Le opere d’arte e filmiche hanno sempre avuto il difficile compito di raccontare i loro problematici contesti di nascita. E infatti, film e serie tv attualmente proposti dalle piattaforme non sembrano voler scappare da questo loro compito politico. Tra i temi preferiti, c’è sicuramente quello del conflitto interno che esacerba e supera così i confini locali (e non solo…). Quest’ultimo, non a caso, è esattamente il nodo centrale di Countdown, nuovissima serie TV targata Amazon Prime Video e ancora in rilascio. Countdownè attualmente alla sua quarta puntata su tredici totali e si concluderà la prima settimana di settembre.
Countdown, tra cui spicca da subito il già notissimo attore Jensen Ackles (Supernatural, The Boys), ha al centro una composita task force di Los Angeles, cui direzione è affidata a Nathan Blythe (Eric Dane), e incaricata di indagare sul misterioso omicidio di un agente del Dipartimento di Sicurezza Interna. Ma la storia vira quasi immediatamente sul complotto geopolitico e su legami criminali molto più complessi di quelli apparenti; si parla di cartelli della droga, minacce atomiche, e tanto altro…
Una “squadra che quadra”: chi sono i membri della task force di Countodown?
Tre puntate sono poche per definire i tratti di ogni singolo personaggio, soprattutto quando la storia è così narrativamente stratificata e corale: Countodown è un racconto crime, ma fin da subito rende chiaro il suo volersi concentrare anche sui vissuti e tessuti relazionali di ogni membro della task force.
È palese fin dall’inizio chi saranno i due protagonisti della serie: il già citato Jensen Ackles nei panni del misterioso e fragile Mark Meachum, e la coraggiosa ed esperta agente di missioni sotto copertura Amber Oliveras, interpretata da Jessica Chamaco (End of justice, The Flash). Mark e Amber sono i personaggi su cui le prime tre puntate pongono più attenzione, raccontando un po’ il loro (misterioso) passato personale e lavorativo e dando un’infarinatura dei caratteri, e questo focus preannuncia la loro centralità. Ma almeno inizialmente, Countdown non specifica ancora se la precisa scelta di queste due personalità come protagoniste sia casuale o se voglia, invece, inserirsi in quello che si premette essere il senso critico ed etico della serie. Mark e Amber avranno il ruolo di meri veicoli di trama o di veicoli significanti?
Esprimersi sul resto dell’equipe è ancora quasi impossibile; i tratti degli altri sono ancora fin troppo acerbi per poterli giudicare. Ed è presto anche per poter affermare se il loro ruolo avrà o meno un peso sul senso generale della storia. È però chiaro che Nathan Blythe abbia messo su una “squadra che quadra”: ognuno di loro sa stare al suo posto, ma anche collaborare con il team. Ma è una pace e collaborazione reale o la bolla è pronta a scoppiare?
Ma che cosa ci dice, per ora, Countdown?
La serie inizia con l’omicidio in pubblica piazza dell’agente della Homeland Security Bob Darden (Milo Ventimiglia), e la decisione di metter su una task force d’emergenza parte proprio da questa tragica morte. Quest’uomo pare che si occupasse, in particolare, di controllare i movimenti della dogana di confine. E inizialmente, infatti, sembra che l’agente ucciso fosse in qualche modo coinvolto nel cartello della droga messicano. Dunque, Countdownci catapulta quasi subito nel difficile contesto della criminalità organizzata e apparentemente, almeno dopo la prima puntata, non si distanzierebbe dall’essere il solito racconto a riguardo (con i misteri e le implicazioni del caso).
Ma in realtà, la storia non si ferma qui e già dalla seconda puntata Countodwn mostra la sua natura molto più stratificata. Si palesa l’esistenza di un’organizzazione criminale molto più terrificante di così; tanto terrificante da star probabilmente progettando la distruzione di Los Angeles con un ordigno nucleare. E viene quindi messa in campo la paura intrinseca e contemporanea di venir completamente rasi al suolo da situazioni a noi spesso completamente estranee e incontrollabili.
Si introduce poi la questione dei conflitti interni alle stesse organizzazioni che dovrebbero garantire la nostra sicurezza, e invece sono talmente accecate dal potere e dalla notorietà da dimenticarsi per cosa e per chi stanno realmente agendo e lavorando…
“Per noi questa non è politica, ma è la realtà che respiriamo” cita uno dei membri della task force nella terza puntata. E potrebbe questa frase riassumere la complessità che si cela dietro Countdowne che, dopo un’introduzione durata tre puntate, è abbastanza matura da finalmente mostrarsi?