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Steelbook 4K Ultra HD per la ‘Jurassic World trilogy’

Segnali dall’universo digitale. Rubrica a cura di Francesco Lomuscio

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La Jurassic World trilogy è disponibile in edizione limitata steelbook 4K Ultra HD. Proprio così, già distributori della Jurassic park trilogy, Plaion pictures Universal riservano lo stesso trattamento ai tre capitoli successivi. Capitoli cui nel 2025 si è nel frattempo aggiunto il quarto: Jurassic World – La rinascita di Gareth Edwards. Dunque in questa steelbook troviamo appunto in formato 4K Ultra HD Jurassic World e i due sequel Jurassic World – Il regno distrutto e Jurassc World – Il dominio. Il Jurassic World che nel 2015 ha provveduto a proseguire quella che tra il 1993 e il 2001 era stata la saga di Jurassic park. Iniziata da Steven Spielberg e conclusa da Joe Johnston tramite Jurassic park III, di cui il Re Mida di Hollywood fu solo produttore esecutivo. Come lo è in questi tre lungometraggi che i fan hanno dovuto attendere fin dai tempi in cui venne annunciato un Jurassic park 4. Tempi risalenti addirittura al periodo immediatamente successivo all’uscita della citata pellicola di Johnston. Un sogno che soltanto nel 2015 si è concretizzato, grazie anche ai notevoli progressi effettuati nel campo dell’effettistica digitale.

 

Jurassic World (2015)

A fare da scenografia è un parco tutto nuovo costruito sui resti di quello al centro di Jurassic park. Nessuna traccia dei protagonisti originali della serie, ma soltanto un manipolo di nuovi arrivati. A cominciare dall’Owen Grady di Chris Pratt, impegnato a svolgere ricerche comportamentali sui velociraptor e affiancato dall’amico Barry alias Omar Sy. Abbiamo poi il Vic Hoskins di Vincent D’Onofrio, capo della sicurezza del posto, e la responsabile delle operazioni Claire Dearing, interpretata da Bryce Dallas Howard. Ed è l’arrivo dei due nipoti di quest’ultima a rendere decisamente più complicata la situazione resa non poco pericolosa dall’improvvisa fuga dell’Indominus Rex. Un ibrido ottenuto combinando i DNA di diverse specie di dinosauri e che, in un certo senso, ricorda il Godzilla visto nell’omonimo lungometraggio di Roland Emmerich. Ibrido la cui entrata in scena avviene dopo circa metà delle oltre due ore di visione atte ovviamente a regalare sano intrattenimento ad altissimo budget. Oltre due ore di visione mirate in maniera evidente a ribadire che la natura non può essere annientata dalla genetica.

Man mano che, sebbene si faccia riferimento alla sciagura al centro del capostipite, appaiono più in qualità di reboot che di continuazione vera e propria.

Mentre al timone di regia il nuovo arrivato Colin Trevorrow regala quello che è forse il tassello maggiormente riuscito del franchise. Oltretutto impreziosito dal marino Mosasaur e caratterizzato da un secondo tempo comprendente violenti attacchi da parte di pterodattili. Attacchi che non possono fare a meno di richiamare alla memoria Gli uccelli di Alfred Hitchcock. A completare il tutto, poi, non pochi contenuti extra. Da sei minuti di scene eliminate a ventinove di making of, passando per sedici di sguardo alla realizzazione dei dinosauri e dieci sulla creazione del parco. Più una visita con Pratt all’innovativo Center e lo stesso che s’interroga a vicenda con il regista per quanto riguarda il film. Senza contare tre minuti di Le “rasette” di Jurassic park presentato da Barbasol, quattro relativi al concepimento della girosfera e quasi tredici sul suono. Per chiudere con cinque minuti riguardanti la consulenza del paleontologo Jack Horner, quasi dieci di sguardo agli oggetti di scena “giurassici” e sette su Jurassic park. Ma c’è spazio anche per una breve clip sul cameo del comico Jimmy Fallon.

 

Jurassic World – Il regno distrutto (2018)

Sotto la regia di J.A. Bayona, Chris Pratt e Bryce Dallas Howard tornano nei panni di Owen Grady e Claire Dearing. Stavolta impegnati ad intraprendere una campagna per la salvaguardia dei dinosauri rimasti su Isla Nubar dopo aver distrutto il parco tematico e resort di lusso. In quanto il vulcano dormiente dell’isola sembra essere pronto a riprendere la sua attività, provocando una catastrofe che li porterebbe all’estinzione. E, con conseguente pericolo di annegamento, è proprio la lunga e tesa sequenza dell’eruzione a rientrare tra le maggiormente memorabili proposte dall’insieme. Sequenza che coinvolge creature preistoriche in abbondanza, fiumi di lava incandescente e il brillante membro del Dinosaur Protection Group Franklin Webb alias Justice Smith. Ma, nel ruolo dell’eccentrico matematico Ian Malcolm, torna brevemente anche il Jeff Goldblum dei primi due Jurassic park in Jurassic World – Il regno distrutto. Man mano che vengono introdotti il malvagio Eli Millis, in possesso delle fattezze di Rafe Spall, e lo spietato mercenario Wheatley, ovvero Ted Levine. Incaricato dal primo per dirigere l’operazione mirata a condurre i lucertoloni in una riserva privata.

Infatti, è qui una cospirazione che potrebbe riportare l’intero pianeta ad un pericoloso stato di disordine a rappresentare la minaccia di cui aver timore.

E, con massicce dosi di animatronica privilegiate rispetto all’effettistica digitale, non mancano ovviamente di essere tirate in ballo nuove tipologie di mostruosi colossi. Dal Baryonyx al Carnotaurus, fino al temibilissimo Indoraptor, caratterizzato da un dna che è un miscuglio empio di Velociraptor e Indominus rex. L’Indoraptor cui, tra l’altro, è dedicata sono dedicati i quattro minuti de La nascita dell’Indoraptor nella sezione extra del disco. Una featurette che, insieme a dodici brevi videodiari di Pratt dal set, affianca molto altro materiale. Dai tre minuti di Sul set con Chris e Bryce ai dieci di Jurassic world – Il regno distrutto – La conversazione. Passando per tre minuti de Il ritorno di Malcolm, due di Ritorno alle Hawaii, sei di Azione sull’isola e tre di Via all’asta!. Più i brevissimi Una canzone per il regno e Morte da dinosauro e i quasi sei minuti di A bordo dell’Arcadia. Senza contare i sette minuti di Effetti visivi evoluti, i tre di Mostro in una villa, i quattro de Il regno si evolve. Oltre ai tre minuti di Scontro finale sul tetto.

 

Jurassic World – Il dominio (2022)

Eravamo rimasti con i dinosauri liberi di vagare nella natura selvaggia, convivendo con gli umani coscienti di una imminente minaccia a livello globale. Torna alla regia il Colin Trevorrow autore del primo Jurassic World, ma anche i personaggi di Owen Grady e Claire Dearing. La particolarità di questo nuovo capitolo, però, risiede nella scelta di rimettere in gioco i tre protagonisti del primo Jurassic park. Dunque il paleontologo Alan Grant, la paleobotanica Ellie Sattler e il dottor Ian Malcolm, ovvero Sam Neill, Laura Dern e il sopra menzionato Goldblum. Riuniti tutti insieme per fronteggiare il Lewis Dodgson incarnato da Campbell Scott, magnate che intende speculare sui dinosauri. E, con una serie di sconcertanti scoperte in agguato, si va in giro per il mondo, fianco a fianco con le più pericolose specie preistoriche. Dai Tirannosaurus Rex ai Velociraptor, passando per Pterodattili e Gigantosaurus. Man mano che si procede a suon di spettacolari inseguimenti, tra i quali spicca quello con Owen in corsa a bordo di una motocicletta.

Fino all’emozionante chiusura di un tassello in cui gli interventi di Neill, Goldblum e la Dern valgono da soli la visione.

Interventi non privi, come c’era da aspettarsi, di ironia e che non possono fare altro che deliziare i fan storici dell’epopea cinematografica giurassica per eccellenza. Perché Jurassic World – Il dominio è un’operazione chiaramente volta ad accontentare sia i vecchi che i nuovi spettatori della saga. Mentre dal prototipo spielberghiano proviene anche B.D. Wong, già presente oltretutto nei due film precedenti, qui fido spalleggiatore di un Campbell Scott ambiguo villain. Per il resto, Pratt e la Howard si riconfermano coppia calibrata in quello che, ai tempi dell’uscita in sala, sembrava dovesse essere l’episodio conclusivo. Quindi, con immancabile messaggio ecologista annesso, l’opera di Trevorrow va gustata nell’attesa che approdi in home video anche Jurassic World – La rinascita. Prima, però, è bene visionare nella sezione extra del disco Battaglia a Big Rock. Trattasi di un cortometraggio concepito dallo stesso Colin e che segue gli eventi di Jurassic World – Il regno distrutto. Un contenuto veramente speciale che affianca i sei minuti di Una nuova specie di VFX e Dinosauri tra noi: dentro Jurassic World – Il dominio. Quest’ultimo diviso in cinque parti e che chiude degnamente la Jurassic World trilogy.

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