Middle East Now
Middle East Now 2025: il programma della 16esima edizione
La 16esima edizione aprirà la 50 Giorni di Cinema a Firenze
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2 mesi agoon
Middle East Now festival 2025, che quest’anno aprirà la rassegna 50 Giorni di Cinema a Firenze, ed è giunta alla 16esima edizione, si terrà dal 7 al 12 ottobre tra il Cinema La Compagnia, Cinema Astra e altri spazi cittadini. Tanti gli eventi e i protagonisti, per un’immersione sfaccettata nella cultura mediorientale e nell’attualità, attraverso cinema, documentari, teatro, fotografia, cibo, talk e progetti culturali in senso più ampio.
Un ricco programma per Middle East Now 2025
34 titoli in programma, premiati nei migliori festival internazionali. Un programma che farà conoscere al pubblico le culture e le società di questi paesi, con una prospettiva che vuole andare oltre i pregiudizi e i luoghi comuni. Grazie anche ai tanti eventi speciali e alla partecipazione di registi, artisti e ospiti invitati a Firenze – oltre 30 a questa edizione – a presentare i film e approfondirli con il pubblico in sala. E una selezione dei film online nella sala virtuale in collaborazione con MyMovies.
Il nostro desiderio per questa 16° edizione di festival è quello di riuscire ad ascoltare i registi e gli artisti che hanno molto da dire sulla loro vita, perché hanno il dono di riflettere profondamente sulla realtà e di vedere cose che noi non vediamo.
Dicono Roberto Ruta e Lisa Chiari, direttori artistici del festival.
Il tema di questa edizione: Radical Imagination
Attraverso il programma cinema, le mostre e i talk, questa edizione riflette sulla potenza radicale delle immagini e diventa luogo di immaginazione, in cui vengono invocate nuove visioni del mondo attuale e smantellate vecchie e distorte rappresentazioni della realtà mediorientale. I registi e gli artisti protagonisti ci sfidano a vedere il mondo, gli altri e anche noi stessi in un modo nuovo e diverso, e le loro opere si sforzano di riformulare l’immagine del Medio Oriente e rinegoziarne la sua storia. Radical Imagination non si limita a criticare ciò che esiste, ma propone ciò che potrebbe esistere: vuole risvegliare le possibilità di fronte alla disperazione, offrire nuove sfide di fronte al collasso.
Apertura e chiusura di Middle East Now 2025
Opening night il 7 ottobre con la speciale performance Synesthesia di Mazen Kerbaj, famoso fumettista e artista libanese, immagini e colori che dialogano con il suono in un flusso sensoriale coinvolgente. A seguire l’anteprima del potente documentario Yalla Parkour di Areeb Zuaiter, protagonista Gaza prima della guerra vista attraverso un gruppo di ragazzi che pratica il parkour, dando un nuovo senso al paesaggio architettonico, mentre si intrecciano storie di vita e emigrazione.
Closing night, il 12 ottobre con il film Kabul Between Prayers di Aboozar Amini, non un film sui talebani ma “con un talebano”, un viaggio personale tra desiderio di vita e di morte che coinvolge adulti e bambini.
Tra i progetti speciali Beirut, Recurring Dream, prima mostra personale in Italia a cura di Roï Saade, della giovane e talentuosa fotografa libanese Tanya Traboulsi – dal 9 al 29 ottobre alla SRISA Gallery – con un progetto dedicato a Beirut, città della sua infanzia e della sua vita adulta. Ospite speciale lo chef palestinese Sami Tamimi, uno dei nomi di punta della scena culinaria contemporanea mediorientale, con la presentazione del suo ultimo libro e una cooking demonstration.
Il programma con focus su alcuni paesi
Nel programma cinema, centrale all’interno della rassegna, uno spazio di approfondimento sarà dedicato alla Palestina con la guerra e il genocidio in corso a Gaza. Una particolare attenzione anche a Afghanistan, Libano e Iran.
Dal Libano
A cinque anni dall’esplosione al porto di Beirut e a 50 anni dall’inizio della guerra civile – arriva Do you love me di Lana Daher (sabato 11 ottobre, ore 15.00 Cinema La Compagnia), film che attraverso decenni di cinema, filmati amatoriali, trasmissioni televisive, cultura popolare e fotografie, esplora la psiche collettiva del popolo libanese, alimentata dalla gioia e dall’intimità, ma ferita dal ripresentarsi ciclico di violenza, paura e lutto. Un tributo alla creatività come forma di resistenza e rinnovamento. Ma da segnalare anche l’anteprima del bellissimo A Sad and Beautiful World, primo lungometraggio del regista Cyril Aris, storia d’amore che intreccia i destini dei due protagonisti Yasmina e Nino con i cicli storici del Libano, un’oscillazione tra prosperità e tragedia, tra tante difficoltà ma anche la forza con cui si continua a vivere, a sognare, a ricominciare (venerdì 10 ottobre ore 21.00, Cinema La Compagnia).
Dall’Afghanistan
Paese dimenticato e cartina tornasole di cosa resta dopo decenni di guerra. Direttamente dal festival di Venezia il terzo film dell’acclamato regista afgano Aboozar Amini, Kabul Between Prayers, film di chiusura del festival, fotografia delle vita difficile a Kabul, con protagonista un giovane soldato talebano che concilia l’agricoltura con la fede, mentre il fratello adolescente passa dai giochi d’infanzia all’ideologia militante.
Il documentario The Last Ambassador di Natalie Halla (sabato 11 ottobre, ore 18.00 Cinema La Compagnia), in cui Manizha Bakhtari, ambasciatrice afghana a Vienna, lotta contro il regime talebano promuovendo istruzione e diritti per le donne, simbolo di resistenza e giustizia.
A Middle East Now 2025 anche la partecipazione speciale di Studio Azzurro, il famoso gruppo di ricerca artistica milanese, con il progetto di documentazione Voci da Bamiyan (venerdì 10 ottobre, ore 18.30 Cinema La Compagnia), sulla vita quotidiana nella valle di Bamiyan, assieme al dipartimento SAGAS – Università degli Studi di Firenze.
Dall’Iran
Il doc Cutting Through Rocks di Sara Khaki e Mohammad (giovedì 9 ottobre, ore 18.00 Cinema La Compagnia), vincitore del Grand Jury Prize a Sundance, che vede come protagonista Sara Shahverdi, donna divorziata e motociclista pronta a sconvolgere le abitudini patriarcali facendosi eleggere in un remoto villaggio conservatore iraniano. E in anteprima italiana anche Bidad di Soheil Beiraghi (mercoledì 8 ottobre, ore 21.00 Cinema La Compagnia), film audace e rischioso che mette in scena la ventenne Seti, ragazza della generazione Z che sogna e lotta per condividere la sua voce con il mondo, in una società in cui alle donne non è permesso cantare in pubblico. Una figura simbolica che si rifiuta di essere messa a tacere.
Altri paesi
Libia: My father and Qaddafi di Jihan K (sabato 11 ottobre, ore 21.00 Cinema La Compagnia), documentario che ha debuttato al festival di Venezia e che narra l’intrigante storia di Jihan Kikhia, una figlia che non ha quasi memoria di suo padre Mansur Rashid Kikhia, ex diplomatico e importante politico libico scomparso al Cairo nel 1993, perché diventato oppositore pacifico del regime di Mu’ammar Gheddafi.
Siria: Little Syria di Madalina Rosca e Reem Karssli (mercoledì 8, ore 17.30 Cinema La Compagnia), girato per oltre 20 anni in Siria e Germania, così come in Turchia, Grecia, Polonia, Ungheria, Francia, Spagna e Iran, il film segue la ricerca di un fratello, di sua sorella e del suo fidanzato, intrappolati tra una Siria da cui sono scappati per salvarsi la vita e un’Europa che a volte sembra accoglierli e altre volte respingerli.
Turchia: sarà protagonista col film Seen Unseen: An Anthology of (Auto)Censorship di Fırat Yücel, Erhan Örs, Hakan Bozyurt, Can Memiş, Sibil Çekmen, Serra Akcan, Nadir Sönmez, Belit Sağ (domenica 12 ottobre, ore 17.00 Cinema La Compagnia) raccolta di film del collettivo Altyazı Fasikül: Free Cinema, esteticamente eclettica (tra immagini di desktop, lettere, messaggi e video sorveglianza) e politicamente audace, che sottolinea la necessità di essere critici in tempi di censura e repressione.
Iraq: The Lions of the River Tigris di Zaradasht Ahmed (venerdì 10, ore 17.00 Cinema La Compagnia), girato a Mosul, città con 8.000 anni di storia, devastata durante la battaglia per la liberazione dall’ISIS, racconta la lotta di tre uomini che si rifiutano di lasciarla cadere nell’oblio.
The Horse of Jenin per la prima volta in Italia a Middle East Now 2025
Per la prima volta in Italia arriva a Middle East Now 2025 la performance teatrale solista scritta e interpretata dall’attore e comico palestinese Alaa Shehada. The Horse of Jenin – domenica 12 ottobre, alle ore 20.00 al Cinema La Compagnia – racconta una storia universale, quella di un bambino che cresce a Jenin e che come ogni bambino al mondo desidera soprattutto giocare e divertirsi. Il cavallo è un simbolo arabo di libertà e ricorre spesso nella vita di Alaa. Nella sua città natale, in Palestina, c’è una statua di un cavallo alta 5 metri, realizzata con i detriti di ambulanze, auto e case bombardate che vuole rappresentare la resistenza e la resilienza. È l’orgoglio di Jenin. Quando un bulldozer israeliano la ruba, Alaa si chiede: che fine ha fatto il cavallo? È stato arrestato? È stato interrogato? E ha raccontato i segreti di Alaa? Una straordinaria storia sulla resilienza che l’immaginazione porta con sé.
©DarioMisja
Altri eventi collaterali
In programma anche un talk dedicato all’immaginazione radicale e all’ultimo libro di Mazen Kerbaj, fumettista libanese, illustratore e artista, nonché interprete di musica di improvvisazione, tra le voci più potenti della scena culturale internazionale, Gaza in My Phone, opera che nasce dall’urgenza del presente, che diventa un atto di testimonianza, resistenza e memoria.
Da segnalare anche la mostra Gaza in Florence, nel foyer del Cinema La Compagnia, con una selezione di opere tratte dalla serie Gaza in My Phone, disegni che raccontano la resistenza attraverso la quotidianità, capaci di parlare con forza al presente. Saranno disponibili libri, poster e materiali, con il ricavato destinato al sostegno di iniziative umanitarie per Gaza.
Saranno poi visibili le coloratissime cartoline di PenPalestine, presentate al festival in una speciale installazione al Cinema La Compagnia, e acquistabili per raccogliere fondi a favore di organizzazioni mediche attive a Gaza.
Poi anche la lettura scenica di Paola Caridi, giornalista, storica, autrice e grande esperta di Medio Oriente, che leggerà il suo ultimo libro Sudari. Elegia per Gaza, giovedì 9 ottobre (ore 19:30 Cinema La Compagnia).
Ultimi appuntamenti
Il caffè delle donne – Un pomeriggio in Palestina con Fidaa I A Abuhamdiya
Sabato 11 ottobre, alle ore 16 al Gran Caffè San Marco (Piazza di S. Marco 11R), assieme a Fidaa I A Abuhamdiya – esperta di cucina palestinese e autrice insieme a Silvia Chiarantini del libro Pop Palestine. Viaggio nella cucina popolare palestinese – scopriremo cosa fanno le donne in Palestina quando si ritrovano per bere il caffè… Un evento con raccolta fondi per Gaza.
E gli eventi non finiscono qui. Anche per questa edizione torna Il punto delle 19.30 con conversazioni, dibattiti e presentazioni di libri coordinati da Laura Silvia Battaglia e Giuseppe Alizzi.
Ultimo ma non meno importante il bookshop Radical Imagination, nuova edizione della libreria-installazione nel foyer del Cinema La Compagnia, progettata dal gruppo di architetti Archivio Personale e ispirata al tema del festival. Sugli scaffali una selezione di libri a cura della redazione di Arabpop, rivista di arti e letterature contemporanee dei paesi arabi e della Libreria L’Ornitorinco (Via di Camaldoli 10r).