dirigere, ma mai realizzata. Un promo che rivela molti elementi in comune con la successiva Elisa di Rivombrosa.

Exit mobile version