Mantis è uno spin-off del film Kill Boksoon (2023), diretto da Byun Sung-hyun (qui di nuovo come co-sceneggiatore). Nonostante le critiche fossero state piuttosto tiepide, il progetto era riuscito comunque a farsi notare e ad avere successo presso il pubblico nel 2023, grazie all’uscita su Netflix. Con Mantis si ripropone la stessa formula, ma su scala più ampia: la serie punta su un world-building che ricorda quello di John Wick e mette al centro della narrazione il suo protagonista, Yim Si-wan. La regia è affidata a Lee Tae-sung.
Mantis
Mantis: storia debole e poco interessante
Il compito di uno spin-off è quello di sfruttare al meglio il mondo creato dal prodotto madre. Deve saper collegare elementi e personaggi, senza ridursi a un semplice copia e incolla. Allo stesso tempo non può limitarsi ad ampliare l’universo narrativo senza una storia solida e convincente.
Mantisrientra purtroppo in questa seconda categoria, e nel modo peggiore possibile. Prova a espandere l’universo diKill Boksoon senza offrire il minimo contesto a chi non ha visto il film originale. In più, costruisce tutta la narrazione attorno a un protagonista insopportabile, con azioni incoerenti e comportamenti privi di logica.
La trama è elementare e banale, con sviluppi prevedibili fin dai primi minuti. Il ritmo è lento e disunito, e la visione risulta pesante e poco coinvolgente.
Con la regia di Lee Tae-sung il rischio di affidare un action a un esordiente è altissimo. È come una partita di roulette russa, e questa volta è andata male. L’impostazione manca di identità, non bilancia azione e narrazione, e finisce per evidenziare i limiti della sceneggiatura invece di nasconderli.
Yim Si-wan recita con il pilota automatico, senza dare spessore al personaggio. In passato ha mostrato capacità e versatilità, ma qui appare svogliato. La caratterizzazione piatta e senza evoluzione lo imprigiona. Ripete sempre gli stessi sguardi e le stesse espressioni, rendendo il protagonista monotono invece che enigmatico.
Il problema nasce anche dalla scrittura. Mantisnon ha un arco narrativo, non compie scelte significative e non cresce durante la storia. Di conseguenza, persino un attore valido come Si-wan resta senza margini per brillare. Il risultato è un antieroe che vorrebbe sembrare tormentato e ambiguo, ma appare soltanto irritante e incoerente.
Mantis: lo spin-off Netflix di Kill Boksoon diretto da Lee Tae-sung fallisce tra trama banale e protagonista senza spessore.
Sequenze d’azione convincenti, ma che potevano osare molto di più
Ryu Seong-chul ha curato le coreografie d’azione di Mantised è, con ogni probabilità, l’aspetto più riuscito dell’intera pellicola. Le sequenze di combattimento riescono a fondere un impianto gore efficace con una direzione dei movimenti precisa e dinamica. Ne risultano scontri all’ultimo sangue intensi, soddisfacenti e in grado di catturare lo spettatore.
Tuttavia, anche in questo ambito emergono alcune criticità. La regia di Lee Tae-sung non sempre sembra avere un’idea chiara di come valorizzare le coreografie, e ciò penalizza il potenziale delle scene. Alcuni combattimenti finiscono per sembrare ripetitivi o troppo simili a sequenze già viste in altri action, riducendo l’impatto complessivo. Ciononostante, resta evidente la qualità del lavoro svolto da Ryu, che dona al film i suoi momenti più memorabili.
Un’occasione sprecata
Mantis rappresenta un’occasione sprecata. Lo spin-off non riesce a sfruttare l’universo narrativo diKill Boksoon, proponendo una trama banale e mal costruita, con un protagonista privo di fascino e un’interpretazione di Yim Si-wan piatta e svogliata. La regia di Lee Tae-sung, troppo acerba per un progetto di questa portata, manca di visione e rende l’opera disordinata e poco incisiva. L’unico vero punto di forza resta il lavoro di Ryu Seong-chul sulle coreografie, capace di regalare momenti di intensità e spettacolarità che, purtroppo, non bastano a salvare l’insieme.
Il risultato è un film che fatica a intrattenere e che difficilmente lascerà un segno, se non come esempio di quanto sia rischioso affidare a un esordiente un action di questo calibro pur di voler continuare la storia di un prodotto, senza però avere il giusto spunto creativo.