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‘2night’: un’opera che delinea il ritratto di una generazione

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In 2night, remake dell’omonimo film israeliano del 2011, il regista Ivan Silvestrini trasforma la caotica Roma notturna nello sfondo di un’intima e inaspettata connessione tra due sconosciuti. Ambientato quasi interamente all’interno di un’automobile, il film si distingue per la sua struttura essenziale e per la forza del dialogo tra i protagonisti, interpretati da Matilde Gioli e Matteo Martari.

2night è attualmente disponibile in streaming su RaiPlay.

2night

In un locale della movida romana,  una ragazza e un ragazzo, entrambi sui trent’anni, si incontrano per caso. Con l’intenzione condivisa di trascorrere la notte insieme, decidono di andare a casa di lei. Ma ciò che sembra un incontro fugace e privo di significato prende una piega inaspettata quando, una volta giunti al quartiere Pigneto, restano bloccati per ore senza riuscire a trovare parcheggio.

Questo ostacolo, apparentemente banale e quotidiano, si trasforma in occasione di confronto. Il viaggio in auto, fatto di soste, deviazioni e silenzi, diventa lo spazio in cui le maschere iniziano a cadere. Lui appare chiuso, ambiguo, forse persino evasivo; lei si mostra sicura, ma sotto la superficie lascia intravedere insicurezze più profonde. I due iniziano a conoscersi davvero e la serata prende una direzione del tutto diversa da quella prevista.

Un film originale valorizzato da due protagonisti profondamente credibili 

Silvestrini firma un’opera coraggiosa e molto intima. 2night si regge sulla chimica tra i protagonisti e sulla verosimiglianza dei dialoghi. Gioli e Martari riescono a dare corpo a due figure estremamente fragili e genuine, in grado di tratteggiare l’inquietudine di una generazione che fatica a trovare punti fermi. 
Il desiderio di qualcosa di più profondo si scontra con l’abitudine alla superficialità e con la paura di esporsi davvero.
Roma, con le sue strade affollate, il fascino notturno e il disordine che la caratterizza, diventa lo specchio del caos interiore dei protagonisti. Questo stesso caos urbano si contrappone in modo suggestivo all’ambientazione raccolta e quasi claustrofobica dello stretto abitacolo, creando un interessante gioco di contrasti.

Il film pone anche un accento significativo sul ruolo femminile: in una delle sequenze la protagonista confessa il timore di restare sola, rivelando come spesso la necessità di sentirsi desiderate spinga le donne a concedersi pur di non essere abbandonate. Una riflessione lucida e cruda che tocca una corda profonda.

La solida intesa tra i due protagonisti, riconosciuti come tra gli attori più apprezzati e versatili del panorama cinematografico contemporaneo, contribuisce in modo decisivo a intensificare l’impatto emotivo dell’intera pellicola.
Accanto a loro, l’unico altro volto presente nel film è Giulio Beranek, il cui ruolo, seppur breve, risulta significativo. Attore in ascesa nel panorama nazionale, si è recentemente distinto per le sue interpretazioni nella serie Gerri e nel thriller Dedalus.

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