PERSO Perugia social film festival

‘Sixty-Seven Milliseconds’, occhi digitali per frammentare la verità

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22 febbraio 2020. Ore 23:17. Brunoy, Francia. Adnane Nassih è un ragazzo di 19 anni. Quella data, quell’ora e quel luogo, marchieranno la vita e il volto del giovane ragazzo. Questo a causa di un potere non controllato, di azioni di violenza incalcolabili, inaudite, senza un fondamento. Adnane Nassih sarà accecato da un proiettile di gomma, sparato dall’agente di polizia Yann T., durante un’operazione della Squadra Anticrimine (BAC). Le conseguenze? Fratture facciali, rischio per il cervello e perdita dell’occhio destro.

Sixty-Seven Milliseconds è stato presentato in anteprima italiana al PerSo – Perugia Social Film Festival. Diventato una testimonianza cruda e reale di ciò che può essere manovrato in un mondo come quello attuale. Un vero e proprio grido d’allarme per fare luce su una storia vera, per non dimenticarla, per far sì che rimanga impressa in un contesto globale dove l’ingiustizia fa breccia sempre più paurosamente.

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Sixty-Seven Milliseconds, l’obiettivo

Alla ricerca di un proiettile la cui traiettoria è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza, il film segue il suo percorso e quello dei suoi protagonisti principali. Combinando la tecnica cinematografica della cronofotografia con la CGI, Sixty-Seven Milliseconds mette in discussione la legittimità dell’attività di polizia in Francia e mette in guardia dai suoi eccessi.

L’agente di polizia ha giustificato lo sparo come legittima difesa contro un giovane aggressivo, senza sapere che una telecamera di sorveglianza aveva ripreso l’intera scena, dimostrando l’innocenza di Adnane Nassih.

Tra il digitale e il reale

Sixty-Seven Milliseconds riesce in tutti i suoi intenti. Nella sperimentazione tra ricerca, cinema e realtà; tra l’utilizzo e la combinazione di cronofotografia, testimonianze oculari e intercettazioni telefoniche degli agenti di polizia coinvolti nelle indagini. Racchiude in neanche quindici minuti una rappresentazione della “violenza dello stato”. Sfruttare il proprio potere, il proprio status. Una raffigurazione delle azioni della polizia nelle periferie, di uno sparo ingiustificato intercettato da una telecamera a circuito chiuso filmato a 15 fotogrammi al secondo.

Il proiettile che ha colpito Adnane Nassih è stato catturato a mezz’aria in uno solo di questi fotogrammi, in un intervallo di 67 millisecondi. Un cortometraggio che articola un punto cieco visivo e politico, rivelando un vasto sistema di oppressione che riguarda tutti noi.

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